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1 ore fa

Eurozona in rallentamento: servizi deboli e inflazione dei costi, dati che la BCE non potrà ignorare

(Teleborsa) - Ad inizio anno, l'economia del settore privato dell’Eurozona ha continuato ad aumentare, in linea con l’andamento mensile dello  scorso anno. L'incremento è però rallentato, come già avvenuto a dicembre, il che segnala una continua perdita di slancio, ed un tasso di crescita complessivo, peraltro, nettamente inferiore alla media storica. L'indebolimento dell’attività economica di gennaio rispecchia la quasi stagnazione della domanda, visto che i nuovi ordini ricevuti a gennaio sono aumentati a malapena, e l'occupazione è rimasta statica. Tuttavia, le imprese dell’eurozona appaiono ottimiste sulle prospettive economiche dei prossimi 12 mesi, registrando le migliori aspettative di crescita da maggio 2024.Parlando di pressione sui prezzi, i dati raccolti durante l’indagine di gennaio hanno indicato un aumento dell’inflazione, con rialziaccelerati sia dei prezzi di acquisto che di vendita e a tassi superiori alla media d’indagine.Ad inizio 2026, l’Indice HCOB PMI della Produzione Composita dell’Eurozona, che consiste in una media ponderata dell’Indice HCOB PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice HCOB PMI dell’Attività Terziaria, ha registrato il tredicesimo mese consecutivo di crescita della produzione del settore privato dell’eurozona. L’indice, scendendo a gennaio a 51,3 da 51,5 di dicembre, segnala di nuovo un indebolimento del tasso di crescita che ha indicato il valore più lento da settembre. I dati mostrano che il rallentamento è dovuto al settore terziario, che ha più che vanificato la nuova espansione manifatturiera.Tra le economie principali dell’eurozona, tre su quattro hanno indicato ad inizio anno un’espansione mensile. La Spagna ha registrato la crescita più rapida, sebbene al tasso più debole in sette mesi. Rialzi di crescita sono stati segnalati in Germania e Italia, mentre la Francia ha indicato una contrazione dell’attività economica del settore privato per la prima volta dallo scorso ottobre. A gennaio, salgono a otto i mesi consecutivi in cui l’Indice HCOB PMI dell’Attività Terziaria dell’Eurozona si posiziona al di sopra della soglia di non cambiamento di 50. Il valore, tuttavia, scende a 51,6, rispetto a 52,4 di dicembre, ed indica una crescita modesta dell’attività terziaria, la più debole da settembre scorso. La domanda del terziario dell’eurozona è aumentata su base mensile, ma ad un tasso nettamente inferiore alla media del quarto trimestre 2025. I fornitori di servizi dell’eurozona hanno aumentato gli organici nel mese di gennaio, anche se a tasso solo lieve, il più debole da settembre scorso. Va però aggiunto che questa espansione estende la sequenza ininterrotta di crescita occupazionale a cinque anni esatti. Le continue assunzioni coincidono inoltre con il miglioramento della fiducia. Per concludere, nel settore terziario dell’eurozona si è registrata un’accelerazione dell’inflazione, con crescite dei prezzi di acquisto e di vendita maggiori della media del 2025."Per l’ottavo mese consecutivo, le aziende del settore dei servizi dell’eurozona hanno registrato un aumento della loro attività economica, con una traiettoria di crescita che possiamo considerare discreta, seppure la situazione non sia ancora confortante. Le assunzioni registrate a gennaio sono minime, stesso dicasi per i nuovi ordini, il che dimostra che la ripresa del settore è ancora fragile", ha dichiarato Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, analizzando i dati PMI. Al momento, la Banca Centrale Europea non è particolarmente preoccupata dell’inflazione, il cui obiettivo del 2% sembra essere stato raggiunto. Tuttavia, è ancora importante monitorare attentamente l’inflazione terziaria, vista la sua persistenza, e se il costo dell’energia sale ancora, come d’altronde sta facendo a causa delle basse temperature, la stabilità potrebbe rapidamente finire. In merito a questo, il forte aumento dell’inflazione dei costi sostenuti dai servizi e l’evidente rialzo dell’inflazione dei prezzi di vendita segnalato dal PMI susciteranno sicuramente preoccupazione tra i membri della BCE. E sono proprio questi temi che la BCE potrebbe menzionare al prossimo appuntamento del 5 febbraio, in cui ci si aspetta che i tassi di interesse restino invariati".
Fonte: Teleborsa