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36 minuti fa
Francia, proseguono gli scontri. OAT in fibrillazione: il monito di Scope Ratings
(Teleborsa) - Non si arresta l'ondata di violenza che ha investito la Francia, con gli scontri fra studenti e forze di polizia che hanno portato ieri al fermo di quasi 2mila persone presso le gendarmerie. Nuove colluttazioni si sono verificate questa mattina in un liceo di Marsiglia, dove il preside ed i suoi collaboratori sono stati aggrediti e cosparsi di benzina dalla follia studentesca. Secondo ministro dell'Istruzione Edouard Geffray si contano già 65 dipendenti dell'Istruzione pubblica feriti, di cui 40 sono i presidi.I motivi della protesta e l'ombra si di France InsoumiseLe violente proteste studentesche, partite dalle banlieue parigine e poi estese a tutto il Paese, sono scaturite dai tagli alla spesa annunciati negli ultimi giorni dal governo, che si sono sommati ad un disagio già serpeggiante nel mondo della scuola, che denuncia aule sovraffollate, carenza di insegnanti e risorse, strutture scolastiche inadeguate, condizioni disagiate, soprattutto nelle periferie. Frattanto, si sospetta che a sobillare la popolazione studentesca vi sia l'estrema sinistra. Tutti gli occhi sono puntati sulla France Insoumise guidata da Jean-Luc Mélenchon, che ha denunciato una "repressione" da parte del Governo. Una posizione pesantemente criticata sia dal le forze che sostengono il Governo che dall'estrema destra lepeniana.Premier Lecornu convoca riunione di crisiDopo gli scontri di ieri, il Premier francese Sebastien Lecornu ha vietato le trasferte e gli spostamenti dei suoi ministri e convocato una riunione di crisi, con l'obiettivo prioritario di gestire i disordini in pieno svolgimento, ma aprendo anche al possibile dialogo nel tentativo di allentare la tensione crescente. Lecornu ha annunciato infatti l'intenzione di avviare una piattaforma di confronto diretto che porterà a un tavolo nazionale di concertazione. Frattanto, per gestire l'emergenza, il ministro della Giustizia Gerald Darmanin ha trasmesso alle procure le istruzioni per adeguare la risposta penale ai disordini. Il Bilancio lacrime e sangueLa protesta studentesca si inserisce in un contesto sociale caratterizzato da una pesante insoddisfazione sociale, doop i pesanti tagli pianificati dal governo francese. Il governo ha predisposto un piano che prevede tagli alla spesa per 43 miliardi di euro, con l'obiettivo di riportare il deficit al 5% del PIL nel 2027, ma uniti ai risparmi annunciato ini precedenza, la spesa ha subito tagli complessivi per 54 miliardi di euro. Fra i tagli più contestati l'abbassamento del tetto per la detrazione agevolata sul reddito per i pensionati e l'abolizione dell'iscrizione gratuita a scuola per gli studenti non borsisti. Il governo ha proposto anche una tassa sui fornitori di cherosene e l'eliminazione "retroattiva" delle agevolazioni sull'acquisto di impianti rinnovabili (perlopiù eolico e fotovoltaico). Mercati in fibrillazioneLa Francia è sotto l'esame dei mercati già da qualche tempo. Lo scorso anno, l'instabilità politica e la nomina in extremis di Lecornu a capo del governo avevano temporaneamente sedato la crisi politica e finanziaria. Ma i mercati sono tornati ora a scontare l'emergenza a soli sei mesi dalle elezioni di aprile 2027. Il rendimento del decennale francese resta sui massimi dal 2002 al 4,90% rispetto ad un massimi toccato al 4,95%. Lo Spread OAT-Bund si è spinto ancora più un alto a 145 punti, restano ben al di sopra di quello italiano che dalla vicina Francia è stato contagiato ed è salito a 122 punti.L'avvertimento di Scope Ratings Secondo Scope Ratings, la sostenibilità del debito continua a peggiorare, rendendo necessario un aggiustamento fiscale pluriennale, ampio e duraturo. In assenza di un consolidamento fiscale più incisivo, infatti, il rapporto debito/PIL della Francia salirà dal 116% del 2025 a circa il 129% entro il 2031.Le proiezioni di Scope ipotizzano una crescita media dell'1,1% circa nei prossimi cinque anni, un miglioramento del saldo primario di circa un punto percentuale rispetto al 2025 e l'assenza di ulteriori shock economici o fiscali. ma anche di fronte a queste ipotesi favorevoli, si prospetta che il debito pubblico continui a crescere costantemente da qui al 2031. Questo fattore, unito al peggioramento delle condizioni di finanziamento sovrano, all'ingente fabbisogno di finanziamento ed all'elevato stock di debito della Francia, sta facendo lievitare gli oneri degli interessi a carico del governo. Si prevede che la spesa netta per interessi salirà da circa il 2,0% del PIL nel 2025 (pari al 3,8% delle entrate pubbliche) a circa il 3,6% del PIL entro il 2031 (6,7% delle entrate). In questo contesto, l'ultima legge di bilancio del governo uscente e l'orientamento politico che emergerà dalle elezioni del prossimo anno saranno determinanti per stabilire se sarà possibile attuare misure sufficienti e durature per stabilizzare il rapporto del debito.
Fonte: Teleborsa