Breaking News
Economia
2 ore fa
Ue, Meloni-Merz convocano pre summit sulla competitività
(Teleborsa) - Definire una linea comune su deregolamentazione, rafforzamento del mercato unico e centralità del commercio. Con questo obiettivo Giorgia Meloni e Friedrich Merz, insieme al premier belga Bart De Wever, hanno convocato un incontro tra leader Ue affini giovedì 12, prima del vertice informale Ue sulla competitività che si terrà nella cittadina belga di Alden Biesen. Al tavolo dovrebbero essere presenti oltre una decina di leader, tra cui quelli di diversi Paesi dell'est e del nord Europa. Attesa anche la partecipazione della Commissione europea. L'invito, con in calce la doppia firma di Roma e Berlino, è stato recapitato anche all'Eliseo e il presidente francese Emmanuel Macron parteciperà oltre ad un'altra dozzina di leader.Il pre-summit si inserisce nel solco del report sulla competitività di Mario Draghi e dell'ultimo richiamo dell'ex premier che lunedì scorso, da Leuven, è tornato ad avvertire: di fronte alla corsa di Stati Uniti e Cina, l'Europa rischia di diventare "subordinata e deindustrializzata" e deve imboccare la strada di un "federalismo pragmatico", guidato dai Paesi "più lungimiranti". Dopo la firma del protocollo sul piano d'azione italo-tedesco annunciato in occasione della recente visita del cancelliere tedesco a Roma, Meloni e Merz si candidano ad apripista della spinta sulla competitività, come leader delle "due principali nazioni industriali europee". Roma e Berlino replicano un metodo già sperimentato sul dossier migranti: riunioni preparatorie prima dei vertici Ue – promosse in quel caso dall'Italia con Danimarca e Paesi Bassi – che nel tempo hanno finito per rappresentare una maggioranza di Paesi membri. Un formato consolidato anche sul fronte economico: i ministri delle Finanze di Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia hanno lanciato il gruppo dei "big six" per accelerare sulla crescita. La strategia dell'asse italo-tedesco segna una distanza sempre più netta dal protezionismo di Emmanuel Macron incarnato dal Buy European, contro il quale si sono schierati anche nordici e baltici (Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia), attesi al pre-summit convocato da Meloni e Merz. In un non-paper, i sei Paesi hanno messo in guardia: una preferenza europea generalizzata "rischia allontanare gli investimenti". "Isolarsi non è una risposta" ha ammonito la ministra dell'Economia tedesca, Katherina Reiche, rilanciando un approccio aperto ai partner globali, sostenuto anche dal Belgio. Alla vigilia del vertice informale di Alden Biesen, l'industria continentale si ritroverà ad Anversa, dove il belga De Wever è pronto a riaffermare la linea. Al summit toccherà poi a Draghi, insieme all'ex premier Enrico Letta, fare il punto sull'attuazione dei loro report, finora rimasti in larga parte sulla carta. Le cifre contenute nell'analisi firmata dallo European Policy Innovation Council inquadrano il passo lento dell'Ue quando si tratta di riformare le regole della casa comune. Stando all'analisi solo il 15% delle raccomandazioni di Draghi sono state sinora attuate e se si prendono in considerazione quelle dedicate proprio al mercato unico, si scende praticamente a zero. "La direzione intrapresa è chiaramente positiva e i progressi registrati sono giuridicamente duraturi – si legge nello studio dello European Policy Innovation Council, rilanciato dal Financial Times –. Allo stesso tempo, più di sei raccomandazioni su dieci formulate da Draghi rimangono ancora da attuare, il che sottolinea l'entità del compito che ci attende". I liberali europei (Renew, a trazione francese), in una lettera a Costa chiedono "un cambio di passo immediato su investimenti, energia e tecnologie strategiche". Gli eurodeputati di Renew individuano tre priorità per il vertice: "La creazione di una vera Unione del risparmio e degli investimenti, con il rafforzamento dell'Esma e nuovi asset comuni europei; il rafforzamento della sovranità energetica, con reti integrate e riduzione delle dipendenze esterne; la sovranità tecnologica, puntando su AI, cloud, cybersicurezza, semiconduttori e quantum computing". Tutto bene sennonché, in filigrana, si legge lo spirito di Parigi, che vorrebbe vincolare l'uso dei fondi pubblici Ue a prodotti e imprese europee, soprattutto negli appalti strategici. È una linea che non trova l'approvazione della Germania né, in una certa misura, dell'Italia. Risulta quindi cruciale seguire gli sviluppi del pre-partita. Von der Leyen, nella stessa lettera, dice ad esempio che "la preferenza europea è uno strumento necessario per rafforzare la base produttiva europea". (Foto: Adobe Stock (ex Fotolia.it))
Fonte: Teleborsa