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Economia
1 ore fa
Ue: stop a rincari retroattivi sui biglietti aerei
(Teleborsa) - La Commissione europea è pronta ad adottare domani un pacchetto di linee guida rivolto al settore del trasporto aereo, nel pieno delle tensioni e delle criticità legate alla crisi in Medio Oriente. Le indicazioni, non vincolanti, chiariranno un principio centrale: anche in presenza di un aumento del prezzo del carburante, le compagnie aeree non potranno applicare aumenti ex post ai biglietti già acquistati dai passeggeri.Le linee guida intervengono inoltre su diversi aspetti operativi del settore, dalle norme sugli slot aeroportuali al divieto di rifornimento in volo, fino agli obblighi di servizio pubblico e all’utilizzo di carburanti alternativi importati, tra cui il cosiddetto carburante di tipo A, già diffuso negli Stati Uniti ma ancora non utilizzato in Europa. Su questo punto, una raccomandazione dell’European Union Aviation Safety Agency (Easa) chiarirà che il suo utilizzo è considerato sicuro per compagnie aeree e aeromobili europei.Bruxelles ribadirà anche un altro principio: la sola "carenza di carburante" potrà essere considerata circostanza straordinaria per esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione ai passeggeri in caso di cancellazione del volo. Non sarà invece sufficiente il semplice aumento dei prezzi del carburante. La Commissione ritiene inoltre che non sia necessaria, al momento, una revisione della normativa vigente, grazie alla presenza di flessibilità già previste, in particolare sull’utilizzo degli slot aeroportuali."Bene, positivo che anche la Commissione europea intervenga, confermando la bontà del nostro esposto contro Volotea all'Antitrust e all'Enac. Invero la legge è già molto chiara e sono evidenti le violazioni di un supplemento carburante rispetto ai Regolamenti (CE) n. 1008/2008 e n. 261/2004" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.In relazione al Regolamento (CE) N. 1008/2008, ad esempio, è violato l'art. 23, secondo il quale "il prezzo finale da pagare" deve includere "tutte le tariffe aeree passeggeri o merci applicabili, nonché tutte le tasse, i diritti ed i supplementi inevitabili e prevedibili al momento della pubblicazione". Inoltre, "oltre all’indicazione del prezzo finale", vanno "specificati" "tasse o supplementi connessi ad esempio alla sicurezza o ai carburanti", specifica del tutto assente in questi casi vista l'aleatorietà dell'importo, essendo aleatorio l'andamento del prezzo del petrolio. Infine, sempre secondo l'art. 23 "i supplementi di prezzo opzionali sono comunicati in modo chiaro, trasparente e non ambiguo all’inizio di qualsiasi processo di prenotazione e la loro accettazione da parte del passeggero deve avvenire sulla base dell’esplicito consenso dell’interessato ('opt-in')".Sulla stessa linea anche il Codacons, che parla di una "battaglia accolta in pieno" dall’Ue. L’associazione sottolinea come la decisione europea confermi le denunce già presentate alle autorità competenti contro i cosiddetti supplementi carburante applicati da alcuni vettori, ora al vaglio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’ENAC.Il Codacons evidenzia inoltre un distinguo sul tema dei risarcimenti: se da un lato è giusto escludere l’indennizzo fino a 600 euro a viaggiatore qualora un volo venga cancellato per indisponibilità di cherosene, dall’altro il risarcimento deve essere riconosciuto se la compagnia cancella il volo perché non redditizio in relazione all’elevato costo del jet-fuel.Un ulteriore chiarimento arriva da Assoutenti, che interpreta le linee guida europee anche alla luce del Codice del turismo. "In base alle disposizioni in vigore introdotte in Italia dal Codice del turismo, e richiamate anche dall’Unione Europea, esiste la possibilità che all’utente che abbia acquistato un pacchetto vacanza sia richiesto un supplemento legato ai prezzi del carburante per aerei – spiega il presidente Gabriele Melluso – Un aumento che non può superare l’8% del valore del pacchetto e può essere richiesto solo a determinate condizioni. In caso di aumenti superiori all’8%, ai consumatori viene riconosciuta la possibilità di disdire il contratto di viaggio senza alcuna penale, ottenendo il rimborso totale di quanto speso".In base agli artt. 39 e 40 del Codice del turismo, infatti, "Dopo la conclusione del contratto di pacchetto turistico, i prezzi possono essere aumentati soltanto se il contratto lo prevede espressamente". Gli aumenti di prezzo sono possibili esclusivamente in conseguenza di modifiche riguardanti "il prezzo del trasporto di passeggeri in funzione del costo del carburante o di altre fonti di energia; il livello di tasse o diritti sui servizi turistici inclusi nel contratto imposti da terzi non direttamente coinvolti nell'esecuzione del pacchetto, comprese le tasse di atterraggio, di sbarco e d'imbarco nei porti e negli aeroporti; i tassi di cambio pertinenti al pacchetto". Un aumento di prezzo, indipendentemente dalla sua entità, è possibile "solo previa comunicazione chiara e precisa su supporto durevole da parte dell'organizzatore al viaggiatore, unitamente alla giustificazione di tale aumento e alle modalità di calcolo, almeno venti giorni prima dell'inizio del pacchetto".Se l’aumento richiesto supera l’8% del valore del pacchetto il viaggiatore "può accettare la modifica proposta oppure recedere dal contratto senza corrispondere spese di recesso. In caso di recesso, l'organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore. Se le modifiche del contratto di pacchetto turistico o del pacchetto sostitutivo comportano un pacchetto di qualità o costo inferiore, il viaggiatore ha diritto a un'adeguata riduzione del prezzo". Infine in caso di recesso dal contratto di pacchetto turistico, "se il viaggiatore non accetta un pacchetto sostitutivo, l'organizzatore rimborsa senza ingiustificato ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dal recesso dal contratto tutti i pagamenti effettuati da o per conto del viaggiatore". "E’ importante quindi che i passeggeri che hanno stipulato un contratto di viaggio e si vedono richiedere supplementi leggano con attenzione le condizioni del pacchetto, contestando qualsiasi violazione della normativa", conclude Melluso.
Fonte: Teleborsa