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1 ore fa
Mediobanca, CIB in calo dopo picco dell'anno prima. Buona pipeline su M&A per 2026
(Teleborsa) - La divisione Corporate & Investment Banking (CIB) di Mediobanca ha chiuso l'esercizio (di 6 mesi) al 31 dicembre 2025 con ricavi a 357 milioni di euro (-20% a/a), utile netto pari a 93 milioni di euro (-36% a/a), con ultimo trimestre stabile a 45 milioni di euro. Viene segnalata una ripresa dell'attività creditizia, debole l'M&A con buona pipeline per il 2026.La divisione CIB chiude quindi "un semestre caratterizzato da volumi di attività più contenuti rispetto al picco dello scorso anno nell'advisory, scontando in parte il differimento di alcune operazioni sul mercato estero - si legge nella nota sui conti - In ripresa l'attività creditizia e di capital market solutions, che nel primo trimestre erano state impattate dalla stagionalità estiva. Il calo dei ricavi è accompagnato da una stabilità dei costi, che riflettono misure di retention dei bankers".Viene spiegato che Mediobanca ha confermato il suo posizionamento di advisor di riferimento in Italia, partecipando alle più importanti operazioni annunciate, e ha rafforzato il profilo internazionale completando complessivamente 32 operazioni nel semestre. A livello europeo, Mediobanca ha consolidato la sua presenza nei principali mercati di riferimento, ed in particolare in Germania (due operazioni nel semestre) e Francia (tre operazioni). Nell'ambito della Digital Economy Mediobanca - con Arma Partners - ha completato 10 operazioni, mentre nell'ambito dell'Energy Transition ha preso parte a 9 transazioni annunciate sul mercato internazionale e domestico.L'Equity Capital Markets sconta il protrarsi dell'estrema selettività degli investitori in particolare negli IPO, mentre il Debt Capital Markets è stato caratterizzato da una persistente liquidità dal lato degli investitori accoppiata a volumi di emissioni inferiori (specialmente nel mercato domestico) rispetto a quanto osservato nella prima metà dell'anno solare.Le commissioni nette della divisione si attestano a 146,4 milioni di euro (-33,8% a/a) con il calo dell'Advisory (108,4 milioni; -39% a/a) in parte dovuto alla normalizzazione dell'apporto di Arma (43 milioni nel semestre contro 81 milioni il primo semestre dello scorso esercizio), e un contributo dell'ECM che si mantiene pressoché nullo. Il Lending concorre per 30,7 milioni (-1% a/a) e lo Specialty Finance salda a 3,6 milioni (-18% a/a). Il calo delle commissioni è proseguito anche nell'ultimo trimestre (-6,6% t/t), per effetto delle minori commissioni di Advisory (-17% t/t) dovute a ritardi nella chiusura di operazioni, solo in parte compensate dalla crescita del Lending (+67% t/t).I costi di struttura si attestano a 197,9 milioni di euro (+1,5% a/a), con un C/I al 55,4% in risalita per la dinamica dei ricavi; il costo del lavoro (113,0 milioni +0,5% a/a) si mantiene sui livelli dello scorso anno alla luce di maggiori accantonamenti per trattenere le figure chiave. La dinamica trimestrale mostra costi in crescita del 25,1% t/t con la consueta stagionalità accentuata dagli incentivi ai bankers.
Fonte: Teleborsa