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Economia
58 minuti fa
Terziario avanzato vale 151 miliardi: +30% in due anni
(Teleborsa) - Le imprese che operano nei servizi a capitale intellettuale hanno generato nel 2023 un giro d’affari di 151,3 miliardi di euro e un valore aggiunto di 77,1 miliardi, pari al 3,6% del PIL. Sono i numeri diffusi oggi da Confindustria PROM, Federazione che rappresenta le aziende del terziario avanzato, che ha rielaborato gli ultimi dati Istat disponibili nell’ambito di un lavoro di ricerca condotto congiuntamente al CNEL.L’industria dei servizi ad alta specializzazione – che comprende consulenza e management, ingegneria e architettura, servizi legali, contabili e comunicazione – in due anni è cresciuta del 29,8% (nel 2021 generava 116,5 miliardi di fatturato e 61,3 miliardi di valore aggiunto) con incrementi superiori al 40% negli studi di ingegneria (+44,2%), nella consulenza imprenditoriale e gestionale (+44,2%) e negli studi di architettura (+42,7%). Crescono a ritmi sostenuti anche le altre attività di consulenza e professionali (+36,1%) e le agenzie pubblicitarie (+27%).Inoltre, il comparto ‘head made’ registra uno sviluppo più rapido sia dell’industria che del resto dei servizi complessivamente considerati: secondo il Quaderno del CNEL sul terziario italiano, infatti, tra il 2019 e il 2025 il valore aggiunto delle attività professionali, scientifiche e tecniche è aumentato del 33,6%, a fronte del 10,3% registrato dall’industria e del 6% del complesso dei servizi. Il settore si sviluppa anche sotto il profilo occupazionale, poiché tra il 2015 e il 2023 gli addetti dei servizi ad alta intensità di conoscenza sono aumentati del 25,6%, contro il 6,9% della manifattura, con la quota sul totale degli occupati salita dal 18,5% del 2001 al 25,7% del 2023, a dimostrazione del maggior peso conquistato nell’economia.In trent'anni il lavoro nelle attività professionali è raddoppiato, da 1 a 2 milioni di posti a tempo pieno, di cui 345mila creati dal 2019 ad oggi. Tra il 2019 e il 2025 è cresciuta inoltre la produttività, giacché il valore aggiunto per unità di lavoro delle attività professionali è salito del 10,5%, mentre quello dell’industria è rimasto sostanzialmente fermo (+0,5%) e quello del complesso dei servizi è diminuito dello 0,3%. “Il settore considerato nel suo complesso è la seconda filiera del Paese e, se proiettiamo al 2025 la crescita registrata tra il 2021 e il 2023, genera quasi 200 miliardi di fatturato e quasi 100 miliardi di valore aggiunto, cioè più del 4% del PIL – dice Luigi Riva, Presidente di Confindustria PROM –. È composto da una variegata realtà di imprese, piccole, medie e grandi, le quali devono tutte affrontare gli stessi problemi, che vanno dalla questione dimensionale alle sfide tecnologiche, dai nodi legati alla produttività fino alla difficoltà ad assumere talenti, che per le aziende che lavorano nel terziario avanzato è il problema più grande, dal momento che i profili necessari per queste imprese sono quasi esclusivamente laureati. Purtroppo, come emerge dal Quaderno del CNEL, in Italia ha un titolo terziario meno di un terzo dei 25-34enni, circa 14 punti sotto la media UE; il che ci posiziona penultimi su 28 Paesi”.Lo studio del CNEL conferma il peso di questi nodi: nelle attività professionali il 72,8% degli addetti lavora in microimprese, contro il 51% della media europea e il 34,1% della Germania, mentre nella consulenza gestionale e negli studi di ingegneria e architettura oltre il 60% degli occupati è laureato, a fronte di una media nazionale del 25,5%. In particolare, nelle attività professionali le imprese a controllo estero sono lo 0,3% del totale, ma realizzano il 16,9% del fatturato, a dimostrazione che una maggiore dimensione può generare vantaggio competitivo.Analizzando nel dettaglio i dati Istat per codice ATECO, il comparto più ampio è quello degli studi di ingegneria e degli altri studi tecnici, che nel 2023 ha raggiunto 28,4 miliardi di fatturato, seguito dalla consulenza imprenditoriale e gestionale (28,3 miliardi), dalle attività di contabilità, revisione e consulenza fiscale e del lavoro (22,5 miliardi) e dagli studi legali e notarili (19,6 miliardi). Seguono le altre attività di consulenza e professionali (16 miliardi), le agenzie pubblicitarie (10,2 miliardi), il design specializzato (5,8 miliardi) e gli studi di architettura (5,7 miliardi).
Fonte: Teleborsa