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Economia
13 minuti fa
Dazi senza freno: il commercio globale sorprende al rialzo
(Teleborsa) - Nell’aprile dello scorso anno, gli Stati Uniti hanno aumentato significativamente i dazi sulle importazioni, alimentando timori sull’impatto che le nuove tariffe avrebbero potuto avere sui flussi commerciali e sulla crescita globale. Al momento, però, il commercio internazionale ha mostrato una tenuta migliore del previsto, con volumi che oggi si collocano leggermente al di sopra del trend di lungo periodo.La Cina ha giocato un ruolo decisivo in questa dinamica. All’indomani del Liberation Day, le esportazioni cinesi hanno registrato uno spostamento dei flussi dagli Stati Uniti verso altri mercati. Negli ultimi mesi, però, le esportazioni cinesi verso gli Usa sono tornate a crescere, sostenute da una combinazione di fattori, tra cui l’aumento della domanda di beni strumentali legati all’Intelligenza Artificiale e le contestazioni legali alle politiche tariffarie statunitensi (vedi grafico sotto). Anche Regno Unito, Germania e Corea hanno registrato un’accelerazione delle esportazioni. Parte significativa di questi flussi continua ad essere destinata agli Stati Uniti, dove la dinamica delle importazioni offre indicazioni incoraggianti sulla tenuta dell’economia. In particolare, le importazioni di beni strumentali utilizzati per la realizzazione di nuovi impianti produttivi hanno registrato una notevole accelerazione. Si tratta di un indicatore che in passato ha mostrato una buona correlazione con la crescita del Pil e che potrebbe lasciar presagire una crescita economica relativamente solida anche nei prossimi mesi.In linea generale, una crescita più sostenuta delle esportazioni tende a tradursi in una maggiore espansione dell’economia globale e degli utili societari. Il legame appare particolarmente evidente nei Mercati Emergenti, dove l’andamento delle esportazioni è storicamente correlato a quello degli utili azionari. Nel 2026, tuttavia, gli utili degli EM sembrano essere cresciuti ancora più rapidamente di quanto suggerirebbe la sola crescita dell’export, forse a seguito del maggiore peso del settore tecnologico nella composizione degli utili stessi. Il fenomeno emerge ancora più chiaramente mettendo a confronto gli utili degli EM con le esportazioni coreane, considerato il ruolo dell’hardware tecnologico nell’economia della Corea. Quest’ultima rappresenta un osservatorio interessante sia per la sua esposizione alla tecnologia, sia per la tempestività dei suoi dati, dal momento che le esportazioni vengono generalmente pubblicate solo pochi giorni dopo la fine del mese, offrendo uno dei segnali più rapidi sull’andamento del commercio globale.Nel complesso, in un contesto ancora caratterizzato da elevata incertezza, la tenuta degli scambi internazionali offre alcuni segnali incoraggianti e mostra come l’AI stia iniziando a incidere non soltanto sui mercati finanziari, ma anche sui dati macroeconomici. Secondo alcune stime, la spesa legata all’AI potrebbe rappresentare quasi la metà dell’attuale crescita del Pil statunitense: un fattore destinato a rimanere centrale nell’evoluzione dell’economia globale e nell’esposizione dei portafogli a questo tema.
Fonte: Teleborsa