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Energia
46 minuti fa
Carburanti, Eni taglia prezzo listino a 2,19 euro
(Teleborsa) - L'Eni ha tagliato il prezzo del gasolio consigliato ai distributori, disponendo una riduzione di 2 centesimi e portando il prezzo di listino a 2,19 euro al litro, stesso livello del primo price cap comunicato il 25 settembre, dai 2,21 euro al litro precedenti. Il tetto massimo al prezzo, tuttavia, rimane ufficialmente a 2,25 euro. Frattanto, l'ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana indica un prezzo medio nazionale di 2,035 euro per la benzina (-2 millesimi rispetto a ieri) e 2,258 euro gasolio (-3 millesimi, mentre sulla rete autostradale il prezzo medio è pari a 2,046 euro per la benzina (-2 millesimi) e 2,281 euro per il gasolio (-6 millesimi).Raffinazione pronta ad aumentare la produzioneIl settore della raffinazione, in occasione di un tavolo al Mimit, ha risposto positivamente alle richieste dei Ministri Adolfo Urso (Mimit) e Gilberto Pichetto Fratin (Mase), manifestando la disponibilità a verificare i margini per ulteriori incrementi della produzione tecnicamente realizzabili. Una verifica che discenderebbe da una valutazione impianto per impianto che tenga conto delle caratteristiche operative dei singoli siti e del quadro ambientale e normativo vigente.Nel dettaglio, l'Unem (Unione Energie per la Mobilità), che riunisce le principali imprese del settore, ha evidenziato che ulteriori incrementi della produzione potrebbero essere favoriti anche da eventuali modifiche, a livello europeo, alle specifiche tecniche dei prodotti, purché tecnicamente e ambientalmente percorribili.Italia autosufficiente tranne per Jet fuelLe raffinerie italiane dispongono attualmente di una capacità di circa 83,3 milioni di tonnellate all’anno. Nel 2026, il tasso medio di utilizzo è stato stimato da Unem intorno all’80%, con un picco dell’86% registrato nel mese di agosto. L’Italia è oggi, infatti, tra i Paesi europei che mantengono una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di carburanti come benzina e gasolio. Per il jet fuel permane invece un significativo deficit produttivo, nonostante nel 2026 la produzione sia aumentata di circa il 30%. In questo quadro, il sistema industriale nazionale potrebbe contribuire a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti non solo dell’Italia, ma anche dell’Europa.Serve nuovo approccio strategico della UE"La raffinazione richiede investimenti rilevanti e programmati nel lungo periodo, soprattutto per accompagnare un processo di decarbonizzazione europeo che non può comunque prescindere dai carburanti liquidi e gassosi", ha sottolineato il Presidente dell'Unem Gianni Murano, aggiungendo che "il 20% della capacità produttiva persa in Europa negli ultimi anni 15 anni non può essere ricostruita in pochi mesi, ed è diventata cruciale una strategia energetica europea che riconosca il valore essenziale delle raffinerie e individui strumenti adeguati in grado di migliorarne la resa produttiva e preservarne la capacità operativa".
Fonte: Teleborsa