Breaking News

Economia
1 ore fa

Antiriciclaggio: 90.200 segnalazioni in primo semestre anno, nasce piattaforma italiana di due diligence

(Teleborsa) - Nel primo semestre 2026 l"Unità di informazione finanziaria per l"Italia ha ricevuto 90.200 segnalazioni di operazioni sospette, in crescita dell"11,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, per un controvalore complessivo di circa 61 miliardi di euro, di cui quasi 55 riferiti a operazioni già eseguite. I dati sono contenuti nel quaderno statistico diffuso dalla UIF nel luglio 2026. È in questo contesto che si colloca il lancio di DeepSearch Intelligence, piattaforma per l"analisi di persone, società e relazioni economiche annunciata il 30 ottobre da DeepSearch Intelligence. Le segnalazioni si distribuiscono fra categorie diverse di segnalanti. Banche e Poste ne hanno trasmesse 55.653, il 61,7 per cento del totale, in aumento rispetto al primo semestre del 2025; i soggetti non finanziari e gli uffici della pubblica amministrazione 17.809, il 19,7per cento, anch"essi in aumento; gli altri intermediari e operatori finanziari 16.738, pari al 18,6 per cento.Una parte della direttiva antiriciclaggio europea 2024/1640 è già stata recepita in Italia, entro il termine del 10 luglio 2026 fissato per le disposizioni sui registri dei titolari effettivi. Il decreto legislativo 10 giugno 2026 n. 122, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio2026 ed entrato in vigore il 23 luglio, recepisce gli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva e ridefinisce l’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva contenute nel Registro delle imprese. Il decreto introduce nel decreto legislativo 231 del 2007 gli articoli da 21-bis a 21- septies, che disciplinano separatamente l’accesso delle autorità, dei soggetti obbligati e di chi vanta un legittimo interesse: i soggetti obbligati vi accedono previo accreditamento e ai soli fini dell’adeguata verifica della clientela, con l’obbligo di segnalare alla Camera dicommercio competente le incongruenze riscontrate, e la consultazione non li esonera dalla valutazione del rischio.DeepSearch Intelligence è un ambiente software accessibile come servizio, che secondo la società riunisce fonti informative di origine diversa, dai registri societari alle liste sanzionatorie, dagli archivi legali alle fonti aperte e ai provider commerciali, e ne mette inrelazione i contenuti. Il percorso di analisi parte da un nome, da una società o da un identificativo, interroga le fonti attivate, normalizza i dati, distingue i casi di omonimia e correla persone, società, partecipazioni ed eventi; i risultati sono restituiti attraverso schede,mappe, grafi e indicatori."Le decisioni difficili non nascono dalla mancanza di dati, ma dalla difficoltà di riconoscere le relazioni che danno significato ai dati", afferma Salvatore Piccinni, CEO di DeepSearch Intelligence, con oltre venticinque anni di esperienza nella corporate intelligence, nella due diligence, nello strategic risk e nella fraud prevention."DeepSearch nasce dall"esperienza maturata sul campo nell"analisi di controparti, strutture societarie e scenari complessi", prosegue Piccinni. La piattaforma si articola in dodici moduli attivabili separatamente, dedicati fra l"altro alla ricostruzione delle catene proprietarie e dei titolari effettivi, alla correlazione fra persone politicamente esposte, liste sanzionatorie e notizie di stampa sfavorevoli, alla riconciliazione delle identità e all"analisi delle connessioni dirette e indirette, al monitoraggio delle variazioni societarie e reputazionali."Abbiamo trasformato questo patrimonio di competenze in una piattaforma tecnologica scalabile, progettata non come un altro database, ma come un"infrastruttura di Decision & Network Intelligence", afferma il CEO. Sulla scala delle informazioni disponibili la società dichiara oltre 400 milioni fra aziende ed entità analizzabili, 1,5 miliardi di relazioni di proprietà, 156 milioni di titolari effettivi, 183 milioni di azionisti e 132 milioni fra brevetti e diritti di proprietà intellettuale. La stessa società precisa che profondità, aggiornamento e disponibilità delle informazioni dipendono dalla fonte, dal Paese, dalla configurazione e dal soggetto analizzato.La piattaforma, prosegue il CEO, è "capace di integrare fonti eterogenee, collegare entità e relazioni e restituire un contesto strutturato a supporto delle decisioni". I destinatari indicati sono banche e intermediari, studi legali, fondi e family office, assicurazioni e gruppi industriali, insieme alle funzioni aziendali di compliance, legale, gestione del rischio, contrasto ai reati finanziari, revisione interna, sicurezza, acquisti e direzione finanziaria.L'architettura, descritta dalla società come pensata per contesti regolamentati, utilizza fonti pubbliche, registri ufficiali, informazioni di stampa e provider autorizzati o contrattualizzati, prevede la tracciabilità degli accessi secondo la configurazione adottata e impiega componenti di intelligenza artificiale con funzione ausiliaria per la ricerca, la classificazione e la correlazione. Gli output, precisa la società, non costituiscono decisioni automatizzate, certificazioni o valutazioni legali e sono sottoposti a revisione professionale. "La tecnologia assiste il professionista e ne amplifica la capacità di analisi, mantenendo il giudizio umano al centro del processo decisionale", afferma Piccinni.Secondo quanto riferito dalla società la tecnologia è già sviluppata e operativa ed è attualmente impiegata nell’ambito di servizi professionali di intelligence e risk analysis, mentre il modello di commercializzazione come servizio autonomo rivolto al mercatoenterprise è in corso di sviluppo. La piattaforma è disponibile per dimostrazioni personalizzate e per verifiche di valore su casi reali e autorizzati, finalizzate a valutarne l’adozione nei processi di due diligence, compliance e gestione del rischio delle controparti.
Fonte: Teleborsa