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31 minuti fa

Turismo italiano in crescita, ma resta elevato il rischio d'impresa

(Teleborsa) - Nei primi mesi del 2026 il turismo italiano ha consolidato il trend di crescita degli arrivi, sia sul fronte della domanda interna sia per la presenza internazionale, confermandosi tra le destinazioni più attrattive d’Europa. La crescita è accompagnata da un aumento del credito: tra aprile 2025 e marzo 2026, i finanziamenti concessi alle Società di Capitali del Turismo sono cresciuti di circa il 7% rispetto ai dodici mesi precedenti.Il settore continua tuttavia a presentare un profilo di rischio elevato. A fine 2025 il tasso di default delle Società di Capitali del Turismo si è attestato al 4,5%, sostanzialmente stabile rispetto al 4,6% dell’anno precedente, ma superiore al 3,3% della media nazionale. Anche i pagamenti commerciali evidenziano performance peggiori rispetto alla media italiana.Sono queste alcune delle evidenze dell’Osservatorio CRIF sulle Imprese di CRIF, che ha dedicato un focus al settore del Turismo, comprendente ristorazione, bar, strutture alberghiere e agenzie di viaggio."L’analisi del settore turistico restituisce una duplice fotografia. Da un lato emerge un comparto dinamico, che vede una domanda ancora in crescita e un incremento del credito erogato; dall’altro persistono elementi di fragilità sotto il profilo del rischio creditizio e commerciale, che continuano a mantenersi su livelli superiori alla media nazionale. Nonostante l’andamento favorevole registrato nei primi mesi del 2026, permangono le criticità strutturali del settore. A ciò si aggiunge un contesto internazionale caratterizzato da elevata incertezza e crescenti tensioni geopolitiche, fattori che stanno assumendo un peso sempre più rilevante nelle valutazioni del rischio di credito delle imprese. Guardando ai prossimi mesi, le previsioni indicano un ulteriore incremento dei tassi di default del comparto turistico entro fine anno, seppur con una crescita attesa più contenuta rispetto a quella prevista per il complesso delle imprese italiane", commenta Luca D’Amico, CEO di CRIF Ratings.Aumenta il credito alle imprese turisticheLe analisi di CRIF sul Sistema di Informazioni Creditizie EURISC evidenziano che, tra aprile 2025 e marzo 2026, gli importi dei finanziamenti erogati alle Società di Capitali del settore turistico sono aumentati di circa il 7%, in linea con la crescita registrata sul totale delle società di capitali italiane. L’andamento conferma il momento favorevole del comparto, le cui prospettive di crescita nel 2026 potrebbero continuare a sostenere la domanda di credito.La rischiosità creditizia si conferma elevata, con differenze tra i micro-settoriA fine 2025 il tasso di default delle società di capitali del turismo era pari al 4,5%, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma ancora superiore alla media nazionale del 3,3%.Tra i micro-settori, i servizi di ristorazione presentano il rischio più elevato, con un tasso di default del 5,6%, seppure in lieve miglioramento rispetto al 2024 (-0,2 punti percentuali).Performance peggiori della media anche nei pagamenti commercialiSecondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS, a giugno 2026 solo il 23,4% delle imprese turistiche pagava puntualmente i propri fornitori, contro il 42% della media nazionale. Il 19,1% registrava ritardi superiori a 30 giorni, rispetto al 12,6% nazionale, mentre il 6,5% superava i 90 giorni, contro il 4,4% della media italiana.La situazione più critica riguarda la ristorazione: il 78,4% delle imprese registra ritardi nei pagamenti, contro il 67,3% dei servizi di alloggio e il 65,8% delle agenzie di viaggio. I ritardi oltre 90 giorni interessano il 7,1% delle imprese della ristorazione, il 4,8% delle agenzie di viaggio e il 2,8% delle strutture ricettive.I fattori di rischio geopolitico nel TurismoIl Geopolitical Risk Index di CRIF Ratings colloca il Turismo nella fascia di rischio medio. Tra i principali fattori di esposizione figurano la dipendenza dai trasporti, i costi energetici, la filiera agroalimentare e le relazioni con i mercati internazionali.Particolare attenzione riguarda il trasporto aereo: le tensioni internazionali possono incidere su carburante, rotte, assicurazioni e operatività dei vettori, con possibili ripercussioni sui flussi internazionali. Anche l’aumento dei costi energetici può comprimere i margini delle imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni. La filiera agroalimentare rappresenta un ulteriore elemento di vulnerabilità, in particolare per la ristorazione.Lo scenario delle imprese italiane del turismoIl turismo italiano comprende circa 417mila imprese: 324mila operano nella ristorazione, 76mila nei servizi di alloggio e 17mila nelle agenzie di viaggio.Le Ditte Individuali rappresentano il 44% del comparto, seguite dalle Società di Capitali (33%) e dalle Società di Persone (22%). Il 36% delle imprese è concentrato nel Mezzogiorno e nelle Isole. A livello regionale, la Lombardia è al primo posto con il 13%, seguita da Lazio (11,5%) e Campania (10,3%).
Fonte: Teleborsa