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51 minuti fa

Emissioni auto, Motus-E: serve una vera politica industriale per la transizione elettrica

(Teleborsa) - "Bene il mantenimento di un alto target finale di elettrificazione dell’auto, che conferma la direzione verso cui andrà l’Unione europea nel 2035. Ma continuare a discutere di obiettivi sulle emissioni, senza costruire le condizioni industriali per raggiungerli, rischia di far perdere all’Europa la sfida più importante: quella della competitività". Così il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, commentando il voto della Commissione ENVI del Parlamento europeo sugli emendamenti agli standard CO2."La discussione", continua Pressi, "rischia di rallentare ulteriormente l’innovazione tecnologica automotive nel continente, in un momento in cui si dovrebbe invece accelerare per scongiurare nuovi effetti inflattivi derivanti da shock petroliferi e dipendenza dalle importazioni di carburanti. In particolare, l’introduzione di una nuova categoria di veicoli, i cosiddetti VEEF, rappresenta un elemento di incertezza normativa per un’industria che ha bisogno di indirizzi politici chiari per investire in maniera mirata. Oltretutto, tali veicoli, di cui peraltro occorrerà appurare le reali performance ambientali, verrebbero alimentati da carburanti rinnovabili a basse emissioni che possono essere prodotti solo in quantità ridotte; sarebbe quindi opportuno destinare tali combustibili a settori difficilmente elettrificabili, come il trasporto aereo e quello marittimo. Servirebbero inoltre, fra le altre cose, misure coerenti con un indirizzo di investimento per lo sviluppo dei componenti elettrici anche nelle auto ibride plug-in"."È ora che in Europa si prenda atto di una trasformazione già in corso, dimostrata dalle crescenti quote di mercato del full electric, arrivate a settembre alla media del 30%", aggiunge il presidente, che sottolinea anche l’importanza di "creare strumenti di finanza pubblica che attraggano capitali privati e favoriscano investimenti industriali di player extraeuropei, con regole chiare di trasferimento tecnologico. Solo così si potrà recuperare il ritardo rispetto ad altre grandi realtà internazionali come la Cina"."L’Italia", conclude Pressi, "avrebbe la possibilità di progettare il futuro della nostra industria tramite una frazione dei 14 miliardi di euro dello scostamento di bilancio, richiesti all’Unione europea per rafforzare la propria sicurezza energetica. Sarebbe un errore non destinare alcuna risorsa all’elettrificazione dei trasporti; una delle leve che più di altre contribuisce a ridurre in modo strutturale la nostra dipendenza dalle importazioni petrolifere. I fondi non mancano. Adesso non c’è più tempo da perdere".
Fonte: Teleborsa