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1 ore fa
"Salute, una conquista da difendere": i numeri nel report Istat
(Teleborsa) - Negli ultimi 30 anni la quota di persone che si dichiara in cattiva salute 6 è diminuita dall’8% nel 1995 al 5,5% nel 2025, e si è più che dimezzata (dal 9,8 al 4,5%) in termini standardizzati, correggendo cioè per l’effetto dell’invecchiamento. E' quanto emerge dal report Istat "La salute: una conquista da difendere" nel quale si sottolinea che la prevalenza delle persone in cattiva salute cresce con l’età, in particolare tra le donne, ma sono proprio le fasce più anziane ad avere registrato i miglioramenti più significativi: nel 2025 ha dichiarato di stare male o molto male quasi il 28% delle donne di 85 anni e più, tra le quali la quotaunIl report rileva anche che nel 2020 la pandemia da Covid-19 ha fatto risalire la mortalità per malattie infettive al 12,4% dei decessi, scesa poi al 5,0% nel 2023. La mortalità per le malattie respiratorie e dell’apparato digerente si è anch’essa ridotta in maniera formidabile dalla fine dell’800 a oggi: da 5-600 a 60-70 decessi ogni 100mila abitanti le prime, e da circa 400 a 40 le seconde. La diminuzione dei decessi per queste cause ha contribuito a far scendere la mortalità generale fino a circa mille decessi ogni 100mila abitanti all’inizio degli anni Cinquanta, un livello rimasto sostanzialmente stabile fino a oggi, nonostante l’invecchiamento della popolazione. Con l’aumento della longevità, sono invece cresciute le malattie cronico-degenerative: i tumori sono passati dal 2–3% dei decessi alla fine del XIX secolo al 26,3% nel 2023, e le malattie cardiovascolari dal 6–8% al 30%, diventando dalla seconda metà del Novecento la principale causa di morte
Fonte: Teleborsa