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Economia
38 minuti fa
Caro energia: l'Italia paga il gap europeo
(Teleborsa) - Il caro energia torna a rappresentare un fattore di vulnerabilità per l’economia italiana. Secondo l’analisi realizzata da Confcommercio con il CER, a settembre 2026 il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità è aumentato del 73,3% rispetto alla media del 2025 e del 271,1% rispetto al periodo pre-pandemico. Il divario con gli altri principali Paesi dell’Eurozona resta significativo: l’Italia paga l’elettricità 65,3 euro/MWh in più della Germania, 67,2 euro in più della Spagna e 69,4 euro in più della Francia.Alla base dello svantaggio pesa la forte dipendenza dal gas: nel 2025 il 43,7% dell’elettricità italiana è stato prodotto da impianti a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e il 3,2% della Francia. Nonostante le rinnovabili abbiano raggiunto il 50% della produzione nazionale, Italia, Spagna e Germania presentano quote differenti. Il meccanismo marginale di formazione dei prezzi fa inoltre sì che il costo del gas continui a incidere fortemente sul prezzo finale dell'elettricità. A questo si aggiunge l'aumento del 33,9% degli oneri di sistema italiani tra il 2021 e il 2025.Le conseguenze potrebbero riflettersi sulla crescita. In uno scenario con il petrolio Brent stabilmente a 140 dollari al barile nel 2027, Confcommercio stima un'inflazione al 3,7%, una riduzione dei consumi delle famiglie di circa 6,5 miliardi di euro e una crescita del PIL limitata allo 0,6%.Particolarmente esposte sono commercio, turismo e ristorazione. Nel secondo semestre 2026 il maggior consumo elettrico, legato anche alla climatizzazione estiva, e i prezzi più elevati potrebbero generare oltre un miliardo di euro di costi aggiuntivi per le bollette: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la grande distribuzione.Le proposte di ConfcommercioPer affrontare l'emergenza, Confcommercio propone innanzitutto un intervento immediato sugli oneri di sistema, accompagnato da incentivi più efficaci per l'efficientamento energetico. La Confederazione chiede inoltre di rendere pienamente operativi i contratti di acquisto di energia a lungo termine (PPA) per le PMI, anche attraverso forme aggregate.Sul fronte delle rinnovabili, viene indicata come priorità lo sblocco dei procedimenti autorizzativi e lo sviluppo di autoproduzione e Comunità Energetiche Rinnovabili. Nel medio-lungo periodo, la strategia punta alla diversificazione del mix energetico, alla riduzione della dipendenza dal gas, allo sviluppo delle reti e dei sistemi di accumulo e alla valutazione del nucleare di nuova generazione.Tra le proposte figura infine una modifica del sistema di formazione del prezzo dell'elettricità, con il passaggio dal PUN a un modello basato sui prezzi zonali, accompagnato da meccanismi perequativi per evitare squilibri territoriali.
Fonte: Teleborsa