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52 minuti fa
Midterm Usa, Trump: colpa del caro prezzi, ma questione iraniana va affrontata
(Teleborsa) - I democratici hanno conquistato Camera e Senato con una vittoria più ampia del previsto. Al momento, con lo scrutinio ancora in corso in diverse parti del Paese, avrebbero almeno 250 seggi alla Camera contro 160 e almeno 54 al Senato contro 42, strappando ai repubblicani roccaforti come Texas, South Carolina e Kansas. In Texas James Talarico ha battuto Ken Paxton nonostante 224 milioni di dollari spesi da Elon Musk a favore dell'avversario. I democratici potranno ora avviare inchieste con potere di citazione.Le parole di TrumpNelle prime dichiarazioni davanti alle telecamere dopo il voto, Trump ha mostrato il cantiere della sala da ballo senza citare subito il voto. "Non è stato tanto la guerra" contro l'Iran "quanto il caro prezzi", ha poi dichiarato. "La questione iraniana dovevamo affrontarla e continuiamo a farlo", ha detto Trump rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare le parole del vicepresidente JD Vance che invece attribuiva la sconfitta repubblicana proprio alla guerra con Teheran. "Se mi mettessero sotto impeachment, il partito democratico ne sarebbe distrutto", ha aggiunto il presidente Usa sottolineando che andrà probabilmente d'accordo con i dem e ribadendo che se il suo nome fosse stato sulla scheda "avrebbe vinto". "Non sto valutando di sostituire" Pete Hegseth, ha poi affermato Trump osservando che il capo del Pentagono sta facendo un "grande lavoro".L'impatto sui mercatiIl Brent perde l'8,9% a 94,36 dollari, sotto i 100 per la prima volta dal 7 ottobre (massimo di 118 venerdì); il Wti cede l'8,65% a 87,78 e sulla settimana il calo supera il 14%. Giornata di forti guadagni a Wall Street. I rendimenti dei titoli del Tesoro USA sono scesi lungo l'intera curva, mentre il dollaro ha perso terreno rispetto alle valute dei principali paesi sviluppati. Il Bitcoin ha superato gli 80.000 dollari.L'effetto del votoPer Luigi de Bellis di Equita è un "cleaner event" che riduce le incertezze senza toccare i driver strutturali: il veto presidenziale limita la portata del voto e, osserva Thomas Mucha di Wellington, "un vincolo non equivale a un'inversione di rotta". Sull'intelligenza artificiale pesano le misure locali sui data center (il Texas vale quasi un terzo della capacità Usa): per J. Safra Sarasin una moratoria è più probabile ma in buona parte scontata. Sul reddito fisso le visioni divergono: Equita vede un freno al deficit, Carmignac rischi per le scadenze lunghe. Sulla Fed, T. Rowe Price si attende ancora rialzi nel 2027. La statistica è favorevole: secondo Federated Hermes l'S&P 500 non chiude in negativo i 12 mesi dopo un midterm da 88 anni, con un rendimento medio del 14%.
Fonte: Teleborsa