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Economia
45 minuti fa

Caro carburanti costato 1,8 miliardi in più durante le vacanze

(Teleborsa) - Vacanze, ma a caro prezzo. Secondo una stima dell’Ufficio economico DI Confesercenti, elaborata a parità di consumi sulla base dei dati dell'Osservatorio prezzi del MIMIT,  questa estate fare il pieno è costato agli italiani 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. Nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025. Nell’estate 2025 il prezzo della benzina si attestava intorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro. Ad agosto 2026 la media viaggia invece intorno ai 2 euro per la benzina e oltre questa soglia per il diesel.L’accelerazione - sottolinea Confcommercio - si è concentrata in poche settimane. Dal 4 luglio, con la scadenza del precedente intervento sulle accise, i prezzi alla pompa hanno ripreso a crescere proprio mentre la rottura della tregua tra Iran e Stati Uniti riportava lo Stretto di Hormuz al centro delle tensioni internazionali sul greggio. Da allora la benzina è aumentata del 10,8% e il gasolio del 12,4%, senza che le successive oscillazioni abbiano prodotto una reale inversione di tendenza. Il solo effetto di questa risalita vale circa 780 milioni di euro nei due mesi.Senza l’intervento pubblico, il conto per gli automobilisti sarebbe stato ancora più pesante. Nei soli mesi di luglio e agosto, il taglio delle accise ha ridotto la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro. Un beneficio concentrato soprattutto sul gasolio: per buona parte di luglio, infatti, la riduzione non è stata operativa e, quando è stata reintrodotta dal 28 luglio, ha riguardato soltanto il diesel, con uno sconto di 17 centesimi al litro. In assenza del provvedimento, un pieno da 50 litri sarebbe costato circa 8,50 euro in più. La benzina, invece, dall’inizio di luglio non è mai rientrata nel perimetro dell’intervento.Secondo Confesercenti, un’ulteriore proroga è senz’altro utile: in assenza di nuove risorse, i 17 centesimi tornerebbero quindi a gravare interamente sul prezzo alla pompa proprio nel pieno del controesodo e alla vigilia di settembre, mese in cui sono attesi almeno 15 milioni di turisti e che continua a rappresentare una fase importante della stagione."Il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi, aggiungendo "i livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche – un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno". "Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi", conclude.
Fonte: Teleborsa