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Economia
1 ore fa
Un miliardo per la svolta green: il Fondo che accelera la transizione industriale
(Teleborsa) - Un impianto che recupera il calore dei fumi e lo converte in energia elettrica; una linea produttiva che taglia scarti e consumi grazie ad algoritmi; un forno a gas che diventa elettrico. È in interventi concreti come questi che il Fondo Transizione Industriale svela la sua natura di motore del cambiamento: con un miliardo di risorse, sta spingendo le imprese a migliorarsi, accelerando su una competitività sempre più sostenibile. Sono circa 400 le aziende che hanno fatto domanda di accesso a una dotazione di contributi a fondo perduto per investimenti tra i 3 e i 20 milioni di euro. Un’opportunità per abilitare revamping, elettrificazione di fasi energivore, recupero termico, circolarità di materia e acqua e digitalizzazione.La misura è del ministero delle Imprese e del Made in Italy, con gestione Invitalia e supporto tecnico del Gestore dei servizi energetici. Tra il 2023 e il 2025, sono state attivate tre finestre per la presentazione delle domande. Il numero complessivo dei beneficiari non è ancora noto. Tra i pochi osservatori che hanno il polso della misura c’è Tinexta Innovation Hub, polo del Gruppo Tinexta dedicato allo sviluppo d’impresa, che affianca le aziende nell’accesso agli incentivi, dalla strategia di investimento alla progettazione. "Invitalia ha interpretato perfettamente le finalità del bando e sta avendo un ruolo decisivo nella sua attuazione adottando un approccio pro-aziende molto apprezzato", dichiara Alessandro Zaccagnini, direttore tecnico WFP di Tinexta Innovation Hub.Tinexta ha seguito numerose industrie che hanno proposto progetti da finanziare con il fondo. Il suo osservatorio fotografa una transizione già in pista. In Lombardia, una grande impresa metalmeccanica ha investito oltre 15 milioni per recuperare il calore dei fumi industriali e convertirlo in elettricità con tecnologia ORC, riducendo le emissioni, migliorando l’autoproduzione e introducendo sistemi digitali di monitoraggio continuo. Nel Centro Italia, un grande stabilimento dell’industria di processo ha installato un impianto di ricompressione meccanica del vapore, abbattendo i consumi di energia primaria in una delle fasi più energivore della produzione. In Emilia Romagna, una media impresa della plastica ha rinnovato la sezione compounding, sostituendo vecchi macchinari con soluzioni digitali per ridurre l’energia e migliorare la qualità finale.La mappa delle domande è ampia e trasversale, per settori e geografia: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento. Il Nord manifatturiero resta lo zoccolo duro ma il Sud cresce, anche grazie alla clausola di riequilibrio che gli ha destinato almeno il 40% delle risorse dello sportello 2025. In sintesi: meno consumi idrici ed elettrici, più recupero di materia, più digitalizzazione di processo. "La transizione industriale richieda competenze sempre più integrate – osserva Zaccagnini -. Il mix tecnologia finanza sostenibilità sta diventando prassi industriale. Questi incentivi, se ben progettati e accompagnati, alzano la qualità degli investimenti, riducono costi ed emissioni e rafforzano la competitività del sistema Paese a minore impatto ambientale. Senza una regia strategica, molte imprese perdono l’opportunità di essere parte del cambiamento".
Fonte: Teleborsa