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13 minuti fa

Confcommercio, peggiora il disagio sociale con aumento inflazione

(Teleborsa) - Peggiora l'indice del disagio sociale calcolato da Confcommercio, a causa dell'aumento dell'inflazione, che si è ancxora una volta associazione ad una stabilizzazione della disoccupazione. E' quanto emerge dall'iltimo rapporto mensile dell'Associaizone rappresentativa del mondo del commercio.Dopo il miglioramento di luglio, il MIC di agosto è tornato a salire attestandosi a 11,2 punti, sei decimi di punto in più rispetto al mese precedente. La stima dell’ultimo mese, in linea con quanto rilevato da marzo, è attribuibile quasi esclusivamente all’aumento dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (+4,3% tendenziale dal +3,4% di luglio) a cui continua ad associarsi una sostanziale stabilizzazione del tasso di disoccupazione esteso, sceso al 6,3%.Sul versante del mercato del lavoro, nel mese di agosto, si valuta una marginale diminuzione sia del numero di occupati che delle persone in cerca d’occupazione. Dinamiche che porterebbero il tasso di disoccupazione ufficiale al 5,7%. Anche sul versante delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate, interessate dalle diverse forme d’integrazione salariale (CIG e FIS), si stima, dopo il peggioramento rilevato a giugno, il permanere di una situazione poco dinamica, con un tasso di disoccupazione esteso che dovrebbe scendere al 6,3%. Secondo le prime indicazioni ad agosto 2026 l’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto ha registrato, sulla spinta dell’accelerazione dei prezzi degli energetici un deciso aumento al 4,3% dal 3,4% di luglio.In termini prospettici il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente potrebbe determinare ulteriori spinte al rialzo dei prezzi. Il permanere di questa situazione, secondo Confcommercio, accentua i rischi di un trasferimento, nella parte finale del 2026, delle pressioni dall’energetico e dai trasporti anche ad altre filiere. Pur in presenza di un mercato del lavoro sostanzialmente stabile la crescita dell’inflazione porterebbe, nei mesi a cavallo del 2026-27, ad un ampliamento dell’area del disagio sociale, misurata nella metrica del MIC, con possibili riflessi negativi sulla fiducia delle famiglie, sui consumi, sulla crescita e sullo stesso mercato del lavoro,
Fonte: Teleborsa