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2 ore fa
Antitrust avvia indagine contro Apple per inosservanza Digital Markets Act
(Teleborsa) - L’Antitrust ha avviato un’indagine nei confronti dei Apple, Apple Distribution International Ltd e Apple Italia per l'inosservanza dell’obbligo di interoperabilità previsto dal Digital Markets Act cui sono sottoposti i sistemi operativi iOS e iPadOS. Infatti, ai sensi dell’articolo 6, par. 7, del DMA, Apple deve garantire ai fornitori terzi di servizi cloud consumer, a titolo gratuito, l’effettiva interoperabilità con i sistemi operativi iOS e iPadOS, nonché parità di accesso alle stesse componenti hardware e software che sono disponibili per il servizio iCloud di Apple.L’Autorità ha elementi per ritenere che i fornitori terzi di servizi cloud consumer potrebbero non essere posti nelle stesse condizioni del servizio iCloud di Apple, perché non sembrano avere accesso alle stesse componenti utilizzate o comunque rese disponibili al servizio iCloud. A titolo di esempio, sembrerebbe che Apple non consenta ai servizi per gli utenti finali di cloud storage alternativi di utilizzare le componenti di iOS e iPadOS che permettono di effettuare il backup integrale dei dati presenti sui dispositivi, consentito invece al servizio iCloud di Apple.È la prima volta che l’Autorità esercita i poteri previsti dall’articolo 38, par. 7, del DMA, previsti dalla normativa italiana, in base alla quale l’Autorità può prestare supporto alla Commissione europea con lo svolgimento di indagini preliminari ai sensi del DMA. Il procedimento è stato avviato in stretta cooperazione con la Commissione. I risultati dell’indagine dell’AGCM saranno trasferiti alla Commissione per sostenerla nell’esercizio del suo ruolo di unica Autorità preposta all’applicazione del DMA."Si faccia subito chiarezza", afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, sottolineando che la concorrenza "si può avere solo con l’osservanza dell’obbligo di interoperabilità del sistema operativo, altrimenti l'egemonia industriale diventa un monopolio a tutti gli effetti e i consumatori vengono danneggiati, sia con prezzi maggiori sia con minori servizi disponibili tra cui scegliere".Federconsumatori esprime soddisfazione per l’indagine, evidenziando che questa "risulta importante non solo perché tutela i cittadini che fruiscono di tale servizio, ma anche perché si tratta della prima volta in cui l'AGCM esercita i poteri previsti dall'articolo 38 del Digital Markets Act". "Si tratta di un passo fondamentale - afferma - nella tutela dei cittadini contro i grandi colossi del mercato digitale, dimostrando come le autorità nazionali possono e devono svolgere un ruolo attivo nella costruzione di mercati digitali equi, accessibili, trasparenti e inclusivi, in sinergia con le istituzioni europee".
Fonte: Teleborsa