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2 ore fa

SVIMEZ al Senato: i LEP non siano subordinati all'autonomia differenziata

(Teleborsa) - Si è tenuta ieri, lunedì 19 gennaio, a Roma, l’audizione della SVIMEZ presso la I Commissione permanente Affari Costituzionali del Senato della Repubblica.Nel corso dell’audizione il Direttore Generale Luca Bianchi, e il consigliere scientifico Carmelo Petraglia hanno presentato una memoria sul disegno di legge (A.S. n. 1623) recante "Delega al Governo per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP)".La principale criticità che la SVIMEZ ha messo in evidenza è "la scelta di ancorare la determinazione dei LEP alla logica dell’attuazione dell’autonomia differenziata". "I LEP non rappresentano uno strumento funzionale al regionalismo differenziato, ma un presidio ordinario dell’eguaglianza sostanziale dei diritti di cittadinanza", sottolinea la SVIMEZ. "La determinazione dei livelli essenziali dovrebbe essere ricondotta esplicitamente alla cornice degli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione, come adempimento essenziale per l’attuazione del federalismo fiscale regionale delineato dalla legge n. 42 del 2009 non, come avviene del provvedimento, all’art. 116 comma terzo".L’impostazione della legge delega rischia di comprimere la portata costituzionale dei LEP, quale strumento ordinario di garanzia dei diritti civili e sociali da assicurare uniformemente su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dal trasferimento di funzioni dallo Stato alle Regioni.Un elemento di rilievo positivo del ddl è rappresentato dal principio della contestualità tra la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e la definizione dei relativi costi e fabbisogni standard: per ciascun LEP o per gruppi di LEP quantificabili, i costi e i fabbisogni standard devono essere determinati contestualmente alla definizione dei LEP. Accanto a tale elemento positivo, la delega solleva interrogativi rilevanti sul piano del finanziamento. Da un lato, infatti, si introduce un vincolo stringente di invarianza finanziaria, prevedendo che gli adempimenti derivanti dai decreti legislativi siano fronteggiati esclusivamente con le risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili a legislazione vigente. Dall’altro, si ammette che dall’esercizio delle deleghe possano derivare maggiori oneri finanziari e si contempla la possibilità di ricorrere a specifici provvedimenti legislativi di stanziamento delle risorse necessarie.Se formalmente il provvedimento rispetta alcune indicazioni della Corte costituzionale, nella sostanza non recepisce i limiti imposti dalla Corte sul perimetro delle funzioni potenzialmente devolvibili con l’autonomia differenziata. Secondo la SVIMEZ "La delega interviene e su un numero troppo ampio di funzioni pubbliche statali rispetto a quello che potranno richiedere le Regioni alla luce della sentenza della Corte costituzionale, che ha ristretto sensibilmente il perimetro delle funzioni regionalizzabili rispetto a quanto previsto alla legge Calderoli del 2024".È urgente definire un quadro unitario delle modalità di determinazione e finanziamento dei LEP per evitare sovrapposizioni e conflitti tra due percorsi di riforma che stanno precedendo su binari paralleli: da un lato si accelera sui LEP per le funzioni pubbliche statali oggetto di possibili devoluzione regionale rafforzata; dall’altro, l’attuazione del federalismo fiscale regionale simmetrico e cooperativo procede in maniera a rilento e con interventi parziali e senza garanzie di finanziamento come avvenuto nell’ultima legge di bilancio. Il rischio è che i LEP perdano la loro funzione costituzionale di fondamento unitario e solidale dell’eguaglianza sostanziale dei diritti.
Fonte: Teleborsa