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2 ore fa

Londra tratta con gli alleati europei per invio forza militare in Groenlandia

(Teleborsa) - Downing Street è in trattativa con gli alleati europei per l'invio di una forza militare in Groenlandia per proteggere l'Artico e alleviare i timori di Donald Trump sulla sicurezza. A livello ufficiale l'iniziativa è stata presentata come risposta alla crescente pressione di Russia e Cina nell'Artico. Ma l'obiettivo è raffreddare le mire di Trump sulla Groenlandia e costruire un deterrente credibile a un'invasione che segnerebbe la fine della Nato. Nei giorni scorsi, – secondo quanto rende noto il Telegraph – i funzionari britannici hanno incontrato i loro omologhi di altri paesi, tra cui Germania e Francia, per dare inizio ai preparativi. I piani, ancora in una fase iniziale, potrebbero prevedere l'impiego di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalla Russia e dalla Cina. Le nazioni europee sperano così di convincere Trump ad abbandonare la sua ambizione di annettere l'isola, territorio autonomo della Danimarca."È chiaro che spetta esclusivamente alla Groenlandia e alla Danimarca decidere sulle questioni territoriali e di sovranità sulla Groenlandia" ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in un'intervista alla Bild am Sonntag, prima di partire alla volta di Washington, dove oggi incontrerà il suo omologo statunitense Marco Rubio per un confronto sull'Ucraina e sulla sicurezza e difesa transatlantica. Uno scenario i cui Berlino è pronta ad "aumentare la sicurezza nell'Artico insieme come alleati della Nato, non gli uni contro gli altri" ha detto il ministro delle Finanze e vicecancelliere tedesco, Lars Klingbeil, alla vigilia del G7 Finanze a Washington. "I principi del diritto internazionale – ha aggiunto – si applicano a tutti, compresi gli Stati Uniti".La Nato dovrebbe condurre "un'operazione militare" in Groenlandia come "prova di forza", ha detto il ministro della Difesa del Belgio, Theo Francken, in un'intervista all'emittente fiamminga Vtm Nieuws, offrendo la disponibilità del Belgio a "uno scudo protettivo" nell'Artico. "Sono decisamente preoccupato – ha evidenziato il ministro, riferendo di aver contattato gli ambasciatori Usa in Belgio e presso la Nato in merito alla minaccia alla Groenlandia –. L'ho detto chiaramente: la situazione è davvero molto problematica. La Groenlandia non è il Venezuela, né l'Iran. Questa è una questione vitale per la sopravvivenza della Nato. Quindi, per favore, non insistete oltre". Francken vede una via d'uscita in un rafforzamento della presenza Nato. "Lavoriamo insieme e non attacchiamoci o critichiamoci pubblicamente, perché poi Putin berrebbe champagne a Mosca", ha aggiunto. Nel frattempo Trump, in un'intervista al New York Times,  ammette che la scelta tra l'annessione della Groenlandia e il mantenimento della Nato "potrebbe essere una possibilità". "La Russia – ha detto il presidente Usa – non è affatto preoccupata dalla Nato se non per quanto riguarda noi. La Cina nemmeno. L'Europa sta diventando un luogo molto diverso, e devono davvero darsi una regolata. Voglio che si diano una regolata"."La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia. Nulla su di loro senza di loro – ha ribadito la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al Corriere della Sera –. Stiamo investendo e accelerando il nostro lavoro lì, nella nostra proposta di bilancio (per il 2028-2034, ndr) abbiamo raddoppiato i finanziamenti, portandoli a circa 530 milioni il che dimostra il nostro impegno per il partenariato e l'importanza della sicurezza artica". Von der Leyen ricorda anche come quest'ultima sia "di enorme importanza per noi. Ed è, in modo cruciale, un tema per la Nato".
Fonte: Teleborsa