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Economia
1 ore fa
Cerved Esg Ratings: rischio di transizione basso per il 62,5% delle imprese italiane
(Teleborsa) - Il rischio di transizione climatica è basso per circa il 62,5% delle imprese italiane (molto basso per lo 0,5%), medio per il 20,1% e alto o molto alto per il 16,9%, a cui sono associati circa 745 miliardi di euro di ricavi. Lo indica lo studio "Esg Connect 2026" di Cerved Esg Ratings. I settori più esposti sono metallurgia, energia e trasporti e logistica, mentre la quota cresce con la dimensione: le imprese a rischio alto o molto alto sono il 6,3% tra le microimprese, il 10,8% tra le Pmi e il 14,2% tra le grandi.Le regioniIl quadro è abbastanza uniforme, con Basso e Medio prevalenti ovunque. Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono a rischio complessivo basso ma hanno molte imprese in fascia media (Veneto 41,4%, Lombardia e Marche 39%, Emilia-Romagna 38%). La quota maggiore di rischio basso è in Lazio (69,4%), Sardegna (67,8%), Valle d'Aosta (65,4%) e Calabria (64,8%); il rischio alto pesa di più in Basilicata (10,7%), Molise (10,4%) e Sicilia (10,3%).Obiettivi e strategieIl 87,6% delle aziende italiane del campione fissa al 2030 l'orizzonte dei propri obiettivi, contro il 73,4% delle estere, che guardano più spesso oltre. Il 93% delle italiane adotta efficienza energetica e digitalizzazione (76,7% all'estero), mentre elettrificazione, idrogeno a basse emissioni e cattura della CO2 sono più diffuse oltre confine. Aziende con score ambientale e di governance più alti tendono a darsi target di decarbonizzazione più ambiziosi, soprattutto in trasporti e logistica e metallurgia."La riduzione degli impatti ambientali rappresenta oggi e in prospettiva un elemento centrale di politica industriale e investimenti finanziari", ha dichiarato Andrea Cincinnati Cini, ceo di Cerved Esg Ratings. La transizione, avverte lo studio, sarà soprattutto una sfida finanziaria: molte aziende hanno definito obiettivi, ma poche dimostrano piani coerenti per tecnologie low-carbon.
Fonte: Teleborsa