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Economia
48 minuti fa

Cnpr forum, commercialisti strategici nelle trasformazioni del Paese

(Teleborsa) - "In un momento in cui al centro dell'agenda politica ci sono lo sviluppo economico, il tema della produttività e della crescita dimensionale delle aziende che devono concorrere anche alla crescita salariale, ci deve essere un patto di corresponsabilità e di coesione, non formale ma vero, con chi rappresenta il mondo delle professioni". Lo ha dichiarato Chiara Tenerini, parlamentare di Forza Italia nella Commissione Lavoro a Montecitorio, nel corso del Cnpr forum speciale "Professionisti strategici nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese", promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca."I commercialisti rappresentano un ordine professionale che è un presidio fondamentale del Paese, una infrastruttura importantissima che ogni giorno affronta le problematiche di chi la produttività concorre a mantenerla - ha aggiunto - Non si può pensare di scrivere riforme e leggi che dovrebbero aiutare le energie positive del Paese chiusi nelle stanze dei ministeri ma devono essere fatte in un rapporto di sincera collaborazione dove ogni parte svolge ma la politica deve avere un ascolto attivo. Bisogna riuscire in qualche maniera a instaurare un rapporto fiduciario in cui lo Stato chiaramente detta una cornice di regole chiare, semplici, che non scoraggino la libera impresa".Sul ruolo dei professionisti nel processo di semplificazione si è espresso il senatore Mario Turco vicepresidente nazionale del M5s: "Il rapporto tra istituzioni e il mondo delle professioni, in particolar modo quello dei dottori commercialisti, è fondamentale per la competitività del nostro Paese e oggi abbiamo una grande necessità di crescita economica e qui il ruolo dei professionisti diventa determinante ai fini della semplificazione delle norme e per la loro applicazione. Purtroppo in Italia abbiamo tanta burocrazia che frena lo sviluppo economico e i dottori commercialisti possono fare tanto non solo sul piano fiscale ma anche sul piano amministrativo di semplificazione di tutti i rapporti con la PA. I giovani in Italia purtroppo occupano un ruolo marginale nell'azione politica di questo governo; abbiamo perso la grande occasione del PNRR dove, a differenza di altri paesi come Germania, Francia e Spagna che hanno destinato quasi il 10% delle risorse, noi non abbiamo superato neanche il 2,9 %. I giovani hanno necessità di stabilità del lavoro così come anche i nostri giovani commercialisti che sempre meno si avvicinano al mondo delle professioni in quanto vedono il mancato riconoscimento delle capacità intellettuali".Secondo Andrea De Bertoldi deputato della Lega in Commissione Finanze della Camera: "Occorre che le professioni abbiano un rapporto dialettico con la politica senza assumere un atteggiamento partigiano. Le libere professioni devono essere unite e rapportarsi con la politica, non con i singoli partiti: non devono avere una bandiera di parte, ma essere interlocutori trasversali, proprio perché corpi intermedi. Solo così i professionisti potranno fornire al legislatore e al governo proposte che non siano di una parte, ma nell'interesse di tutto il Paese. Nello specifico, occorre che la professione torni a essere appetibile per i giovani e, a tal fine, urge rivedere la norma sull'equo compenso e quella sulla responsabilità civile nei collegi sindacali. L'equo compenso dovrà estendersi a tutti i clienti dei professionisti, compresi gli appalti pubblici, e non restare una norma bandiera perlopiù inapplicata. Occorre inoltre intervenire sulla legge relativa alla responsabilità dei collegi sindacali, includendo i revisori e le società quotate, altrimenti resteremo sul terreno della propaganda e non su quello utile allo sviluppo della professione".A rivendicare l'azione dei commercialisti è Marco Cuchel, presidente dell'Associazione Nazionale Commercialisti: "Il ruolo delle professioni è fondamentale all'interno del sistema Paese non solo dal punto di vista economico ma anche giuridico e contabile. Quindi crediamo che sia importante avere la possibilità di un dialogo preventivo con le istituzioni, soprattutto quando ancora le leggi sono in fase di formazione, per il buon esito della norma che si dovrà andare ad applicare. Perché i professionisti vivono a contatto con il Paese, sono a contatto con la realtà vera e quindi possono capire bene quello che è l'impatto della norma che invece spesso rimane teorizzata e non applicata nella maniera adeguata. Quindi questo rapporto di sussidiarietà che già esiste del mondo delle professioni, in modo particolare dei commercialisti, rispetto alla pubblica amministrazione deve essere ancora più rafforzato a beneficio dell'intera collettività. Riteniamo invece che pensare a una disintermediazione, pensare ai professionisti come qualcosa che ostacola la crescita, sia anacronistico e fuori luogo perché il mondo delle professioni tanto può dare a questo Paese, tanto ha dato e ancora può fornire indicazioni importanti a beneficio dell'intera collettività".Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, alcune criticità sono state evidenziate da Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell'Odcec di Bari: "Con il PNRR il ruolo del revisore degli enti locali è diventato molto più delicato: non è più chiamato soltanto a verificare i conti, ma a vigilare sull'intero percorso dei progetti, dalla programmazione alla rendicontazione. Le responsabilità sono aumentate e i controlli della Corte dei conti sono sempre più rigorosi. Inoltre, il PNRR finanzia gli investimenti ma non la spesa corrente, costringendo gli amministratori a reperire nuove risorse per garantire la sostenibilità dei servizi e il rispetto degli equilibri di bilancio".Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto nazionale Esperti contabili: "Il legislatore continua a produrre nuove riforme senza coinvolgere adeguatamente i professionisti che operano sul campo. Il risultato è spesso la nascita di norme con criticità applicative e obiettivi non raggiunti, come dimostrano anche i numerosi decreti sulla semplificazione approvati negli ultimi anni. Per semplificare davvero occorre ascoltare gli operatori del settore e costruire procedure più chiare ed efficaci per cittadini e imprese. Solo attraverso un confronto preventivo con chi applica quotidianamente le norme sarà possibile realizzare interventi realmente utili e capaci di rispondere alle esigenze del Paese".
Fonte: Teleborsa