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1 ore fa

Eurozona, a giugno indice PMI composito si stabilizza a 50 punti

(Teleborsa) - Dopo due mesi di moderato declino, i dati S&P Global PMI segnalano una stabilizzazione dell'economia dell'eurozona a fine secondo trimestre. L'indice destagionalizzato PMI della Produzione Composita – media ponderata tra manifattura e terziario – è salito a 50 punti a giugno, dal 48,5 di maggio, il valore più alto degli ultimi tre mesi e la prima uscita dal territorio di contrazione da marzo. Il risultato è dovuto alla crescita della manifattura, che ha compensato un calo più lento del terziario, il cui indice si è attestato a 49,4 punti (dai 47,7 di maggio), comunque in territorio di contrazione per il terzo mese consecutivo ma ai massimi da marzo.A sostenere l'uscita dalla contrazione sono state le economie di Italia, Spagna e Irlanda, mentre Germania e Francia restano in territorio negativo, seppure con tassi di declino rallentati rispetto a maggio: la produzione del settore privato tedesco ha registrato un calo solo marginale. Il flusso di nuovi ordini è diminuito per il quarto mese consecutivo, ma con la contrazione più lenta della sequenza. L'occupazione è rimasta sostanzialmente stabile, in miglioramento rispetto a maggio, quando gli organici del settore privato erano scesi al ritmo più rapido in cinque anni e mezzo.Il dato più rilevante riguarda l'inflazione dei costi: quella del settore terziario ha segnato il calo più marcato dall'inizio della rilevazione nel 1998, con la sola eccezione del periodo dei lockdown pandemici del 2020. I prezzi d'acquisto compositi, pur ancora in aumento a un ritmo superiore alla media storica, hanno registrato l'incremento più debole degli ultimi quattro mesi."Il rallentamento registrato a giugno della contrazione dell'attività del settore terziario dell'eurozona è una buona notizia e, insieme alla crescita manifatturiera, ha fatto in modo che l'economia composita raggiungesse più ampiamente una stabilizzazione dopo due mesi di calo della produzione – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence –. Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, il freno principale alla crescita economica è stato l'attenuamento della domanda da parte dei consumatori causata dalle impennate dei costi energetici, ma queste pressioni inflazionistiche hanno mostrato a giugno segnali di forte rallentamento", ha aggiunto, sottolineando che questi valori "hanno contribuito a sostenere la ripresa della crescita dell'attività terziaria in alcuni dei settori colpiti più duramente dalla guerra, soprattutto quello relativo al tempo libero ed al turismo".(Foto: Mika Baumeister on Unsplash)
Fonte: Teleborsa