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Economia
1 ore fa
Arera, prezzi luce e gas italiani tra i più alti in Europa. Dell'Acqua: differenziale pesa su competitività
(Teleborsa) - L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha presentato al Parlamento e al Governo la Relazione Annuale 2025, la prima del nuovo Collegio insediatosi il 1° gennaio 2026 sotto la presidenza di Nicola Dell'Acqua. Sul fronte dell'elettricità, nel 2025 l'Italia ha registrato una moderata riduzione del prezzo finale per i clienti domestici (-1,6%), sceso a 35,12 centesimi di euro per kWh, ma resta il secondo paese più caro d'Europa dopo la Germania (40,23 c€/kWh), con un differenziale del 13% rispetto alla media dell'Area euro. Il PUN medio 2025 si è attestato a 115,9 euro/MWh, il più alto tra le principali borse europee, contro i 61,1 euro/MWh della Francia e i 65,3 della Spagna. Per il gas, il prezzo per i clienti domestici si è attestato a 13,71 c€/kWh (+4,8% rispetto al 2024), superiore del 7% alla media dell'Eurozona.Per quel che riguarda la produzione, le rinnovabili coprono il 48% del mix ma segnano un'inversione di tendenza (-1,5%), mentre il termoelettrico torna a crescere (+5,2%), trainato dalla generazione a gas (+7%). Nella sua relazione, il presidente Dell'Acqua ha collegato questi dati alla vulnerabilità strutturale del sistema: "L'Italia resta un Paese manifatturiero che dipende in misura significativa da energia importata, e il differenziale dei prezzi dell'elettricità e del gas rispetto alla media europea continua a pesare sulla competitività delle imprese e sui bilanci delle famiglie. Ridurre questo divario non è solo un obiettivo regolatorio: è una condizione di equità sociale e di tenuta del sistema produttivo nazionale". Riguardo alle tensioni sui mercati registrate nei primi mesi del 2026, ha annunciato l'istituzione di una nuova unità di monitoraggio: "ARERA ha istituito l'Unità di Vigilanza Energetica, per il monitoraggio in tempo reale dei prezzi all'ingrosso e al dettaglio, con aggiornamenti giornalieri e un canale diretto verso Governo, Parlamento e istituzioni europee".Bonus sociali a 4,3 milioni di famiglie, 24 milioni recuperati dalla conciliazioneNel 2025 i bonus sociali per disagio economico hanno raggiunto 4,3 milioni di famiglie, per un importo stimato di circa 840 milioni di euro per i bonus elettrici e 165 milioni per il gas. Il Servizio Conciliazione ha gestito 30.235 domande con un tasso di accordo del 65%, recuperando oltre 24 milioni di euro a favore degli utenti. Commentando questi numeri, Dell'Acqua ha inquadrato il ruolo dell'Autorità in termini di equità sociale: "Eserciteremo le nostre competenze, e le responsabilità che ne derivano, con trasparenza, con metodo, e con la consapevolezza che ogni nostra decisione ha un nome e un cognome dietro: quello di una famiglia che paga la bolletta, di un artigiano che gestisce i costi dell'impresa, di un anziano o di una anziana che non debbano scegliere tra il riscaldamento e il cibo."Acqua: perdite al 42,5%, investimenti a 29 miliardi fino al 2029Il settore idrico presenta ancora criticità strutturali: le perdite idriche si attestano in media al 42,5% a livello nazionale – "inaccettabili" per il presidente Dell'Acqua –, con punte del 50,6% nel Sud e nelle Isole. La spesa media annua per una famiglia tipo è di 388 euro. Gli investimenti programmati per il periodo 2024-2029 ammontano a 29,6 miliardi di euro, in forte crescita rispetto al miliardo del 2012. Su questo dato, il presidente ha rivendicato il ruolo dell'Autorità: "L'azione regolatoria ha prodotto un rilevante incremento della spesa per investimenti, passata da valori di poco superiori al miliardo di euro nell'anno 2012, fino a superare i sei miliardi di euro nel 2025".Sulla governance frammentata, ancora bloccata in aree come Campania e Sicilia, Dell'Acqua ha auspicato: "Speriamo di essere, anche attraverso il dialogo con il territorio, una spinta verso la sicurezza e la resilienza per tutte le aree del Paese: il successo in questo senso arriverà quando smetteremo di usare la parola 'emergenza' per nascondere un deficit amministrativo e tecnologico nella gestione della risorsa più importante per la nostra esistenza".Raccolta differenziata al 67,7%, teleriscaldamento a 113 euro/MWhLa produzione nazionale di rifiuti urbani ha raggiunto circa 30 milioni di tonnellate (+2,3%), con la raccolta differenziata salita al 67,7%. Il tasso di riciclaggio si attesta al 52,3%, sopra il target europeo del 50% ma ancora distante dall'obiettivo del 60% al 2030. Su questo scarto, il presidente ha osservato: "Lo scarto tra quanto differenziamo e quanto riusciamo a riciclare, circa il 16%, ci racconta quanto sia fondamentale la 'qualità' delle nostre azioni di cittadini per contribuire all'economia circolare. La raccolta differenziata di qualità è condizione necessaria, non sufficiente". Nel teleriscaldamento, che copre circa il 3% delle utenze concentrato nel Nord Italia, il prezzo medio si è attestato a 113 euro/MWh nel 2024, con il gas naturale che resta la fonte prevalente al 70,5% del consumo energetico complessivo.
Fonte: Teleborsa