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42 minuti fa

Petrolio, nuovi attacchi in Arabia Saudita: timori sulle forniture spingono il Brent oltre i 107 dollari

(Teleborsa) - Il petrolio torna a salire sui mercati internazionali, mentre nuovi attacchi in Arabia Saudita e l'interruzione di una parte delle infrastrutture per l'export alimentano i timori per la sicurezza delle forniture. Il Brent guadagna quasi il 2% e torna sopra i 107 dollari al barile, mentre il WTI supera i 103 dollari.A pesare è soprattutto il fermo della East-West Pipeline saudita, infrastruttura strategica che consente a Riyad di trasportare il greggio verso il Mar Rosso evitando il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. La conduttura può movimentare circa 4 milioni di barili al giorno, pari a circa il 4% dell'offerta mondiale.Nuove tensioni nel GolfoL'interruzione arriva dopo nuovi attacchi contro obiettivi sauditi, in un quadro regionale che resta fortemente instabile. Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato nuove operazioni contro l'Arabia Saudita, mentre sono stati rinviati i colloqui previsti tra alcuni Paesi del Golfo e l'Iran.Il mercato guarda soprattutto alla possibilità che le tensioni si traducano in ulteriori limitazioni alle esportazioni. Il traffico delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso ulteriormente, rafforzando i timori su una delle principali vie di transito dell'energia mondiale.Prima dell'escalation del conflitto con l'Iran, attraverso Hormuz transitava circa un quinto del petrolio mondiale. Qualsiasi difficoltà prolungata sulla rotta potrebbe quindi avere conseguenze significative sui prezzi e sulle disponibilità di greggio.Mercati in allertaL'incertezza riguarda ora soprattutto la durata dell'interruzione della pipeline saudita e la capacità di Riyad di ripristinare rapidamente i flussi. Se il blocco dovesse protrarsi, una parte rilevante dell'offerta destinata ai mercati internazionali potrebbe essere temporaneamente sottratta.Gli operatori restano quindi estremamente sensibili a ogni notizia proveniente dal Medio Oriente. Il rialzo del petrolio arriva inoltre in un momento delicato per la politica monetaria americana: l'energia più cara alimenta infatti i timori di nuove pressioni sull'inflazione proprio alla vigilia della riunione della Federal Reserve, attesa domani, 16 settembre.Sul mercato resta infine anche il dossier ucraino: Kiev ha dichiarato di essere pronta a sostenere una proposta americana per fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe e ucraine, ma la possibile tregua non è ancora stata formalizzata.(Foto: © Aleksandr Prokopenko / 123RF)
Fonte: Teleborsa