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1 ore fa
Iran, attesa per il nuovo round dei negoziati. Trump: "Accordo o pioggia di bombe"
(Teleborsa) - A 24 ore dalla scadenza del cessate il fuoco, in una Islamabad blindata, sale l'attesa per la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. I colloqui, secondo quanto riportato dalla Cnn, dovrebbero avere luogo nella mattina di domani, mercoledì 22 aprile. "Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti" ha detto Donald Trump al New York Post annunciando che JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbero arrivati ieri sera in Pakistan. Il presidente Usa ha detto che "non si farà mettere fretta" per un accordo prima della scadenza del suo ultimatum agli ayatollah. Ma, se non si dovesse trovare un'intesa prima di domani o se l'Iran dovesse disertare i colloqui, sarà – ha assicurato Trump – "altamente improbabile" un'estensione della tregua ed è pronta una pioggia di "molte bombe" sulla Repubblica islamica.Al centro delle trattative di Islamabad c'è una richiesta non negoziabile, ovvero che l'Iran abbandoni l'arma nucleare. "Sbarazzatevi delle armi nucleari. È molto semplice", ha insistito Trump con il New York Post. L'Iran ha un grande potenziale per prosperare, "potrebbe essere davvero un paese meraviglioso".Per Teheran l'ostacolo più immediato alla via diplomatica sembra essere il blocco Usa dei porti iraniani. "Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia" ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf. Uno scenario in cui il sequestro della nave Touska nel Golfo dell'Oman ha riacceso le tensioni anche nello Stretto di Hormuz, dove le navi passano col contagocce. Per l'Iran l'attacco alla Touska è "un atto di pirateria, un atto terroristico e un'aggressione che non solo viola la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ma costituisce anche un ulteriore esempio di violazione dell'attuale cessate il fuoco" ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato. "Chiediamo agli organismi internazionali e ai governi responsabili – si legge nella nota – di condannare l'attacco e di intraprendere azioni severe e serie contro di esso. L'Iran mette in guardia dalle conseguenze molto pericolose di tale mossa illegale e criminale da parte degli Stati Uniti e sottolinea la necessità di un immediato rilascio della nave iraniana e del suo equipaggio"."Il blocco è molto potente, molto forte. Perdono 500 milioni di dollari al giorno finché il blocco è in vigore. Lo controlliamo noi, non lo controllano loro" ha detto Trump a The Hill smentendo la notizia, pubblicata da Reuters citando una fonte pachistana, secondo la quale il presidente Usa starebbe valutando il consiglio del capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, sul fatto che il blocco americano dei porti iraniani rappresenta un ostacolo per i negoziati. Se Trump insiste che non riaprirà Hormuz "fino a quando un accordo non sarà firmato", il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto al suo omologo pachistano Ishaq Dar che le "continue violazioni del cessate il fuoco" da parte degli Stati Uniti rappresentano un grave ostacolo alla prosecuzione del processo diplomatico. Araghchi ha inoltre affermato, durante una telefonata con Dar, che l'Iran, valutando tutti gli aspetti della questione, deciderà come procedere. Tuttavia il Pakistan appare fiducioso di poter convincere l'Iran a partecipare ai colloqui con gli Usa. "Abbiamo ricevuto un segnale positivo dall'Iran. La situazione – ha dichiarato ieri alla Reuters un alto funzionario del governo pachistano – è in continua evoluzione, ma stiamo cercando di fare in modo che siano presenti quando inizieremo i colloqui domani o dopodomani". Il secondo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti "si terrà come previsto" ha confermato una fonte del Pakistan all'emittente panaraba saudita Al Arabiya, affermando che le delegazioni dei due Paesi sono già arrivate a Islamabad. "L'accordo che stiamo facendo con l'Iran è migliore dell'intesa del nucleare di Barack Obama" ha scritto Trump sul suo sociale Truth, sottolineando che se l'accordo ci sarà "poterà pace e sicurezza per Israele, il Medio Oriente, l'Europa, l'America e tutto il mondo". Attaccando i media che diffondono "fake news" il presidente Usa ha fatto sfoggio di ottimismo. "Sto vincendo una guerra, e alla grande, le cose stanno andando benissimo, le nostre Forze Armate sono state straordinarie – ha affermato su Truth –. I media delle fake News anti-americane fanno il tifo affinché l'Iran vinca, ma ciò non accadrà, perché al comando ci sono io! Proprio come queste persone antipatriottiche hanno impiegato ogni oncia della loro limitata forza per combattermi durante le elezioni, continuano a farlo ora con l'Iran".Ma sul fronte interno la guerra, ormai al 52esimo giorno, sta mettendo Trump in una situazione difficile. La legge prevede che un presidente ottenga il via libera del Congresso se l'operazione militare dura più di 60 giorni ma una richiesta di autorizzazione esporrebbe le crepe sulle guerra fra i repubblicani, come quelle emerse nel mondo Maga. Molti degli ex fedelissimi del presidente lo hanno attaccato e criticato per il conflitto, alcuni arrivando a chiedere il ricorso al 25esimo emendamento per rimuoverlo o spingendosi ad appoggiare la teoria cospirazionista sul suo "finto" attentato di Butler, in Pennsylvania, che lo ha involato alla Casa Bianca. E oggi i senatori democratici si apprestano a compiere il loro quinto tentativo di approvare una risoluzione sui poteri di guerra, volta a limitare l'operazione militare di Trump in Iran.Sembra, intanto, andare avanti lo sforzo diplomatico tra Beirut e il governo israeliano per il Libano, con un nuovo round di colloqui fissato per giovedì, secondo l'emittente pubblica ebraica Kan. Ma restano le denunce dei media libanesi di violazioni della tregua, con raid sulle cittadine di Shamaa, Qusayr e Deir Siryan nel sud del Libano.
Fonte: Teleborsa