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56 minuti fa

ETF, raccolta sostenuta anche nel secondo trimestre 113,6 miliardi euro

(Teleborsa) - Il mercato degli ETF conferma una forte crescita, a testimoniare il sempre maggior interesse degli investitori per questa categoria di prodotto. Secondo l'ultimo report Amundi, nel secondo trimestre, la raccolta netta degli ETF domiciliati in Europa (UCITS) è stata pari a 113,6 miliardi di euro, in aumento dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025.Il secondo trimestre ha inoltre superato i 105,8 miliardi di euro di afflussi del primo trimestre di quest’anno, evidenziando un pronto recupero dopo la fase di volatilità e di sell-off innescata a marzo dallo scoppio della guerra in Medio Oriente. Nello specifico, la raccolta netta di giugno si è attestata a 40,5 miliardi di euro e segna una accelerazione rispetto ai 36,2 miliardi di aprile ed ai 36,9 miliardi di maggio. Il trimestre è stato caratterizzato da una chiara rotazione all’interno delle varie asset class. Per quanto concerne l'azionario, che complessivamente ha registrato una raccolta netta pari a 83,9 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il primo trimestre e nettamente superiore ai 45,1 miliardi del secondo trimestre del 2025,  i flussi verso le strategie azionarie USA hanno raggiunto i 26 miliardi di euro rispetto agli 8,2 miliardi del primo trimestre. L’allocazione regionale più significativa del trimestre è arrivata, ancora una volta, dalle esposizioni azionarie globali (all-country world), con circa 34,3 miliardi di euro, mentre le azioni dei mercati emergenti (EM) hanno registrato un ritmo più lento e le azioni europee hanno registrato deflussi. I flussi settoriali del trimestre hanno messo in evidenza un forte spostamento verso il settore IT con 5,5 miliardi di euro di afflussi e verso il settore industriale con 2,7 miliardi di euro di afflussi, mentre la domanda è risultata più debole per i comparti più difensivi come utilities e healthcareNel reddito fisso, che complessivamenrte registra afflussi per circa 29,5 miliardi di euro, superiori ai 19,5 miliardi di euro del primo trimestre ed ai 18,3 miliardi di euro del secondo trimestre del 2025, gli investitori hanno privilegiato i titoli di Stato, che nel trimestre hanno raccolto 11,5 miliardi di euro. Tuttavia, nel periodo si è osservata anche una maggiore allocazione nel credito corporate investment grade (IG), che ha registrato una raccolta netta pari a 6,9 miliardi di euro nel secondo trimestre, in aumento rispetto agli 1,8 miliardi del primo trimestre. Nel debito sovrano europeo, gli investitori si sono concentrati sulle esposizioni a tutte le scadenze, con flussi in entrata pari a 3,2 miliardi di euro, e si sono allontanati dal debito a brevissimo termine, che nel secondo trimestre ha registrato deflussi dopo aver raccolto 935 milioni di euro nel primo trimestre. Il debito sovrano statunitense ha seguito un percorso diverso, con gli investitori che hanno continuato a preferire la duration ultra-short, che ha registrato una raccolta netta pari a 1,9 miliardi di euro, in un contesto di cautela per i timori legati al percorso della Federal Reserve e all’inflazione statunitense.Per quanto concerne invece il comparto ESG, Nel corso del 2026 si sono registrati afflussi record. La raccolta netta si è attestata a oltre 21 miliardi di euro sia nel primo che nel secondo trimestre, per un totale semestrale di quasi 43 miliardi di euro: più del triplo rispetto al primo semestre del 2025. Nel secondo trimestre 2026, le strategie azionarie hanno rappresentato due terzi della raccolta, mentre il reddito fisso ha contribuito per la parte restante.
Fonte: Teleborsa