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Economia
1 ore fa
FMI: Italia e Francia hanno poco spazio di manovra per politiche fiscali contro shock energetico
(Teleborsa) - L'Europa deve "rispondere agli shock energetici attraverso politiche rigorose che proteggano le fasce più vulnerabili della popolazione e rafforzino la resilienza". Lo afferma Alfred Kammer, Direttore del Dipartimento Europeo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), in un post sul blog dell'istituzione.L'Europa si trova a "un bivio ormai familiare", dice, Kammer, facendo riferimenro allo shock energetico, per quanto di minore entità rispetto a quello del 2022 e questa volta riconducibile alla guerra in Medio Oriente, che sta pesando sulla crescita e spingendo l'inflazione al rialzo. Prima della guerra, le previsioni dell'FMI sarebbero state riviste al rialzo. Ora, invece, si sta assistendo a un rallentamento della crescita. I primi dati indicano già un indebolimento degli investimenti privati e dei consumi. Le prospettive di crescita per l'area euro sono stimate a solo l'1,1% nel 2026, mentre per l'Unione Europea sono dell'1,3%."I responsabili politici sono sottoposti a forti pressioni: agire rapidamente, in modo visibile e per tutti" e questo, secondo l'esperto, spesso si traduce in politiche che presentano più svantaggi a lungo termine che benefici a breve termine. "Un sostegno mirato è molto più efficace - sostiene - La risposta dell'Europa a questo shock dovrebbe essere guidata da due imperativi. In primo luogo, una politica macroeconomica solida e adeguata a un mondo caratterizzato da shock imprevedibili e frequenti; in secondo luogo, una resilienza costruita senza sprecare risorse fiscali o ostacolare i mercati".Il manager dell'FMI evidenzia che le banche centrali devono rimanere concentrate sul mantenimento delle aspettative di inflazione a livelli stabili. Nell'area euro, dove l'inflazione è vicina all'obiettivo e le aspettative a medio termine sono ampiamente ancorate, la Banca Centrale Europea ha un certo margine di manovra per attendere e osservare l'evoluzione dello shock prima di intervenire. Attualmente l'FMI stima un aumento cumulativo di 50 punti base del tasso di riferimento entro la fine dell'anno, mantenendo un orientamento monetario sostanzialmente neutrale alla luce delle maggiori aspettative di inflazione a breve termine.Secondo Kammer, "la politica fiscale deve fare la sua parte, ma deve operare entro i limiti dello spazio di manovra fiscale disponibile". In questo senso, i paesi con un elevato debito pubblico e senza margini di manovra fiscale non possono permettersi di ampliare i deficit: qualsiasi misura legata al settore energetico deve essere completamente compensata per non aggravare ulteriormente le finanze pubbliche già sotto pressione in un contesto di mercato più difficile."Alcuni paesi hanno maggiore margine per assorbire lo shock e sostenere le proprie economie, ma anche questi si trovano ad affrontare crescenti pressioni derivanti dalla difesa, dall'invecchiamento della popolazione e dalla transizione energetica - ha sottolineato - Ad esempio, paesi come la Danimarca o la Svezia, con un debito relativamente basso, dispongono dello spazio necessario per politiche fiscali anticicliche, a differenza di Francia e Italia"."Quando i prezzi dell'energia aumentano e cittadini e imprese ne risentono, i responsabili politici si sentono in dovere di intervenire - ha dice in un altro passaggio - La tentazione è quella di bloccare semplicemente l'aumento dei prezzi, ricorrendo a tetti massimi, sconti universali o riduzioni delle tasse sui carburanti. Si tratta di misure poco sagge".Il Direttore del Dipartimento Europeo aggiunge che il percorso di politica fiscale ha implicazioni per la fiducia degli investitori: "i rendimenti dei titoli di Stato sono già aumentati in diversi mercati e i paesi con un elevato debito pubblico devono attenersi ai propri piani di consolidamento per mantenere i costi di finanziamento sotto controllo e preservare la capacità di reagire qualora le condizioni dovessero ulteriormente peggiorare".
Fonte: Teleborsa