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28 minuti fa

Hempell (Generali Investments), discorso Warsh ha aumentato rischio di una stretta a settembre

(Teleborsa) - "I rendimenti sulla parte lunga della curva restano un elemento di vulnerabilità, con rischi orientati verso nuove pressioni al rialzo piuttosto che a una rapida inversione di tendenza. I rendimenti dei Treasury USA a 30 anni hanno raggiunto i massimi degli ultimi 19 anni prima che il calo del petrolio offrisse un temporaneo sollievo". E' quanto afferma Thomas Hempell, Head of Macro & Market Research di Generali Investments, spiegando che "Il movimento non è attribuibile a un singolo shock, ma riflette una combinazione di fattori: i segnali contrastanti della Fed, la competizione per l'allocazione del capitale (tra elevati deficit fiscali e finanziamento degli investimenti nell'intelligenza artificiale), la resilienza dell'attività economica globale e i persistenti rischi inflazionistici. L'annuncio di buyback del Tesoro statunitense di maggiore entità riduce il rischio di una vendita disordinata sul mercato obbligazionario, ma ha fornito solo un sollievo temporaneo, poiché si scontra con il messaggio di Kevin Warsh favorevole a un bilancio della Fed più snello"."Al momento continuiamo a prevedere un rialzo dei tassi della Fed dopo le elezioni di metà mandato, ma il discorso di Warsh a Jackson Hole ha chiaramente aumentato il rischio di una stretta già a settembre. Un rialzo dei tassi da parte della BCE a settembre appare ormai quasi certo. Tuttavia, i mercati continuano a scontare una BCE eccessivamente aggressiva nelle fasi successive: un ulteriore intervento richiederebbe chiari effetti inflazionistici di secondo livello, che non riteniamo probabili. I rischi legati ai tassi appaiono pertanto contenuti sul tratto breve della curva, ma restano irrisolti su quello lungo"."Alla luce della solidità degli utili aziendali e della resilienza dell'area euro, manteniamo un moderato orientamento pro-rischio, preferiamo il credito ai titoli governativi e conserviamo solo un lieve sovrappeso azionario, considerando le valutazioni elevate, la forte concentrazione legata al tema dell'intelligenza artificiale e la debole stagionalità tipica di settembre. Privilegiamo una duration leggermente inferiore al benchmark, soprattutto negli Stati Uniti. Il cambio EUR/USD appare equilibrato nel breve termine, ma orientato al rialzo entro fine anno grazie a posizionamenti molto estesi e ai flussi di diversificazione".
Fonte: Teleborsa