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1 ore fa

Banche europee, Barclays resta positiva nonostante timori stagflazione. BPER tra preferite

(Teleborsa) - Da fine febbraio, le banche europee sono state il settore con le peggiori performance, in calo di circa l'11% rispetto a un calo di circa il 7% del mercato più ampio. Lo fa notare Barclays in una ricerca sul tema, ritenendo che questo sell-off sia principalmente guidato dal posizionamento e da fattori macroeconomici piuttosto che dal rischio sugli utili, riflettendo l'accresciuta incertezza geopolitica, la crescente volatilità e le prese di profitto in un settore ciclico e ben gestito. L'esposizione diretta al Medio Oriente è limitata (circa l'1% dei prestiti in media) e gli attuali movimenti dei prezzi delle azioni appaiono scollegati dalla generazione di utili sottostanti del settore.Secondo gli analisti, i risultati del quarto trimestre del 2025 confermano la resilienza degli utili del settore, con un andamento positivo degli utili per azione (EPS) che continua e ulteriori rialzi del consensus da inizio anno. La generazione di ricavi rimane solida, il controllo dei costi è sostanzialmente intatto e la qualità degli asset regge, lasciando un margine di ribasso limitato sugli utili nel breve termine."Sebbene i rischi macroeconomici siano aumentati, non vediamo ancora segnali di un deterioramento significativo che possa compromettere le attuali aspettative sugli utili - si legge nella ricerca - Dai movimenti di mercato finora osservati, osserviamo un mix di fattori positivi (aspettative di tassi più elevati da parte della BCE, maggiore volatilità a supporto dei ricavi da negoziazione) e negativi (un'inflazione più elevata avrebbe una pressione sui costi, un PIL più basso avrebbe una pressione sugli accantonamenti, una curva dei tassi più piatta non è utile al margine di interesse), il che nel complesso ci porta a ritenere che sia improbabile che l'utile per azione (EPS) subisca variazioni significative in entrambi i casi, allo stato attuale delle cose. Se il conflitto dovesse intensificarsi ulteriormente e/o durare per trimestri o più, l'impatto sugli utili potrebbe potenzialmente diventare più negativo".Barclays evidenzia anche che i recenti obiettivi pluriennali presentati dalle banche europee rafforzano una narrativa costruttiva a medio termine: crescita dei ricavi mid-single-digit, continui guadagni di efficienza e RoTE strutturalmente più elevati, spesso high teens o oltre. "Fondamentalmente, questi piani non si basano su ulteriori aumenti dei tassi, ma sul self-help, sulla leva operativa e su un'allocazione disciplinata del capitale", viene sottolineato, ritenendo che anche i bilanci siano nella loro posizione più solida di sempre, con elevati coefficienti CET1, bassi NPL e ampia liquidità che forniscono resilienza all'aumentare dell'incertezza macroeconomica.Il settore ha subito un de-rating significativo, con le banche europee che ora vengono scambiate a circa 8,8x il rapporto prezzo/utili forward, al di sotto della media di lungo termine di 9,0x e con uno sconto maggiore rispetto al mercato (37% rispetto alla media di lungo termine del 30%). A meno che non si verifichi un'ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente e conseguenti rischi di stagflazione, che non rappresentano lo scenario di base, Barclays ritiene che gran parte delle cattive notizie sia già presente nel prezzo (soprattutto in termini relativi), mentre il potenziale di rialzo permarrà se i timori macroeconomici si stabilizzeranno. In questo contesto, la banca d'affari preferisce l'esposizione a banche che offrono una combinazione di crescita, credibilità nel self-help e una distribuzione del capitale interessante, pur mantenendo un approccio selettivo data la crescente dispersione tra i titoli. Barclays continua quindi a privilegiare Lloyds, BPER, Santander, SocGen, ABN, Erste, Deutsche Bank. Se il conflitto dovesse intensificarsi ulteriormente, le seguenti banche sarebbero più resilienti, grazie a un maggiore orientamento al mercato interno, un maggiore indebitamento netto e/o solide franchigie: Lloyds, AIB, KBC, CaixaBank, BPER, DNB (esposta al petrolio).
Fonte: Teleborsa