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1 ore fa

Transizione 5.0, Urso: "Impegni saranno mantenuti, risorse per 1,5 miliardi"

(Teleborsa) - Si chiude lo scontro tra imprese e governo sul piano Transizione 5.0 per gli investimenti verdi e digitali. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato al tavolo con le imprese sul piano Transizione 5.0 che i fondi per le 7mila domande del 2025 rimaste sospese saranno ripristinati e potenziati con altri 200 milioni. Gli imprenditori erano in mobilitazione dopo che il decreto fiscale aveva tagliato le risorse previste dalla manovra a 537 milioni. Risorse che salgono così a 1,5 miliardi e consentono un credito d'imposta del 90%, molto superiore al temuto 35%."In queste ore, abbiamo fatto il massimo sforzo possibile. Abbiamo lavorato in piena sintonia tra ministeri per offrirvi una ipotesi di lavoro che, oltre a confermare integralmente gli 1,3 miliardi in più alle imprese che hanno investito in digitalizzazione ed efficientamento energetico con Transizione 5.0, incrementa le risorse a loro disposizione di ulteriori 200 milioni, per un totale di 1,5 miliardi in più – ha detto Urso alle imprese –. Nel complesso Transizione 5.0, nella versione appena conclusa col credito d'imposta e in quella nuova con l'iperammortamento, può contare su una dotazione di circa 14 miliardi". "Posso assicurare che gli impegni saranno mantenuti, come ho sempre dichiarato qui e nei confronti delle imprese. Riceveranno quanto dovuto, nel tavolo svolto questa mattina sono state confermate le risorse originarie destinate, pari a 1,3 miliardi di euro e sono stati aggiunti altri 200 milioni per un totale di 1,5 miliardi – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy al question time –. Con il dl appena approvato la dotazione finanziaria del nuovo piano transizione 5.0 è stata ulteriormente rafforzata di 1,4 miliardi di euro, passando da 8,4 a quasi 10 miliardi di euro, se a queste risorse si aggiungono quelle del piano 4.0 in vigore nel biennio 2024-2025, e caratterizzato da una dotazione complessiva pari a 6,4 miliardi di euro, emerge con chiarezza come ci troviamo di fronte al più importante e significativo intervento degli ultimi anni per il sostegno alle imprese negli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale: oltre 10 miliardi nel biennio 2024-25, se sommiamo Industria 4.0 a Transizione 5.0, e circa 10 miliardi con il nuovo iperammortamento della Nuova Transizione 5.0. In totale 20 miliardi di euro: 10 nel biennio appena trascorso e 10 per il piano Transizione 5.0 strutturale e continuativo con l'iperammortamento, per quest'anno e quelli successivi"."Assicureremo alle imprese, come abbiamo detto questa mattina, che il nuovo Piano Transizione 5.0 con l'iperammortamento entri subito in vigore dopo aver rimosso il vincolo del Made in Europe. Il nostro Dicastero – ha prosguito Urso, alla Camera – trasmetterà entro questa settimana il nuovo decreto interministeriale del Mef, affinché da subito le imprese possano utilizzare anche il nuovo Piano Transizione 5.0 che ha una durata triennale, fino a settembre 2028. Siamo impegnati ad aumentare la dotazione fino a quasi 10 miliardi per i prossimi anni a cominciare da questo anno decisivo per vincere la duplice sfida della digitalizzazione e della transizione ambientale, tanto più necessaria a fronte purtroppo della guerra che perdura nel Golfo persico. Transizione 5.0 in poco più di un anno – ha aggiunto Urso – è stata utilizzata da quasi 20mila imprese, 15mila medie e piccole, un risultato insperato per molti, soprattutto a fronte della campagna di denigrazione delle fake news che sono state diffuse in questi anni, e se la raffrontiamo a Industria 4.0, nel primo anno di applicazione – perché ovviamente le imprese devono comprendere i nuovi strumenti – Industria 4.0 aveva tirato appena poco più di 400 milioni di euro". "Non sorpresa ma apprezzamento oggi per il tavolo su Transizione 5.0 e, devo dire, anche per il ministro Urso per la difesa dell'industria – ha commentato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini spiegando che gli 1,5 miliardi di fondi consentono di portare il credito d'imposta dal 35% del decreto di venerdì al 90% per gli investimenti del piano e al 100% sui pannelli fotovoltaici –. Non si poteva fare altro e questa era la via giusta perché io credo che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così continueranno a farlo".Soddisfazione diffusa tra le associazioni. "Dalla riunione esce un messaggio importante – sottolinea il presidente della Cna Dario Costantini – si è evitato di incrinare il rapporto di fiducia tra lo Stato e le imprese che devono poter fare affidamento su certezza e stabilità normativa per programmare e realizzare investimenti essenziali per l'innovazione e l'efficientamento energetico". Già nell'incontro al Mimit di inizio marzo la Confederazione aveva sottolineato la necessità di garantire la totale copertura delle domande da parte dei cosiddetti esodati di Transizione 5.0. Infine, Cna apprezza che al tavolo delle imprese siano state convocate soltanto le associazioni datoriali veramente rappresentative. "Le nostre imprese chiedevano di dare certezza agli investimenti in un momento storico difficilissimo, quindi la convocazione del Tavolo e le risposte del governo oggi sono positive – commenta il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti –. In questi giorni le pressioni delle nostre imprese sono state importanti per avere una risposta alla richiesta di stabilità il settore primario sta vivendo una stagione di poli-crisi che necessita un intervento non solo nazionale, ma anche in ambito europeo, poiché la situazione sta diventando sempre più difficile per le aziende che devono produrre e garantire gli approvvigionamenti". Il presidente, infine, ha fatto sapere di aver ribadito ai ministri "di prevedere un piano che necessariamente coinvolga l'Europa, perché la nostra economia sta conoscendo una stagione di crisi che rischia di aggravarsi, e quindi c'è la necessità di avere una risposta significativa a partire dalla Ue. Solamente con misure di intervento forti riusciamo a dare un segnale tanto alle imprese, quanto ai consumatori"."Dopo la doccia fredda del weekend, grazie anche al prezioso lavoro di sensibilizzazione svolto da Confindustria, il tavolo di oggi con il Governo ha finalmente rimesso le imprese al centro. Siamo soddisfatti per l'annuncio del ministro Urso sul ripristino delle risorse per il piano Transizione 5.0, incrementate di 200 milioni di euro, per un totale di 1,5 miliardi – afferma FederlegnoArredo che parla di "retromarcia" dell'esecutivo –. La misura, unita all'imminente emanazione del decreto sull'iperammortamento annunciata dal viceministro Leo, rappresenta un segnale concreto di attenzione e ascolto nei confronti del sistema produttivo. È questa la strada giusta per difendere la competitività del Made in Italy". Coldiretti e Filiera Italia presenti al tavolo di confronto convocato dal Mimit sostengono che gli annunciati ulteriori stanziamenti a favore del credito d’imposta 5.0 "consentiranno alle imprese agricole e a quelle del settore agroalimentare di evitare problemi finanziari a fronte di investimenti già effettuati. Occorre, tuttavia, – sottolineano – prevedere che venga incrementato il limite di spesa previsto dalla legge di bilancio 2026 per il credito d’imposta 4.0 riconosciuto in favore delle imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore della pesca e dell’acquacoltura, per arrivare ad uno stanziamento utile ad assicurare l’efficacia della misura, sostenendo un numero adeguato di investimenti".Confartigianato parla , infine, di "certezza ridata alle imprese", Confesercenti apprezza "lo sforzo", Confapi invita ad "andare avanti con il lavoro di squadra", Confcooperative parla di "risposta tempestiva dopo giorni di tensione molto alta", Legacoop di "giusta direzione". Positivo anche il giudizio di Federdistribuzione. 
Fonte: Teleborsa