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35 minuti fa
Brent e TTF in calo con Arabia Saudita che offre più greggio tramite trasferimenti ship-to-ship
(Teleborsa) - Si muovono in ribasso il petrolio e il gas, dopo la notizia secondo cui l'Arabia Saudita sta offrendo più greggio tramite trasferimenti ship-to-ship al largo di Sohar, in Oman, quindi fuori dallo Stretto di Hormuz, riducendo il timore che i problemi alla pipeline East-West e a Yanbu producessero una perdita molto più ampia dell'offerta saudita. "Poiché tali volumi aggiuntivi potrebbero compensare solo in parte le esportazioni perse attraverso il porto saudita sul Mar Rosso, ulteriori ribassi potrebbero risultare contenuti", commentano gli analisti di Mind Energy.Sull'andamento del greggio ha pesato anche il forte aumento delle scorte USA di crude (+7,1 milioni di barili contro attese di un calo di circa 1,6 milioni).Stamattina, i futures sul greggio Brent mostrano un calo del 2% a 103,7 dollari al barile, mentre quelli sul WTI un ribasso dell'1,7% a 100,7 dollari al barile.Sul fronte diplomatico, Donald Trump continua a definire i negoziati con l'Iran come l'"ultima occasione" per raggiungere un accordo, mentre Teheran conferma di trattare solamente con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz e non direttamente con Washington. Per quanto riguarda Hormuz, il dato più recente fornito dal US Energy Secretary Chris Wright indica flussi pari a circa 18 milioni di barili al giorno nell'ultima giornata disponibile, con una media degli ultimi sette giorni vicina agli 11 milioni di barili."Si tratta di un miglioramento rispetto alle settimane precedenti, ma i volumi rimangono ancora circa la metà dei livelli pre-guerra e il traffico continua a essere fortemente limitato, con poche navi in transito contemporaneamente e spedizioni di LNG ancora sostanzialmente bloccate - commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo - Anche il Bab el-Mandeb resta sotto pressione dopo l'avanzata degli Houthi sul lato yemenita dello stretto. Nel complesso, nonostante tensioni e interruzioni rimangano elevate, i mercati continuano a guardare con moderato ottimismo ai progressi diplomatici e alla possibilità di una graduale normalizzazione dei flussi energetici nei prossimi mesi".Il TTF, il benchmark per il gas europeo, è in leggero calo a 78 euro per megawattora, dopo essere sceso fino a 76,2 euro per megawattora questa mattina."Dopo aver toccato un nuovo massimo lunedì e aver successivamente avviato una fase di correzione al ribasso, i prezzi del gas europeo hanno registrato un nuovo rialzo iniziale nella giornata di ieri - osservano gli analisti di Mind Energy - I bassi livelli di stoccaggio nell'UE, la concorrenza con l'Asia per l'approvvigionamento di GNL e la situazione in Medio Oriente, che incide sulle forniture, rimangono i principali fattori di sostegno alle quotazioni. Tuttavia, la tendenza dei prezzi ha poi invertito nuovamente la rotta: il contratto TTF con scadenza al mese successivo ha chiuso vicino alla soglia dei 78 EUR/MWh, probabilmente influenzato dalla debolezza del comparto petrolifero, a sua volta legata a lievi segnali di distensione nella situazione in Medio Oriente".
Fonte: Teleborsa