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Economia
59 minuti fa
Mezzogiorno ancora al top nel 2026 con picco investimenti PNRR
(Teleborsa) - Il Mezzogiorno crescerà più del resto del Paese anche nel 2026, con un PIL stimato in aumento dello 0,8%, superiore al +0,7% del Centro-Nord. Dal 2027, però, la tendenza si invertirà di nuovo a causa del venir meno degli investimenti del PNRR: il PIL meridionale rallenterà a +0,4%, mentre il Centro-Nord salirà a +0,5%. L’inflazione, stimata al 2,7% nel 2026, e la debolezza dei consumi e delle esportazioni tratteggiano un quadro caratterizzato da una ripresa ancora fragile e fortemente condizionata dal contesto internazionale e dalle politiche pubbliche.E' quanto emerge dall'aggiornamento delle previsioni triennali di SVIMEZ, secondo cui la performance positiva al Sud è giustificata dal picco degli investimenti del PNRR nel 2026, pari a 9,3 miliardi nel Mezzogiorno, mentre il progressivo venir meno delle misure straordinarie dal 2027 ridurrà il ritmo di crescita.Domanda sostenuta da investimenti La dinamica degli investimenti pubblici rappresenta la componente più vivace della domanda, mentre consumi ed esportazioni restano deboli. La spesa delle famiglie, penalizzata dall’inflazione (2,7% in Italia e Centro-Nord, 2,6% al Sud), crescerà solo dello 0,8% nel Mezzogiorno e dello 0,9% nel Centro-Nord. In particolare, la componente dei consumi di beni risente maggiormente dell’aumento dei prezzi, mentre la spesa in servizi si dimostra più resiliente. L’effetto trainante degli investimenti pubblici si riflette soprattutto nel settore delle costruzioni: nel Sud la crescita raggiungerà il +6,2%, il doppio rispetto al 2025, mentre nel Centro-Nord si attesterà al +4,6%.Il cambio di passo nel 2027 (PIL nazionale +0,5%, Sud a +0,4% e Centro-Nord a +0,5%) è giustificato dal progressivo décalage delle misure PNRR, che nel Mezzogiorno fa perdere slancio al processo di accumulazione. Anche se il reddito disponibile delle famiglie continuerà a crescere più dell’inflazione, il potere d’acquisto resterà frenato dalla debolezza delle retribuzioni unitarie e dalla lentezza del processo disinflattivo, più marcato nel Sud. La variazione della spesa delle famiglie meridionali oltrepassa di poco il mezzo punto percentuale, staccandosi dal profilo temporale più sostenuto dei consumi del Centro-Nord.Tensioni internazionali generalo incertezzaLe tensioni internazionali, in particolare nel Golfo Persico, continuano a generare incertezza, influenzando i prezzi energetici e la dinamica delle esportazioni. Nel 2026, la crescita delle vendite all’estero rallenterà a +1,6% nel Centro-Nord e a +0,7% nel Sud. L’ipotesi di una graduale normalizzazione dei traffici marittimi nello stretto di Hormuz ha favorito una parziale discesa delle quotazioni del petrolio, ma la volatilità resta elevata, come dimostrato dai picchi di questi giorni.Finanza pubblica improntata alla disciplina Il quadro di finanza pubblica per il triennio 2026-2028 è improntato alla prudenza, con l’obiettivo di riportare il deficit entro il 3% dal 2026. L’eccezione è rappresentata dagli investimenti, che si mantengono su livelli storicamente elevati: nel periodo pre-Covid, gli investimenti pubblici erano circa la metà di quelli previsti ora. Questa inversione di tendenza è fondamentale per il rilancio delle condizioni d’offerta, soprattutto nel Mezzogiorno, dove anni di disinvestimento hanno inciso negativamente sulla dotazione infrastrutturale e sulla produttività.Un'analisi di SVIMEZ mette in luce anche la differenza tra gli effetti di breve periodo del Superbonus e quelli strutturali del PNRR. Mentre il Superbonus ha generato un classico effetto keynesiano, con una spinta temporanea agli investimenti residenziali e al PIL, il PNRR produce una legacy positiva e duratura, migliorando le condizioni d’offerta e la produttività, soprattutto nei servizi di mercato. Un impatto strutturale che dipende sia dall’incremento di infrastrutture sia dalla de-burocratizzazione e accorciamento dell'iter amministrativo per la realizzazione delle opere pubbliche.Effetti positivi su capitale e produttivitàLe stime SVIME mostrano anche che gli investimenti del PNRR hanno determinato un aumento dello stock di capitale e della produttività oraria, con effetti positivi che si protrarranno anche oltre il periodo di previsione. Tuttavia, il sostegno del PNRR non è sufficiente a "staccare" la crescita dallo "zero virgola" dei primi due decenni del millennio, ma pone il sentiero di sviluppo su un livello più elevato, e soprattutto evitando un nuovo ampliamento del divario territoriale.
Fonte: Teleborsa