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Economia
49 minuti fa
DDL Concorrenza, Boidi (UNGDCEC): "Il deposito dei bilanci resti ai commercialisti"
(Teleborsa) - Cancellare l'articolo 13 del DDL Concorrenza 2026, che prevede l'estensione ai consulenti del lavoro della possibilità di depositare i bilanci d'esercizio presso il Registro delle imprese e di attestarne la conformità agli originali, e aprire un tavolo di confronto per individuare soluzioni che assicurino chiarezza normativa. È la richiesta avanzata dall'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC), che esprime contrarietà in merito alle posizioni sostenute dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro durante l'audizione presso la Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati.“Il deposito dei bilanci non può essere considerato un semplice adempimento burocratico – afferma Marco Leone, vicepresidente UNGDCEC –. Parliamo di un'attività che richiede conoscenze specifiche della normativa civilistica e dei principi contabili, acquisite attraverso un percorso di formazione e un esame di Stato. Non si tratta dunque di difendere una prerogativa di categoria, ma di garantire competenze e affidabilità delle informazioni economico-finanziarie sulle quali si fondano le decisioni di imprese, soci, creditori e istituti bancari".La questione assume particolare rilevanza anche alla luce della riforma dell'ordinamento dei commercialisti, il cui disegno di legge delega è attualmente all'esame del Senato e prevede l'individuazione di competenze specialistiche e attività riservate. Per Michela Boidi, presidente UNGDCEC, "non è accettabile che, in questo contesto, un'altra norma preveda l'estensione di alcune attività a una diversa categoria professionale. La riserva conferita ai commercialisti dall'articolo 31, comma 2-quater, della legge 340/2000 rappresenta il riconoscimento di competenze professionali specifiche, frutto di anni di studio e certificate attraverso l'esame di Stato, sulle quali fa affidamento il sistema economico". L’Unione, inoltre, respinge interventi normativi che frammentano il valore delle competenze professionali, relegandole ad una mera voce di costo: “La competitività delle PMI non si costruisce comprimendo i compensi, ma migliorando l’affidabilità delle informazioni economico-finanziarie e la qualità della consulenza”, sottolinea la presidente Boidi. I giovani commercialisti condividono e sostengono, infine, le considerazioni espresse dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) nel corso delle audizioni, in particolare sul rischio di creare un precedente normativo che consenta di estendere competenze senza una preventiva valutazione di formazione, abilitazione e responsabilità. Un principio che, secondo l'UNGDCEC, deve essere applicato con coerenza a tutte le professioni.
Fonte: Teleborsa