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Economia
49 minuti fa
Finanza di coppia: su pianificazione e investimenti in molti non hanno ancora percorso condiviso
(Teleborsa) - Gli italiani sono convinti di conoscere bene la situazione finanziaria del proprio partner, ma la realtà racconta una storia più complessa, fatta di lacune informative e scarsa trasparenza: solo poche coppie adottano una pianificazione finanziaria realmente condivisa, che includa anche risparmi e investimenti, lasciando emergere un ampio margine ancora inesplorato nella gestione comune del denaro. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto da Moneyfarm che fotografa abitudini, percezioni e criticità della finanza di coppia in Italia. Il 94% degli intervistati ritiene di avere una buona conoscenza delle finanze della “dolce metà”, ma entrando nel dettaglio emergono diverse aree d’ombra. Un italiano su cinque non sa quanto guadagna il partner – percentuale che sale al 29% tra chi non convive – mentre il 35% non sa se riesce a risparmiare e il 39% ignora il suo livello di spesa mensile. Le lacune diventano ancora più evidenti quando si guarda agli strumenti finanziari più complessi: il 42% di chi convive non sa se il partner investe (quota che sale al 46% tra chi vive separatamente), il 41% non è a conoscenza di debiti o finanziamenti, mentre il 39% ignora l’esistenza di eventuali polizze. Ne deriva una chiara discrepanza tra percezione e realtà, soprattutto sui temi più rilevanti per una pianificazione finanziaria consapevole. Nonostante queste lacune, però, il dialogo economico in amore è tutt’altro che assente. Le coppie italiane parlano di soldi con frequenza elevata, in media oltre sei volte al mese, con il 25% delle coppie che affronta il tema una volta a settimana e il 21% addirittura una volta al giorno. Tuttavia, la comunicazione non sempre si traduce in un confronto efficace: nel 35% dei casi, infatti, le discussioni legate al denaro sfociano in tensioni o conflitti, segno che il dialogo è presente ma non sempre costruttivo. A complicare ulteriormente il quadro contribuisce il fenomeno del cosiddetto “tradimento finanziario”: fa e, in particolare, a spese (22%), risparmi (21%), disponibilità sul conto corrente (20%) e guadagni (19%). Si tratta spesso di piccole omissioni, ma che nel loro insieme evidenziano come la trasparenza finanziaria resti un nodo critico nelle relazioni. Anche sul fronte della pianificazione condivisa emergono ampi margini di miglioramento. Il 27% delle coppie dichiara di non avere alcuna attività finanziaria in comune, mentre tra quelle che adottano una gestione condivisa l’utilizzo degli strumenti resta limitato: in media vengono utilizzati solo 2,4 strumenti sul totale dei sette proposti dal sondaggio[2] (2,9 per le coppie sposate), tra conti comuni, risparmi condivisi, investimenti o spese rilevanti. Entrando nel dettaglio, solo il 49% delle coppie dispone di un conto comune per le spese quotidiane (58% tra le coppie sposate), solo il 40% ha risparmi condivisi (48% tra le sposate) e il 39% ha pianificato insieme grandi acquisti (48% tra le sposate). Ancora più limitata la diffusione degli investimenti comuni, presenti solo nel 28% dei casi (37% tra i coniugi). Il dato evidenzia un potenziale ancora largamente inespresso nella costruzione di una strategia finanziaria di coppia più strutturata. Sul fronte della gestione finanziaria, negli ultimi anni si osserva un’evoluzione verso modelli più paritari, meno legati a una figura dominante, con il progressivo superamento del tradizionale modello del “capofamiglia finanziario”. Nel dettaglio, il 20% degli uomini e il 16% delle donne dichiarano di gestire interamente le finanze di coppia, mentre una quota più ampia afferma di occuparsene principalmente con una minima delega (42% uomini e 29% donne). Al contrario, il 44% delle donne indica una gestione pienamente condivisa, contro il 34% degli uomini, evidenziando una crescente propensione alla parità di genere. Solo l’8% degli intervistati ammette di avere un ruolo marginale o di delegare completamente (11% tra le donne e 4% tra gli uomini), segno che la partecipazione attiva alla gestione finanziaria è oggi ampiamente diffusa. Permane tuttavia una differenza nella percezione delle competenze: gli uomini tendono più frequentemente ad attribuirsi un ruolo maggiore (54% contro il 31% delle donne), mentre il 24% degli intervistati ritiene che le competenze siano equivalenti all’interno della coppia e il 23% riconosce una maggiore competenza nel partner. "I dati evidenziano un paradosso interessante: le coppie parlano spesso di denaro e si percepiscono informate, ma nella pratica emergono lacune significative e una trasparenza ancora incompleta. Questo dimostra come il dialogo, da solo, non sia sufficiente se non è accompagnato da una reale condivisione delle informazioni e da una maggiore consapevolezza finanziaria. Allo stesso tempo, le differenze tra uomini e donne nella gestione del denaro esistono ancora, ma appaiono sempre meno polarizzate rispetto al passato. Un cambiamento che rappresenta una sfida per il settore finanziario: la consulenza non può più rivolgersi esclusivamente ai profili tradizionali, ma deve essere in grado di parlare a pubblici diversi, con linguaggi e strumenti capaci di intercettare sensibilità differenti. Purtroppo il desiderio di condivisione non sempre si traduce in risparmi e investimenti comuni: in questo contesto, il supporto di un consulente finanziario, capace sia di favorire una condivisione chiara e informata delle scelte, sia di trovare le soluzioni di investimento più allineate agli obiettivi, può aiutare a trasformare la pianificazione economica in un vero acceleratore di benessere e progettualità, rendendo le decisioni più efficaci e il percorso verso i propri traguardi più rapido e sostenibile" ha commentato Davide Cominardi, Senior Investment Consultant Manager di Moneyfarm. A conferma di questo potenziale, la maggioranza degli intervistati riconosce i benefici di una gestione finanziaria condivisa: il 58% ritiene che i vantaggi superino gli svantaggi, mentre solo una minoranza residuale esprime una valutazione negativa. La finanza di coppia si configura quindi come una pratica già diffusa ma ancora poco sviluppata, che potrebbe essere ulteriormente valorizzata attraverso maggiore educazione finanziaria e strumenti dedicati, con l’obiettivo di rafforzare la stabilità e il benessere economico delle famiglie.
Fonte: Teleborsa