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Economia
1 ore fa
AIPB, Assemblea degli Associati: nel 2026 masse vicine a 1.500 miliardi
(Teleborsa) - Si è tenuta nella giornata di ieri, lunedì 4 maggio, l’Assemblea degli Associati 2026 dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB), nel corso della quale il Presidente Andrea Ragaini ha presentato le previsioni per l’anno in corso, elaborate in collaborazione con Prometeia.La sessione introduttiva, dedicata all’analisi degli impatti della geopolitica sull’economia e sui mercati finanziari, ha visto gli interventi di Nathalie Tocci (Docente alla Johns Hopkins SAIS e senior fellow all’Institute for European Policy Making della Bocconi) e di Lea Zicchino (Responsabile dell’area Macro- Economic & Financial Research di Prometeia).In un contesto globale instabile, il Private Banking è chiamato a una prova di maturità: andare oltre la protezione del capitale per farsi promotore di una crescita reale del risparmio, guidando le famiglie verso un’evoluzione delle strategie di investimento."In uno scenario di crescita debole e crescente incertezza, il Private Banking continua a intercettare una parte rilevante dei nuovi flussi finanziari delle famiglie italiane, la cui ricchezza complessiva si mantiene su livelli elevati, prossimi ai 4.000 miliardi di euro", ha dichiarato Andrea Ragaini, Presidente AIPB. "Il rallentamento del quadro macroeconomico si riflette su redditi disponibili e consumi, che vedono un incremento dimezzato rispetto al 2025, attestandosi nel 2026 intorno al +0,4% e +0,5%. In questo contesto, la propensione al risparmio resta elevata, intorno all’8%, contribuendo alla crescita della ricchezza finanziaria, attesa al +2,5% (dal +4,5% del 2025). Si tratta tuttavia di una crescita nominale, che si traduce più in una tenuta del potere d’acquisto che in un reale incremento della ricchezza. Diventa quindi prioritario orientare meglio il risparmio verso investimenti produttivi: preservare il patrimonio non è più sufficiente se non se ne sostiene il valore reale nel tempo. In questo percorso, la consulenza può accompagnare le famiglie verso scelte più consapevoli e coerenti con le opportunità offerte dai mercati".2026: scenario macroeconomico tra rallentamento generalizzato e inflazione persistenteL’anno si apre con uno scenario macroeconomico più fragile, segnato dall’inasprimento delle tensioni geopolitiche e da un nuovo shock energetico legato al conflitto in Iran. Le previsioni AIPB-Prometeia, pur assumendo una durata contenuta del conflitto con un progressivo rientro delle tensioni nel corso dell’anno, delineano un’economia globale attesa crescere a un ritmo più contenuto rispetto al recente passato, con una variazione del PIL stimata nel 2026 intorno al +2,6%. In questo contesto si osserva una crescente divergenza tra le principali economie: mentre negli Stati Uniti la crescita si mantiene relativamente solida e stabile (+2,1%), pur in presenza di segnali di moderazione, la Cina risente in modo più marcato del rallentamento del commercio internazionale. È tuttavia l’Europa a mostrare le maggiori difficoltà, con prospettive di crescita significativamente ridimensionate che passano dal +1,5% del 2025 a valori prossimi allo 0,8% nel 2026. Tale dinamica riflette la maggiore esposizione del sistema europeo al tema energetico, che amplifica gli effetti delle tensioni internazionali rispetto alle altre economie avanzate.In questo quadro, le pressioni sui prezzi tornano a farsi sentire, spinte dal rincaro delle materie prime energetiche. Le quotazioni di petrolio e gas sono attese in aumento nella prima parte dell’anno per poi ridimensionarsi nel tempo, ma con velocità differenti: il petrolio dovrebbe superare il picco già nella prima metà del 2026, mentre il gas naturale resterà su livelli elevati più a lungo. Questa asimmetria contribuisce a rendere persistente l’inflazione in Europa, prevista al +2,8% nel 2026. Alla luce di tali dinamiche, anche le aspettative sui tassi di interesse sono state riviste rispetto allo scorso anno, portando a uno scenario di maggiore prudenza da parte delle banche centrali. Le ipotesi di riduzione dei tassi sono state rinviate: in Europa non si esclude un possibile rialzo nel corso dell’anno, mentre negli Stati Uniti un eventuale allentamento della politica monetaria è atteso solo a partire dal 2027.In Italia, il principale elemento di debolezza resta una crescita anemica (+0,4% complessivo), fortemente influenzata dalle nuove pressioni inflazionistiche. La variazione positiva del PIL italiano risulta legata alla presenza del PNRR, che contribuisce per la quasi totalità (+0,3%) alla crescita attesa. A risentire di questo quadro sono anche i consumi (+0,5%) e i redditi disponibili (+0,4%) delle famiglie italiane, che vedono dimezzato il proprio tasso di crescita. Nonostante il rallentamento, la propensione al risparmio si mantiene su livelli ancora elevati, intorno all’8%, segnalando la tenuta del comportamento prudente delle famiglie. Ciò consente alla ricchezza finanziaria di continuare a crescere, seppur a un ritmo più contenuto rispetto al 2025, raggiungendo a fine anno i 3.988 miliardi di euro (+2,5%). Fonte: AIPB, Prometeia.Questo scenario resta tuttavia condizionato da un quadro di rischi interconnessi. In primo luogo, le tensioni in Medio Oriente potrebbero causare interruzioni nell’offerta di materie prime più marcate di quanto previsto, alimentando un possibile disancoraggio delle aspettative d’inflazione che costringerebbe le banche centrali a intervenire in modo più determinato. Sul fronte dei mercati finanziari, l’attenzione si sposta sulla sostenibilità dei comparti d’investimento a più alta concentrazione, come quello legato all'Intelligenza Artificiale, dove eventuali correzioni potrebbero generare stress anche nel mercato del private credit. È proprio in risposta a queste possibili criticità che diventa centrale la consulenza finanziaria, chiamata a guidare gli investitori nell’affrontare la volatilità dei mercati finanziari senza perdere di vista una prospettiva di lungo periodo, in coerenza con gli obiettivi di vita.Prospettive 2026 per il Private Banking: oltre la crescita nominaleNonostante il rallentamento macroeconomico, l’industria del Private Banking prevede per il 2026 un ulteriore incremento delle masse, che dovrebbero attestarsi a 1.491 miliardi di euro (+5,2%), a fronte di un’espansione molto più contenuta degli altri operatori (+1%).Il contributo dei mercati, stimato al +1,4%, appare coerente con una logica di difesa del valore dei portafogli, più che con una piena partecipazione alle opportunità di rendimento offerte dai principali indici nel medio periodo. Ciononostante, pur segnando la fine della crescita a doppia cifra del triennio precedente, il settore continuerà a sovraperformare il mercato, intercettando il 77% dei nuovi flussi di ricchezza finanziaria (54 miliardi di euro su 72 complessivi). Questi risultati sono il frutto di una crescita della ricchezza alimentata da un risparmio più strutturato e da un modello di servizio solido, che si consolida ulteriormente fino a portare la quota di mercato del settore al 37% a fine 2026. Fonte: AIPB, Prometeia.L’allocazione dei portafogli riflette un approccio prudente ma orientato agli investimenti: la crescita delle masse sarà trainata principalmente dal comparto dei prodotti gestiti (fondi comuni e gestioni patrimoniali), attesi in aumento del +7,1%, da quello assicurativo (+4,9%) e dall’amministrato (titoli, azioni; +4,3%); il peso della liquidità sul totale del portafoglio Private è, invece, destinato a scendere fino al minimo storico del 13%, a fronte di una quota investita pari all’87%. Fonte: AIPB, Prometeia.Il Private Banking continua a crescere, ma senza beneficiare appieno del contributo dei mercati. La direzione intrapresa è quella corretta: negli ultimi anni il risparmio è stato progressivamente orientato verso gli investimenti, riducendo il peso della liquidità detenuta a fini precauzionali. Il passo successivo, però, è rafforzare ulteriormente la componente più dinamica dei portafogli, aumentando l’esposizione agli strumenti di mercato, in particolare all’equity.L’attività di AIPB: Hub strategico per la formazione e le istituzioniNel corso dell’ultimo anno, AIPB ha rafforzato la propria struttura interna per rispondere con maggiore incisività alle sfide del mercato e della regolamentazione. Il completamento del nuovo modello di governance delle Commissioni Tecniche, oggi composte da 460 professionisti di alto profilo e coordinate direttamente da membri del Consiglio di Amministrazione, segna un passo decisivo nel coinvolgimento dei soci. L’attività di ricerca si è evoluta in una leva concreta di partecipazione, con monitoraggi continuativi e collaborazioni strategiche con partner accademici su temi di rilievo nazionale, mentre l’ampliamento dei dossier normativi ha permesso all'Associazione di intensificare il dialogo con le istituzioni, partecipando ad audizioni parlamentari e contribuendo al Libro Bianco del MIMIT.La formazione rimane una...
Fonte: Teleborsa