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Economia
47 minuti fa

Artigianato, via libera del Cdm alla riforma della legge quadro del 1985

(Teleborsa) - Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro delle Imprese Adolfo Urso, lo schema di decreto legislativo che riforma la legge quadro sull'artigianato, ferma al 1985, in attuazione della delega della legge annuale sulle Pmi 2026. Il testo supera alcuni vincoli societari, introduce maggiore flessibilità organizzativa e favorisce la trasmissione dei mestieri alle nuove generazioni. "La riforma della legge quadro, risalente ad oltre quarant'anni, è un passo necessario per accompagnare l'evoluzione di uno dei pilastri della nostra economia e del Made in Italy", ha dichiarato Urso. "Offriamo alle imprese artigiane regole più moderne e nuove opportunità di crescita, rimuovendo gli ostacoli che ne hanno frenato lo sviluppo".Le novitàUn'impresa potrà mantenere la qualifica artigiana anche se i soci che vi lavorano non sono la maggioranza numerica, purché detengano oltre la metà del capitale, ferme restando le regole per cooperative e società in accomandita semplice. Le imprese potranno operare con un massimo di tre unità locali artigiane, anche fuori dal territorio della Camera di commercio di appartenenza, e le qualifiche professionali richieste potranno essere possedute da un collaboratore nominato responsabile tecnico, non necessariamente dall'imprenditore.Per la trasmissione dei mestieri vengono valorizzate le figure del maestro artigiano e della bottega-scuola, con il riconoscimento definito da Regioni e Province autonome. Presso il Mimit nasce la Commissione consultiva per l'artigianato, con associazioni, ministero, Regioni e Inps, per un'applicazione omogenea della disciplina. Una misura proposta nella legge di bilancio consentirà alle imprese con iscrizione continuativa all'albo di crescere con nuove assunzioni senza perdere la qualifica artigiana, entro limiti dimensionali più elevati e differenziati per attività.L'iterLo schema, approvato in via preliminare, sarà sottoposto all'intesa della Conferenza Stato-Regioni e ai pareri delle Commissioni parlamentari, prima dell'approvazione definitiva.
Fonte: Teleborsa