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BCE, de Guindos: Area Euro esposta a shock futuri, rafforzare integrazione

(Teleborsa) - "L'economia globale sta attraversando un periodo di profonda trasformazione e di crescente incertezza". E' quanto affermato dal vice Presidente della BCE Luis de Guindos, intervenendo sulla politica monetaria e sulla stabilità finanziaria dell'Eurozona, in occasione delola 16esima edizione dell'Investor Day in Spagna."L'anno appena trascorso ha portato con sé importanti cambiamenti nel contesto economico internazionale, - ha ricordato il numero due dell'Eurotower -  trainati da significativi cambiamenti nella politica statunitense e dall'erosione del sistema multilaterale basato su regole che da tempo sostiene il commercio globale e le relazioni internazionali"."Questi sviluppi hanno avuto implicazioni tangibili per l'attività economica e la stabilità finanziaria nell'Area Euro", ha sottolineato de Guindos, citando l'impatto sui investimenti ed esportazioni, sul risparmio delle famiglie e sulla crescita dell'economia. "I rischi per la stabilità finanziaria rimangono elevati - afferma - poiché le valutazioni sono elevate in mercati finanziari sempre più concentrati, i soggetti non bancari mostrano vulnerabilità in termini di liquidità e leva finanziaria e aumentano le interconnessioni con le banche, mentre i mercati privati ??in crescita rimangono opachi".A proposito della politica monetaria, de Guindos ha confermato che "l'inflazione rimane su livelli positivi: dopo aver oscillato in un intervallo ristretto dalla primavera, a dicembre si è attestata al 2%" ed anche "l'inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari, è anch'essa leggermente diminuita". "La nostra valutazione più recente riconferma che l'inflazione dovrebbe stabilizzarsi all'obiettivo del 2% nel medio termine". Quanto alla crescita, il banchiere ha evidenziato che "nonostante il contesto difficile, l'attività economica ha mostrato una buona tenuta", trainata dal settore dei servizi e da "consumi e investimenti più forti".Parlando dei fattori di rischio, de Guindos ha sottolineato che "l'Area Euro è esposta a shock e vulnerabilità esterne derivanti dagli sviluppi geopolitici e commerciali". Il banchiere ha poi avvertito che "l'elevata incertezza del contesto globale non sembra riflettersi negli attuali prezzi di mercato" e che "sorprese negative – come una nuova escalation delle tensioni commerciali o di altro tipo, battute d'arresto nei progressi dell'intelligenza artificiale con aggiustamenti dei prezzi delle attività o crescenti dubbi sulla credibilità fiscale degli Stati Uniti – potrebbero innescare bruschi cambiamenti nel sentiment, con ricadute su diverse classi di attività e aree geografiche"."Il rischio geopolitico aumenta notevolmente i rischi al ribasso per la crescita", spiega il vice Presidente della BCE", aggiungendo che "i paesi più dipendenti dal commercio, o gravati da livelli più elevati di debito pubblico, sono maggiormente a rischio". "Sul fronte finanziario, l'accresciuta incertezza potrebbe comportare premi di rischio più elevati, condizioni di prestito più restrittive e una crescita più debole dei prestiti. Mentre i mercati finanziari sembrano scontare risultati molto positivi e minimizzare i rischi estremi, i flussi di beni rifugio nell'oro hanno spinto i prezzi a livelli record", afferma de Guindos, prospettando la possibilità di "bruschi aggiustamenti" dei mercati azionari, ripercussioni sul mercato del credito causate dalle interconnessioni fra banche e settore non bancario e possibili "tensioni nei mercati obbligazionari" causate da preoccupazioni per la credibilità fiscale degli Stati Uniti e di altre economie europee.In conclusione, de Guindos ha delineato quali sono le "sfide future dell'UE" in questo contesto macrofinanziario incerto, indicando la necessità di "preservare la resilienza delle banche", rafforzare la vigilanza e la regolamentazione in una prospettiva macroprudenziale e rispondere alle crescenti sfide geopolitiche attraverso "una cooperazione più forte e una più profonda integrazione all'interno dell'Europa". "Per rafforzare le prospettive di crescita dell'Europa e ridurre la sua vulnerabilità agli shock futuri, abbiamo bisogno di più Europa, non di meno", ha concluso.
Fonte: Teleborsa