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34 minuti fa

Legno-arredo, export in calo del 5,2% nel primo trimestre 2026

(Teleborsa) - L'export della filiera legno-arredo ha registrato nel primo trimestre 2026 una flessione del 5,2%, attestandosi a 4,4 miliardi di euro, secondo le elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati ISTAT. A marzo il calo si è attenuato al 3%. Determinante è stata la contrazione verso il Medio Oriente, in arretramento del 23,4% nel trimestre.Il dato segue un 2025 chiuso in territorio positivo, con un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro (+1,3%), sostenuto quasi interamente dal mercato interno, salito a circa 33 miliardi (+2%), mentre le esportazioni erano rimaste sostanzialmente stabili a 19,3 miliardi, pari al 37% del totale. La filiera conta oltre 62mila imprese e più di 292mila addetti, vale il 4,3% del fatturato manifatturiero nazionale e contribuisce al PIL per il 2,3%.Secondo il report di Intesa Sanpaolo sul mobile e design made in Italy 2025-2026, il comparto ha raggiunto un fatturato di circa 26,7 miliardi di euro, con un peso crescente di destinazioni secondarie, dall'Asia centrale ai mercati emergenti asiatici, accanto ai mercati storici. Parallelamente il settore ha spostato il proprio posizionamento sul tema del benessere abitativo: come emerso dal convegno promosso da Edilegnoarredo alla Triennale di Milano, il comparto delle finiture per l'edilizia ha registrato nel 2025 un fatturato superiore a 4,3 miliardi con esportazioni in crescita dell'11%.In questo contesto si colloca la progettazione biofilica, che integra vegetazione, luce naturale e materiali organici negli spazi costruiti. Tra gli operatori del segmento, la progettista d'interni catanese Vivy Lombardo, attiva dal 2007, ha registrato come marchio la metodologia Home Natural Chic, ispirata alla biofilia e allo shinrin-yoku. "C'è una sottile differenza tra la casa che ti colpisce e la casa che ti accoglie. - spiega Lombardo - Quella che ti colpisce la stai guardando solamente con gli occhi, quella che ti accoglie ti permette di essere presente con tutto il tuo corpo, con tutti i sensi".Il progetto più recente riguarda un committente in India, acquisito tramite canali digitali. "Con questo cliente mi rendo conto del rispetto che hanno per la mia professione", riferisce la progettista. "Mi hanno visto solo due volte in videochiamata e hanno un rispetto incredibile". Sul radicamento territoriale, dopo gli studi a Perugia e un master a Milano, la progettista ricorda: "Ogni volta che stavo fuori mi mancava da morire. La prima cosa che facevo quando tornavo era prendere la macchina e farmi tutto il lungomare da Catania a Messina."Il segmento presenta vincoli di valutazione: la letteratura sul biophilic design applicato agli interni resta meno consolidata e i protocolli di misurazione non sono standardizzati; la progettazione su misura opera inoltre in una nicchia priva di rilevazioni statistiche dedicate.
Fonte: Teleborsa