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44 minuti fa

Family Office in Italia, salgono a 267: 51 Single Family Office gestiscono quasi 20 miliardi di euro

(Teleborsa) - Il fenomeno dei Family Office prende sempre più piede in Italia. All’1 giugno 2026 ne risultavano censiti 267, contro i 244 dell’anno precedente: 127 Multi-Family Office (MFO) e 140 Single Family Office (SFO), 93 dei quali "valgono" da soli 20,2 miliardi di euro di patrimonio investito, per il 92% concentrato nelle mani delle 51 strutture con patrimonio superiore ai 100 milioni.Tra i Single Family Office, 127 hanno sede in Italia - ben 71 in Lombardia, seguita da Veneto (17), Piemonte (13), Lazio (8), Emilia-Romagna (7), Toscana (3), Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia-Giulia (2) - e due terzi sono nati dopo il 2000. I SFO investono per generare capitale, tramite partecipazioni (4 su 5 sono quote di minoranza) e in una rete di relazioni tra pari: nel 2024 il rendimento mediano era del 4,8%, con costi di struttura all’1,4% del patrimonio e debito quasi assente. Una ricchezza che nei prossimi 20 anni dovrà passare di mano: la famiglia esprime 2 consiglieri su 3 nei Consigli di Amministrazione, ma l’età mediana è di 60 anni e solo il 7,9% dei consiglieri ne ha meno di 40, dunque sarà inevitabile a breve un passaggio generazionale.Sono alcuni dati del censimento aggiornato sui Family Office condotto dall’omonimo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano e presentato oggi nel Report 2026 insieme ai protagonisti del settore. L’Osservatorio si distingue infatti per il suo approccio di ‘ricerca applicata’, fatta di raccolta di dati e interviste sul campo agli esponenti delle famiglie, ai professionisti e alle società partner. Il censimento annuale costituisce la base empirica dell’Osservatorio e questa edizione introduce due nuove prospettive: l’analisi sistematica dei bilanci depositati e la ricostruzione delle partecipazioni e delle relative compagini sociali, per osservare la fisionomia economico-patrimoniale delle strutture e poterle leggere come parte di un sistema di relazioni proprietarie e di investimento.Quanto invece ai Multi-Family Office, all’1 giugno 2026 ne risultavano censiti 127 (+7,6% rispetto al 2025), di cui 104 (82%) Multi-Family Office professionali e 23 organizzazioni di origine bancaria. I MFO professionali sono un modello recente (il 79,8% è nato dopo il 2000), mentre le organizzazioni di origine bancaria hanno radici più lontane, con il 56,5% fondato prima del 1991 e nessuna, tra quelle mappate, dopo il 2020. Sul piano territoriale, la Lombardia concentra 74 MFO (58,7%), seguita da Veneto ed Emilia-Romagna (10 ciascuna; 7,9%), Piemonte (9; 7,1%) e Lazio (7; 5,6%).Complessivamente il Nord Italia raccoglie l’84,9% delle strutture e la concentrazione in Lombardia coincide con la presenza del principale ecosistema italiano di operatori finanziari e professionali. Quasi metà dei MFO opera fuori da un regime di vigilanza. L’Asset Under Management mediano è di 675 milioni di euro, con in media 15 famiglie servite: se infatti nel Single Family Office il mandato nasce da una sola famiglia ed è incorporato in un assetto dedicato, nel Multi-Family Office la stessa funzione di coordinamento viene esercitata professionalmente per più famiglie."L’elemento forse più rilevante dell’analisi è che la crescita dei Family Office non ha prodotto una semplice espansione quantitativa del mercato, ma ha trasformato qualitativamente il loro modo di investire - commenta Josip Kotlar, direttore scientifico del Report -.  Nati principalmente per conservare e trasmettere il patrimonio, sono progressivamente diventati operatori sofisticati, in grado sia di affiancare gli investitori istituzionali tradizionali nel mercato dell’equity, sia di competere con loro, costruendo direttamente opportunità di investimento. Più presenti, più relazionali, più articolati e più selettivi, i Family Office si configurano oggi come una componente stabile e influente dell’ecosistema del private capital, pienamente integrati nell’architettura del capitale privato europeo, eppure spesso sottovalutati: la crescita del numero di deals, l’ampliamento della base di operatori attivi e la progressiva densificazione delle reti di coinvestimento lo confermano. Capitale paziente, controllo del rischio, orizzonte lungo sono le caratteristiche con cui operano sul mercato".Outlook internazionale: analisi degli investimenti imprenditoriali dei Family Office europei   Il Report contiene poi un’analisi degli investimenti imprenditoriali dei Family Office europei, basata su un dataset proprietario che copre il periodo 2000-2025, e offre una base empirica estesa per osservare le principali traiettorie di sviluppo del capitale privato in questo segmento. Nel periodo in esame, 617 Family Office con sede in Europa hanno realizzato 5.242 investimenti diretti, con un picco nel 2021-2022. Il ticket medio è di 47 milioni di euro, quello mediano di 5 milioni, segno che si tratta di tantissime operazioni piccole e solo alcune molto grandi. Oltre metà dei deal è seed o early stage, si investe prevalentemente in startup o scaleup molto giovani. Oltre un terzo degli investitori è concentrato tra Regno Unito e Germania, mentre l’Italia ne conta appena 24 (3,9%).Anche in Europa i Family Office intendono esercitare un’influenza, più che un controllo, e non si muovono quasi mai da soli: la quota mediana acquisita è del 25%, l’81% dei deal avviene in sindacato (negli ultimi anni con 7-8 coinvestitori in media, soprattutto fondi di venture capital indipendenti) e solo nell’8,5% dei casi sono i Family Office a guidare il round. Le imprese target hanno in mediana 4 anni e per il 36% operano nel settore IT: l’86,6% genera già ricavi, ma con margini ancora negativi."Dal punto di vista geografico, il quadro evidenzia una doppia concentrazione - spiegano Annalisa Croce e Vincenzo Butticè, docenti di Entrepreneurial Finance al Politecnico di Milano, che hanno collaborato alla ricerca -: da un lato, l’Europa si conferma come uno dei principali baricentri dell’attività dei Family Office, sia come mercato di investimento sia come polo di attrazione per nuovi entranti. Dall’altro, all’interno del continente, il fenomeno si concentra in pochi hub nazionali e urbani, con un ruolo dominante di Regno Unito, Germania, Francia e Svizzera e con città come Londra, Parigi, Monaco e Zurigo che agiscono come nodi centrali dell’ecosistema. Nel complesso, i risultati suggeriscono che i Family Office occupino oggi una posizione ibrida ma sempre più definita. Non sono assimilabili né al venture capital tradizionale né al private equity classico. La loro specificità risiede nella capacità di combinare pazienza del capitale, flessibilità strategica, ingresso spesso anticipato nelle traiettorie di crescita e partecipazione relazionale a sindacati complessi".Imprenditorialità nei Family Office: i risultati della survey 2026I Family Office italiani sono in larga maggioranza il prodotto di una storia d’impresa e portano nelle scelte di portafoglio il metodo con cui quella storia è stata costruita. Cercare valore dove si è in grado di incidere, assumere rischio in modo selettivo anziché diffuso, ragionare su orizzonti coerenti con la durata della proprietà: sono criteri che appartengono al fare impresa, prima ancora che alla gestione patrimoniale. Attraverso la Family Office Survey 2026 si è voluto verificare in che misura questa eredità si traduca in comportamenti d’investimento osservabili e a quali condizioni essa si trasmetta alle generazioni successive.La survey ha coinvolto 70 Family Office. Di questi, il 58,6% sono Single Family Office, per metà lombardi: nel 74,3% dei rispondenti, la storia d’impresa della famiglia guida le scelte d’investimento (per il 25,7% è addirittura determinante), ma nel 55,6% dei casi questi valori non sono formalizzati, si tramandano attraverso le persone, non con i processi. Tuttavia, quando la famiglia dà vita a nuove iniziative d’impresa il Family Office interviene prevalentemente in una posizione di presidio: il 40% dei rispondenti indica attività di advisory e supervisione finanziaria, mentre il 22,9% dichiara di non avere alcun coinvolgimento diretto. L’impresa nuova dunque resta affare della famiglia, il Family Office ne sorveglia le implicazioni patrimoniali.I Single Family Office fanno più investimenti diretti (buyout e successioni in 3 casi su 4), ma una volta entrati mantengono un ruolo solo finanziario in circa la metà delle situazioni. Il nodo arriva in uscita: la criticità più citata è il disallineamento tra coinvestitori (26,1%). I Multi-Family Office coprono invece un ruolo di intermediazione, fanno soprattutto da advisor alle famiglie e favoriscono in mediana 3 club deal l’anno: il private equity diretto vale solo per il 6,9% del loro portafoglio, contro il 18,5% di quello dei  Single Family Office (e il 53,7% di essi lo ha aumentato negli ultimi tre anni).
Fonte: Teleborsa