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Economia
1 ore fa
Fisco, Leo (Mef): "Più semplificazioni e rapporto collaborativo con i contribuenti"
(Teleborsa) - "Sul fronte della semplificazione fiscale possiamo affermare che la dichiarazione precompilata ha registrato un'importante accelerazione. Per il periodo d'imposta 2025 è inoltre prevista una rimodulazione delle aliquote che produrrà effetti positivi per i contribuenti. È stato rivisto anche il sistema delle detrazioni, introducendo un meccanismo collegato al quoziente familiare". Lo ha dichiarato Maurizio Leo, viceministro dell'Economia e delle Finanze, intervenuto nel corso del webinar "Dichiarazione dei redditi 2026: cosa cambia davvero tra detrazioni, Cpb, Isa, Cripto, RW e nuove sanzioni" promosso dalla Fondazione Centro Studi Commercialisti Ets. "Un altro intervento significativo contenuto nelle deleghe e nei decreti legislativi - ha aggiunto Leo - riguarda il sistema sanzionatorio, che è stato reso più proporzionato, con una riduzione sia dei minimi sia dei massimi previsti. Si tratta di misure che vanno nella direzione di costruire un nuovo rapporto tra fisco e contribuente, fondato su maggiore collaborazione e fiducia reciproca. In questo contesto si inseriscono sia il concordato preventivo biennale, rivolto alle imprese di minori dimensioni e ai lavoratori autonomi soggetti agli ISA, sia il modello di cooperative compliance, cioè l'adempimento collaborativo, che oggi non riguarda più soltanto le aziende di grandi dimensioni. Sono previste inoltre misure particolarmente favorevoli anche sul piano delle sanzioni penali tributarie: in presenza di un percorso di rateizzazione regolarmente rispettato, infatti, non si producono conseguenze di natura penale". Il viceministro del Mef si è soffermato anche sulle possibili novità: "Il decreto-legge attualmente all'esame della Commissione Finanze del Senato contiene una serie di proposte che devono essere valutate alla luce delle coperture finanziarie ma sul concordato preventivo biennale ci sono una serie di proposte su cui stiamo lavorando. Innanzitutto, c'è un'ipotesi del differimento dell'adesione al concordato preventivo biennale al 31 ottobre anziché al 30 settembre. I contribuenti devono necessariamente capire che la strada è quella del concordato preventivo biennale anche perché l'Amministrazione finanziaria si sta attrezzando molto di più attraverso gli strumenti tecnologici di cui dispone per effettuare meccanismi di contrasto all'evasione fiscale. Uno strumento che è stato introdotto nell'ultima legge di bilancio riguarda lo stretto raccordo tra scontrini e Pos e questo ha generato un incremento per l'emissione di scontrini rispetto al corrispondente trimestre del 2025. Inviterei tutti i professionisti che hanno dato già un notevole contributo nel favorire lo strumento del concordato preventivo biennale di lanciare il messaggio di pacificazione che l'Amministrazione finanziaria vuole rivolgere ai contribuenti tutti". L'importanza della formazione è stata ribadita da Antonio Canu, presidente della Fondazione Centro Studi Commercialisti Ets: "La nostra Fondazione nasce da un percorso costruito in oltre dieci anni di lavoro, sempre guidato da una missione precisa: garantire una formazione di altissimo livello accessibile gratuitamente ai colleghi. Crediamo infatti che mettere i professionisti nelle condizioni di aggiornarsi costantemente sia fondamentale per affrontare le continue evoluzioni della professione. Vedere oggi oltre duemila persone iscritte e collegate rappresenta per noi un risultato importante e motivo di grande soddisfazione".Emanuele Pisati (Odcec Milano) che ha moderato il dibattito ha sottolineato che "la dichiarazione dei redditi 2026 richiede non solo un costante aggiornamento sul piano normativo, ma anche una valutazione sempre più accurata dei profili operativi, accertativi e delle responsabilità professionali connesse. Per questo è fondamentale un approfondimento tecnico che non si limiti all'analisi delle norme, ma che affronti concretamente le criticità e le problematiche che emergono quotidianamente nell'attività professionale". Sugli Isa è intervenuto Andrea Bongi (Odcec Pistoia): "Gli studi di settore sono stati utilizzati dall'Amministrazione finanziaria in maniera eccessiva, fino a perdere efficacia. Successivamente la Corte di Cassazione, con diverse pronunce, ne ha ridimensionato il valore, anche perché molti uffici si erano affidati quasi esclusivamente ai risultati elaborati dal software Gerico per verificare la congruità dei contribuenti. Con il cambio di impostazione introdotto nel 2018 si è passati a uno strumento più evoluto, preciso e capace di fornire indicazioni più affidabili all'Amministrazione finanziaria. Dal 2025 gli Isa sono stati oggetto di revisioni congiunturali straordinarie: senza l'introduzione di specifici meccanismi di sterilizzazione, infatti, avrebbero risentito fortemente degli effetti legati alle crisi internazionali e ai conflitti geopolitici, non riuscendo a rappresentare correttamente le reali condizioni economiche dei contribuenti".Il focus sulle criticità del riordino delle detrazioni e dei bonus edilizi è stato illustrato da Giuliano Mandolesi (Odcec Roma): "Il nuovo sistema delle detrazioni fiscali avrà inevitabilmente un impatto significativo sui dichiarativi e sulla gestione del modello precompilato. La principale novità della dichiarazione delle persone fisiche di quest'anno riguarda il meccanismo automatizzato di calcolo degli oneri detraibili: per i contribuenti interessati, le spese inserite in dichiarazione verranno ordinate dal criterio più conveniente a quello meno conveniente, secondo una classificazione predisposta dall'amministrazione finanziaria, fino al raggiungimento del limite massimo previsto dalla legge. Si tratta di un sistema automatico che il contribuente può comunque modificare o disattivare, ma che rende senza dubbio più complessa la gestione operativa dei modelli dichiarativi".Di riforma del sistema sanzionatorio ha parlato Fabrizio Poggiani (Odcec Pistoia): "Sul tema delle sanzioni tributarie stiamo vivendo una fase particolarmente delicata, soprattutto per quanto riguarda la responsabilità del professionista nella compilazione e trasmissione delle dichiarazioni fiscali. Il Governo è intervenuto alleggerendo il sistema sanzionatorio relativo all'omesso versamento dell'Iva e delle ritenute, ma parallelamente alcune pronunce della Corte di Cassazione stanno delineando un orientamento molto rigoroso. In diverse sentenze, infatti, il concorso del professionista nel reato del contribuente viene ricondotto anche alla sola trasmissione della dichiarazione fiscale. In questo modo si rischia di passare da una semplice ipotesi di negligenza professionale a una forma di responsabilità oggettiva, con conseguenze estremamente pesanti per i professionisti. È una situazione che richiede un intervento correttivo chiaro ed equilibrato".Sul concordato preventivo biennale è intervenuto infine Alessandro Pratesi (Odcec Pistoia): "Il concordato preventivo biennale nasce come strumento di compliance tra Fisco e contribuenti. In concreto, però, il suo utilizzo è stato spesso guidato da valutazioni di convenienza. I contribuenti hanno infatti potuto aderire al concordato 2024-2025 fino al 12 dicembre 2024, in un momento in cui la determinazione del reddito effettivo del periodo d'imposta 2024 risultava ormai sostanzialmente definita. In presenza di una proposta inferiore al reddito realmente conseguito, l'adesione è apparsa una scelta pressoché inevitabile. Analoga considerazione vale per quei contribuenti che, dopo aver ricevuto dall'Agenzia delle Entrate richieste di documentazione, hanno scelto di aderire al concordato anche per beneficiare del ravvedimento speciale, riducendo così il rischio di successivi controlli. Segnalata la pubblicazione del decreto 11 maggio 2026, relativo al concordato 2026-2027, che conferma la volontà del Governo di rendere questo meccanismo strutturale. Nel primo biennio le adesioni hanno riguardato circa 585mila contribuenti (13% della platea interessata). Gli ultimi aggiornamenti parlano di ulteriori 55mila adesioni. Numeri distanti dagli obiettivi auspicati dall'Amministrazione finanziaria. Nel corso dell'intervento è stata infine approfondita anche la fiscalità delle criptovalute, che sono soggette a specifici obblighi dichiarativi e al pagamento dell'imposta sul relativo valore nella misura del 2 per mille, mentre le eventuali plusvalenze sono attualmente tassate con aliquota del 26%, destinata a salire al 33% dal 2026, fatte salve alcune limitate eccezioni previste dalla normativa".
Fonte: Teleborsa