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Economia
1 ore fa

AI e PMI, A2A e Confindustria Alto Adriatico: confronto su innovazione e competitività

(Teleborsa) - Si è tenuto oggi "L’AI entra in azienda: strumenti e risorse per le PMI", un incontro organizzato da A2A in collaborazione con Confindustria Alto Adriatico, volto a favorire l’innovazione e la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle PMI del territorio.Un progetto che vuole fornire esempi reali e permettere a grandi imprese, associazioni di categoria, università e istituzioni di fare sistema per supportare piccole e medie imprese a capire come implementare soluzioni AI e di innovazione in modo sostenibile nei propri processi.L’occasione ha rappresentato un momento di confronto e formazione sulle nuove tecnologie e le loro applicazioni: sono stati proposti strumenti in grado di favorire l’avvio di attività pratiche e misurabili, oltre a illustrare i percorsi di accesso alle risorse e ai finanziamenti disponibili a livello europeo, nazionale e regionale.L’evento si è aperto con i saluti istituzionali e una conversazione sullo scenario attuale con Michelangelo Agrusti, Presidente Confindustria Alto Adriatico, e Flavio Pasotti, Vicepresidente di A2A, a cui sono seguiti gli interventi di Gianluca Fabbri, docente del Master in Management e Controllo dei Fondi Comunitari presso la Luiss Business School, Marco Olivotto, Direttore Generale LEF, Franco Scolari, Direttore Generale Polo Tecnologico Alto Adriatico e, in chiusura, Alice Guerini, Head of AI Factory di A2A Life Ventures."L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi una leva fondamentale per la competitività del nostro sistema produttivo. Insieme alla transizione energetica e alla digitalizzazione, sta ridefinendo i modelli industriali. La sfida, soprattutto per le PMI, non è solo tecnologica, ma anche culturale: significa adattare e aprire l’organizzazione e la leadership a nuove soluzioni e modelli da applicare nei processi aziendali – ha spiegato Flavio Pasotti, Vicepresidente di A2A. – Consapevoli delle difficoltà che molte PMI incontrano nell’accesso alle innovazioni, considerando che oggi solo l’1,4% ha integrato l’AI nei propri processi, abbiamo deciso di promuovere questi incontri mettendo a disposizione le competenze sviluppate nel settore. Solo così l’innovazione può diventare un fattore reale, promotore di crescita, capace di generare efficienza, qualità e nuove opportunità di sviluppo per i territori"."La competitività delle imprese – ha detto il Presidente di CAA, Michelangelo Agrusti – non dipenderà dalla semplice disponibilità dell'intelligenza artificiale, ma dalla capacità di governarla e di integrarla nei processi produttivi e organizzativi. Per questo, il Sistema Alto Adriatico ha scelto di investire nella costruzione di un ecosistema che mette in relazione imprese, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e istituzioni: solo così anche le piccole e medie imprese possono trasformare l'innovazione in un vantaggio competitivo concreto. Il nostro obiettivo non è inseguire la tecnologia, ma creare le condizioni affinché diventi uno strumento di crescita, produttività e sviluppo del territorio. È questa la visione che, attraverso Confindustria Alto Adriatico, LEF, il Polo Tecnologico Alto Adriatico, gli ITS Academy, le università e tutti i partner del Sistema, stiamo costruendo da anni: fare dell'innovazione un patrimonio condiviso e accessibile, capace di rafforzare la manifattura, attrarre competenze e generare nuove opportunità per le imprese e per le nuove generazioni"."Tra i temi affrontati anche il percorso avviato da LEF e Polo Tecnologico Alto Adriatico "Andrea Galvani", che, a poche settimane dalla pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026, hanno realizzato il primo sistema italiano di formazione propedeutico alla certificazione delle competenze nell'Intelligenza Artificiale. Un’iniziativa, hanno detto Marco Olivotto e Franco Scolari, rispettivamente DG di LEF e Polo, che traduce rapidamente in strumenti operativi una novità destinata a incidere sull'organizzazione delle imprese, offrendo a professionisti e PMI un percorso per acquisire competenze riconoscibili e verificabili. Il progetto accompagna le aziende dalla formazione alla verifica delle competenze, in vista della certificazione, in un contesto in cui l'AI Act europeo attribuisce crescente rilievo alla governance e all'utilizzo responsabile dell'Intelligenza Artificiale, prevedendo per le violazioni più gravi sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo globale. Un modello che punta a trasformare un cambiamento normativo in un'opportunità concreta di crescita, competitività e qualificazione del capitale umano".L’incontro di Trieste rappresenta il terzo di un ciclo di eventi in 7 tappe organizzati da A2A in collaborazione con le rappresentanze territoriali di Confindustria programmati fino a novembre 2026.
Fonte: Teleborsa