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1 ore fa

PNRR, Danimarca taglia il traguardo: primo Paese Ue ad aver completato 100%

(Teleborsa) - Nella giornata di oggi la Commissione ha valutato positivamente la quinta e ultima richiesta di pagamento della Danimarca, pari a 359 milioni di euro in sovvenzioni nell'ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, fulcro del NextGenerationEU. Con questa quinta e ultima richiesta di pagamento, la Danimarca diventa il primo Stato membro a completare il 100% delle riforme e degli investimenti previsti dal proprio piano Pnrr - per un valore di 1,63 miliardi di euro - in anticipo rispetto alla scadenza di fine agosto.La Commissione ha constatato che la Danimarca ha portato a termine in modo soddisfacente i restanti 4 traguardi e i 12 obiettivi stabiliti nella decisione di esecuzione del Consiglio.Guardando invece al nostro Paese, il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine dell'Assemblea generale di Utilitalia in corso a Roma ha sottolineato che "Il Pnrr è stato un passaggio di di fondi per le infrastrutture rilevante, ma vorrei ricordare che col Fondo investimenti dello Stato e così via, vengono comunque mantenuti impegni di investimento rilevanti con un'azione pluriennale. Non ha i tempi stringenti che ha avuto il Pnrr, che è stato però anche una bella prova di formazione educativa per il sistema nazionale da tutti i livelli, almeno nel rispetto dei tempi, però certamente vengono mantenuti"."C'è un'altra valutazione, dobbiamo a livello di infrastrutture, con la maturazione che c'è stata nel mondo dell'utility, fare operazioni più grandi e anche utilizzare quello che è il credito e a sua volta il rimborso nel lungo periodo". "Un dato positivo del Pnrr è il fatto di aver compiuto alcune grandi operazioni e di aver anche dimostrato come paese di essere in grado di fare le opere nei tempi giusti. Questo è una prova d'orgoglio".  "Alcuni progetti hanno particolare rilevanza" ha aggiunto, citando "il sistema integrato di monitoraggio, che servirà tantissimo sulla parte idraulica, idrica, irrigua, e, naturalmente, di quello che è la tutela del quadro idrogeologico nazionale che il cambiamento climatico sta mettendo a serio rischio". Sul sistema idrico il ministro ha commentato "dovremmo imparare a questo punto i 10 miliardi di metri cubi di acqua reflua e utilizzare qualcosa in più rispetto al 5% che stiamo utilizzando. Ma questo è legato ovviamente anche all'idea che ce ne fosse in abbondanza, ce ne fosse per tutti. Quando un bene è in abbondanza, ce ne è per tutti, viene meno anche l'attenzione e viene meno anche la parsimonia e quindi la sua valorizzazione. Quando insegnavo economia dicevo che il sole, l'acqua, l'aria, non hanno valore perché ce n'è per tutti. Adesso ho cominciato a togliere l'acqua dall'elenco dei tre. Vivendo in pianura padana dovrei cominciare a togliere un po' d'aria"
Fonte: Teleborsa