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1 ore fa
MPS, oggi in assemblea: verso la bocciatura del piano Lovaglio
(Teleborsa) - Oggi l'assemblea di MPS è chiamata a votare una serie di operazioni strategiche proposte dall'ad Lovaglio per contrastare l'opas lanciata da Intesa Sanpaolo, tra cui le ops su Banco Bpm e Banca Generali, e la fusione di Mediobanca. Ma un esito favorevole non sembra affatto scontato.Un voto che sa di aut-autLa faccenda si è fatta più accesa quanto Intesa ha ritoccato la propria offerta sul Monte, portando da 1 a 1,25 euro la componente in contanti per ogni azione Mps, lasciando invariato il concambio di 1,6 azioni per ciascun titolo del Monte, già previsto al lancio dell’Opas a giugno. Ciò però è subordinato alla bocciatura, da parte dell’assemblea, dei tre punti più delicati del piano Lovaglio: le due Ops straordinarie e il maxi-dividendo da 4 miliardi. La banca guidata da Carlo Messina quindi ritirerà la sua offerta se i soci di Mps approveranno anche una sola delle due ops.Il fronte del no si consolidaMolti grandi soci della banca senese hanno espresso il loro no al progetto di Lovaglio, dicendosi quindi implicitamente favorevoli all’Opas che Intesa lancerà nelle prossime settimane. Una percentuale che, secondo le indicazioni emerse, arriva a circa il 40% del capitale di Mps, e quindi in grado di bloccare le offerte per BancoBpm e Banca Generali. A guidare il fronte dei contrari, Delfin (17,6%) e il gruppo Caltagirone (13,5%), affiancati da Edizione-Benetton (1,45%), Praude (0,72%) e Fondaco Lux (0,41%). A questi si è aggiunto Norges Bank, con circa il 3%. Ma il grosso dei voti contrari si esprimerà oggi in assemblea. Decisivo in questo quadro, sarà il ruolo dei proxy advisor, Iss e Glass Lewis, che si sono già espressi contro il piano difensivo studiato dal numero uno di Mps. Lovaglio conterà sull’appoggio del socio Plt della famiglia Tortora (1,4%), in coerenza con il supporto dato sin dalla sua candidatura ad aprile, e sul voto della Fondazione Mps (0,2%).La bocciatura al piano Lovaglio sembrerebbe quindi pressoché annunciata, considerato anche il fatto che l’assemblea dovrebbe registrare una partecipazione inferiore al 70% del capitale.Via libera per Intesa all'acquisizione del controllo di MPSGiunge a pennello la comunicazione di Intesa che ha fatto sapere, con riferimento all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa sulla totalità delle azioni ordinarie del Monte dei Paschi, di avere ricevuto le ultime autorizzazioni preventive da parte delle competenti autorità estere previste in relazione all’acquisto del controllo di MPS e delle società da essa controllate e partecipate.A seguito del rilascio di tali provvedimenti, sono state ottenute tutte le autorizzazioni preventive richieste dalla normativa regolamentare di settore in relazione all’OPAS. La condizione di efficacia dell’OPAS deve quindi ritenersi avverata.Fusione Mediobanca procede in lineaLa fusione di Mediobanca "procede in linea con quanto atteso" e "in caso di approvazione da parte dell'assemblea, si prevede che la fusione e la correlata scissione siano efficaci entro la fine del 2026". Così Mps nelle risposte scritte ai soci e pubblicate in vista dell'assemblea odierna, cruciale per il futuro della banca.La stima di 0,6 miliardi corrisponde ai costi di integrazione di Mediobanca e sono rilevati tempo per tempo: un aggiornamento sarà fornito in occasione dell'approvazione della trimestrale al 30 settembre, sottolinea Mps. Al 30 giugno, i costi ammontavano a 42 milioni. Allo stato attuale non sono attesi incrementi rispetto alla stima complessiva iniziale.Mediobanca, spiega, "fa già parte del consolidato fiscale del gruppo, pertanto non sono previsti ulteriori benefici relativi alla fruizione delle DTA rispetto alla situazione attuale".
Fonte: Teleborsa