Breaking News

Economia
48 minuti fa

Antitrust: concorrenza stabile, ma resta limitato il ricambio ai vertici dei mercati

(Teleborsa) - Le condizioni concorrenziali dell’economia italiana sono rimaste sostanzialmente stabili tra il 2010 e il 2023: non emerge un aumento generalizzato del potere di mercato delle imprese. Permangono però comparti molto concentrati e un ricambio limitato nelle posizioni di vertice.È il quadro che emerge dal Rapporto "Lo stato della concorrenza in Italia", presentato oggi a Roma dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dalla Banca d’Italia, nel corso di un convegno in corso di svolgimento in PiazzaVerdi.Il Rapporto offre una lettura integrata di tre dimensioni della concorrenza: margini delle imprese, concentrazione del fatturato e dinamismo imprenditoriale. L’aumento del markup, ossia il rapporto tra prezzi praticati e costi di produzione, è stato moderato e ha riguardato soprattutto comparti che all’inizio del periodo presentavano margini più bassi. La concentrazione del fatturato, cresciuta durante la crisi del debito sovrano, nel 2023 è tornata su livelli prossimi a quelli iniziali. Questi risultati mostrano una situazione diversa da quella di altri Paesi, soprattutto degli Stati Uniti, dove l’aumento dei margini delle imprese e la crescente concentrazione del mercato segnalano un possibile indebolimento della concorrenza.In Italia, tuttavia, il rinnovamento imprenditoriale è stato frenato da una dinamica demografica sfavorevole: per gran parte dello scorso decennio le imprese che hanno chiuso sono state più numerose di quelle nate, una tendenza che si è invertita solo dal 2021. Dal Rapporto AGCM-Banca d’Italia emerge anche che le posizioni di vertice restano occupate in larga parte dalle stesse imprese, pur con segnali di maggiore ricambio negli ultimi anni. Un sano funzionamento dei mercati richiede l’ingresso di nuove imprese e la crescita di quelle più produttive. Rimuovere gli ostacoli a questi processi può rafforzare gli incentivi all’innovazione e all’efficienza, con benefici per la produttività, la crescita e i consumatori.
Fonte: Teleborsa