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42 minuti fa

CyberShield AI Italia, la nuova sfida della sicurezza nazionale

(Teleborsa) - È da questa consapevolezza che nasce "CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale", l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) e svoltosi nel Salone d’Onore della Caserma "Salvo D’Acquisto" a Roma, sotto l’Alto Patrocinio dell’Arma dei Carabinieri e con il Parlamento europeo – Ufficio in Italia in qualità di Official Partner.L'incontro ha riunito attorno allo stesso tavolo istituzioni italiane ed europee, vertici della sicurezza, Forze Armate, forze di polizia, agenzie di Stato e leader dell’industria. Un confronto a tutto campo non solo sulle minacce già esistenti, ma soprattutto sulle vulnerabilità che accompagneranno la digitalizzazione del Paese e sugli strumenti necessari per prevenirle.Cybersecurity e intelligenza artificiale sono ormai pilastri della sicurezza nazionale: toccano la protezione dei dati sensibili, la continuità dei servizi essenziali e la tenuta degli asset strategici. Da qui la necessità di creare momenti di dialogo in cui responsabilità istituzionali, capacità operative ed esperienza industriale possano fondersi in una visione condivisa.A sottolineare il senso dell'iniziativa è stato il Generale di Divisione Marco Lorenzoni dell’Arma dei Carabinieri: "La risposta che dobbiamo dare passa anche da giornate di confronto come questa, che riuniscono istituzioni, imprese, ricerca e università per conoscere nel modo più approfondito possibile una realtà in velocissima trasformazione, capace di offrire opportunità inedite ma anche sfide e rischi che non dobbiamo sottovalutare. Come Arma siamo fortemente impegnati nello studio, nella formazione e nell’individuazione di strategie nuove e sempre più efficaci, per anticipare le mosse di chi vuole attentare ai diritti e alle libertà del nostro Paese e dei nostri cittadini, che difenderemo con determinazione".A dare ulteriore rilievo istituzionale alla giornata la partecipazione dell’On. Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo, e dell’On. Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento europeo, intervenute in collegamento da Bruxelles; del del Sen. Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; di Alessandro De Pedys, Direttore Generale per le questioni cibernetiche, l’informatica e l’innovazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; di Marco Criscuolo, Director Strategy and Policy, Cyber and Digital Transformation della NATO; dell’Amm. Cavo Dragone, Presidente del Comitato militare della NATO, in collegamento da Bruxelles e del Gen. Alessio Nardi, Consigliere del Ministro per le politiche di sicurezza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.Una presenza istituzionale ampia, che ha portato il confronto sulla sicurezza digitale oltre la dimensione strettamente tecnologica, collegandolo ai temi della difesa, della cooperazione internazionale, della sovranità digitale e della capacità dell’Italia e dell’Europa di rispondere a scenari in continua trasformazione.Ad arricchire il quadro istituzionale anche il contributo del Ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto attraverso un videomessaggio rivolto ai partecipanti di CyberShield AI Italia, a testimonianza della centralità che innovazione tecnologica, cybersecurity e nuove capacità digitali stanno assumendo nell’ambito della difesa e della sicurezza nazionale.Ma la difesa digitale si gioca soprattutto sulla capacità di passare dalla reazione alla prevenzione. Luca Nicoletti, Capo del Servizio Programmi industriali, tecnologici e di ricerca dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha richiamato la necessità di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e, parallelamente, sostenere la crescita di capacità imprenditoriali nel settore cyber."Lavoriamo su due fronti: il primo è quello dell’autonomia tecnologica, perché al momento dipendiamo quasi completamente da tecnologie sviluppate fuori dall’Unione europea; il secondo, strettamente correlato, è lo sviluppo della capacità imprenditoriale in Italia", ha spiegato Luca Nicoletti. "In ACN abbiamo impostato un programma a sostegno delle startup che sta già finanziando 23 realtà. Sul fronte dello sviluppo delle tecnologie abbiamo inoltre bisogno di infrastrutture: l’Unione europea ha lanciato la Cyber AI Strategy e avviato le cosiddette AI Factories, con 19 iniziative finanziate in Europa".Digitalizzare significa innovare servizi e processi, ma anche renderli capaci di resistere a rischi sempre più sofisticati. Su questa prospettiva si è soffermato Mario Nobile, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), che ha posto l’attenzione sull’evoluzione dei servizi pubblici digitali di fronte alla diffusione degli agenti di intelligenza artificiale e sulla necessità di sviluppare infrastrutture capaci di sostenere questo nuovo scenario."Il prossimo scenario sarà quello di servire non soltanto milioni di esseri umani, ma decine di milioni di agenti. Il primo tema è quindi capire come far evolvere l’infrastruttura digitale pubblica per rispondere anche a questi nuovi numerosi utenti", ha spiegato Mario Nobile. "Questo si può fare, in un Paese come l’Italia e in un continente come l’Europa, aggregandosi. Se non ci aggreghiamo, la capacità di offrire questi servizi diventa più lontana. L’aggregazione è necessaria in campo civile, ma anche in campo militare".Dalla strategia alla minaccia concreta. Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha richiamato la crescente complessità della minaccia cyber, sottolineando come la protezione dei cittadini e delle attività economiche sia ormai strettamente connessa alla tutela della sicurezza nazionale."Oggi ci troviamo di fronte a uno scenario complesso, in cui le istanze di sicurezza dedicate alla protezione dei cittadini e delle attività economiche si fondono con quelle della sicurezza nazionale", ha spiegato Ivano Gabrielli. "È una realtà che ritroviamo nelle risposte organizzative degli Stati, dove esiste una forte continuità e un coordinamento sempre più stretto tra le strutture della difesa, le forze di polizia e l’intelligence".Accanto alla dimensione istituzionale e operativa, il confronto ha coinvolto anche i responsabili della sicurezza di alcuni dei principali operatori strategici nazionali. Tra questi Rocco Mammoliti, Group CISO di Poste Italiane, Francesco Ceraso, Responsabile Security Cyber Intelligence di Eni, Francesco Morelli, Responsabile Cyber & Information Security di FS Security – Gruppo FS, Valerio Giardina, Direttore Sicurezza del Gruppo Enel, e Alessandro Manfredini, Direttore Group Security & Cyber Defence di A2A e Presidente AIPSA. Il confronto si è arricchito inoltre dei contributi di Mario Beccia, Direttore Cybersicurezza del Segretariato Generale del Consiglio dell’Unione europea, Alfredo Nunzi, Vice Direttore Esecutivo Governance f.f. di Europol, e Gianpaolo Zambonini, Direttore del Servizio Sicurezza Cibernetica del Ministero dell’Interno. La loro partecipazione ha portato al centro dei lavori la protezione delle infrastrutture e dei servizi essenziali, evidenziando il ruolo sempre più rilevante della cybersecurity nella continuità operativa e nella resilienza dei settori strategici del Paese.A fare da filo conduttore alla giornata è stata la necessità di accorciare le distanze tra chi governa, chi protegge e chi innova. Un passaggio sottolineato dal Presidente dell’ANGI, Gabriele Ferrieri."L’Italia ha davanti una sfida decisiva: trasformare la sicurezza digitale da risposta all’emergenza a capacità strutturale del Sistema Paese", dichiara Gabriele Ferrieri, Presidente dell’ANGI. "Dobbiamo investire oggi nelle tecnologie, nelle competenze e nelle imprese che ci permetteranno domani di essere più autonomi e meno vulnerabili. CyberShield AI Italia nasce proprio per mettere a sistema esperienze e visioni diverse e costruire una nuova cultura della sicurezza, nella quale innovazione e protezione procedano insieme. Quanto emerso da questa giornata sarà valorizzato nel Defence Innovation Papers, con l’obiettivo di portare proposte concrete all’attenzione delle istituzioni".A fotografare la percezione degli italiani sono stati anche i dati dell’Osservatorio Innovazione e Difesa 2026, presentati dal Prof. Roberto Baldassari, Direttore Generale LAB21 e Direttore del Comitato Scientifico ANGI. Il 38,4% degli intervistati individua nell’intelligenza artificiale e nei sistemi autonomi il principale fattore di trasformazione della difesa nei prossimi cinque anni, mentre il 27,6% indica la crescente centralità della dimensione cyber. Sul fronte delle minacce future, il 34,2% richiama gli attacchi informatici alle infrastrutture civili e militari, confermando una percezione della sicurezza sempre più tecnologica e multidominio.La partita della sicurezza nazionale passa inevitabilmente anche dall’industria. Tecnologie, ricerca...
Fonte: Teleborsa