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Economia
1 ore fa
Credem e Università Cattolica studiano longevità e pensione
(Teleborsa) - Al via il nuovo progetto di Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) su "Longevità e informazione" con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei "Longennials" (termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi). L’81% degli over 50 intervistati considera fondamentale il benessere mentale e psicofisico, il 60% di chi ha figli dichiara di sentirne il peso della responsabilità, il 42% dei soggetti afferma di provare ansia guardando al futuro, il 74% dichiara di essere molto informato, il 42% dei lavoratori over 50 ignora quale sarà la reale differenza tra ultimo stipendio e pensione e il 44% del campione riterrebbe utile una consulenza sulla pianificazione finanziaria per il proprio domani. Per approfondire questi temi, spesso sottostimati, Credem all’interno dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, progetto sull’informazione consapevole nato dalla collaborazione tra Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), lancia una nuova iniziativa dedicata ad indagare le sfide, le opportunità e gli stati d’animo legati alla longevità in Italia che prende il via dai dati della nuova ricerca* dell’Osservatorio.Più in dettaglio, il progetto ha l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei "Longennials" segnata da incertezza e pressione dell’assistenza (caregiving), per trasformarla in un percorso di consapevolezza informativa. L'iniziativa parte da un approfondito lavoro di ricerca , condotta nelle scorse settimane dai ricercatori dell’Università Cattolica e in collaborazione con l’istituto di ricerca Bilendi, di cui oggi è rilasciata parte dei risultati e che continuerà con iniziative all’interno di tre incontri presso la sede dell'Ateneo, tra aprile e novembre 2026, dove docenti e studiosi analizzano le diverse dimensioni della longevità.Il "day by day" degli over 50 intervistati dai ricercatori è caratterizzato da una forte centralità delle relazioni e della cura. In particolare, l'82% degli intervistati giudica positivamente i rapporti familiari e il 73% quelli amicali, tuttavia, il 60% degli intervistati con figli sente il peso della responsabilità verso di loro e il 66% verso i genitori anziani. Quest’ultimo aspetto è avvertito maggiormente nelle fasce di popolazione con redditi medio-alti, dove la preoccupazione per i genitori in vita tocca il 78%.In questo scenario, i pilastri del benessere individuale si spostano verso una dimensione più consapevole e salutista: l’alimentazione sana è un valore guida per l'85% del campione, seguita dalla ricerca dell’equilibrio psicofisico (81%) e dalla coltivazione di hobby e passioni (76%). Per quanto riguarda la gestione del tempo libero, a fronte di una generale soddisfazione per lo spazio dedicato agli affetti (71%), circa quattro intervistati su dieci (38%) esprimono il desiderio di dedicare maggior tempo per i consumi culturali e mediali. Tale esigenza colpisce soprattutto le donne (45%) e chi è impegnato nella cura dei genitori (43%).Sulla visione del futuro gli over 50 sono divisi tra curiosità (40%) e ansia (42%), con il 36% preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni. Mentre per i bisogni informativi i Longennials si autodichiarano come soggetti attenti all’informazione (74%) e si muovono con facilità tra canali digitali e tradizionali: il 35% predilige i canali tradizionali, il 36% quelli digitali e il 35% non esprime una preferenza, utilizzandoli in egual misura. Per quanto riguarda le aspettative sulla pensione si evidenzia una forte differenza tra il desiderio di andare in pensione (64% vorrebbe il ritiro entro 5 anni) e la possibilità di farlo (30% potrà farlo).Inoltre, dalla ricerca emerge che il 42% dei lavoratori over 50 ignora quale sarà l’effettiva differenza tra l'ultimo stipendio percepito e l'importo della futura pensione, tema che alimenta il timore per il 31% del campione che l'assegno pensionistico non sia sufficiente a coprire i propri progetti di vita. In questo scenario, la pianificazione finanziaria diventa una priorità: circa il 60% dei Longennials esprime il bisogno di ricevere maggiori e migliori informazioni su investimenti e previdenza integrativa, cercando strumenti per tutelare il proprio tenore di vita futuro. Per orientarsi in queste scelte, il 47% del campione riconosce nel consulente della propria banca la figura di riferimento, preferendo per il 60% dei casi una consulenza guidata e di persona rispetto alle soluzioni interamente digitali. "Oltre 20 anni è l’aspettativa media di vita dopo il pensionamento anche se spesso si sottovaluta l'impatto che una vita più lunga può avere sulle abitudini e sulle necessità del presente e anche del futuro", ha dichiarato Maurizio Giglioli, Condirettore Centrale di Credem. "L’evidenza che il 42% dei Longennials guardi al domani con ansia, e che altrettanti non abbiano piena consapevolezza di quanto la riduzione del reddito al momento del pensionamento possa incidere sulla sostenibilità del proprio stile di vita, ci ha spinto a riflettere sull’importanza di una corretta informazione e sul ruolo consulenziale che la nostra banca deve mettere in campo a favore dei propri clienti. La ricerca conferma il bisogno rilevante delle persone essere orientati su questi temi e avvalora il percorso intrapreso da Credem: alzare la cifra della relazione "human" penetrando a fondo nelle dinamiche familiari, confermarsi guida nelle scelte previdenziali e finanziarie dei clienti, favorire il benessere personale e finanziario nel lungo periodo, in totale coerenza con la nostra promessa di Wellbanking", ha concluso Giglioli. "Prestare attenzione ai Longennials significa riconoscere una generazione che porta sulle spalle un forte carico emotivo, economico e organizzativo. Sono adulti ancora nel pieno della vita lavorativa, spesso con figli ancora giovani e genitori che iniziano ad aver bisogno di supporto costante. Questa doppia responsabilità li espone a stress, difficoltà finanziarie e una costante mancanza di tempo per sé. Ignorare questa realtà significa trascurare un segmento cruciale della società che tiene insieme famiglie, comunità e spesso anche pezzi di welfare informale. In questo scenario l’informazione ha un ruolo decisivo. Senza informazioni chiare, accessibili e affidabili, i Longennials rischiano di affrontare da soli un labirinto di burocrazia, scelte sanitarie, decisioni economiche e gestione emotiva. Con l’informazione giusta, invece, possono trasformare il peso in competenza, il caos in organizzazione, la solitudine in network e possibilità di collaborazione", ha dichiarato Sara Sampietro, coordinatrice Osservatorio Opinion Leader 4 Future, Credem e Università Cattolica.
Fonte: Teleborsa