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45 minuti fa

Eurozona, la crescita rallenta ai minimi da quattro mesi

(Teleborsa) - All’inizio del quarto trimestre, i dati raccolti durante l’indagine PMI S&P Global di ottobre hanno segnalato un rallentamento della crescita economica nell’eurozona. La ricezione di nuovi ordini ha quasi segnato uno stallo con l’inflazione dei prezzi di vendita rimasta storicamente alta. Allo stesso tempo la pressione dei costi si è intensificata segnando i valori più alti da maggio.L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI della Produzione Composita dell’Eurozona – una media ponderata dell’Indice PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice PMI dell’Attività Economica Terziaria – è diminuito per la prima volta da maggio. Posizionandosi su 51.7, l’indice è rimasto in territorio di crescita, prolungando l’attuale sequenza di espansione economica dell’eurozona a quattro mesi. Detto ciò, scendendo da 53.1 di settembre, ha segnalato un incremento minore che è anche il più debole della sequenza.I dati settoriali hanno segnalato un rallentamento generale della crescita, con un indebolimento dei tassi di espansione della produzione sia del manifatturiero che del terziario. I dati delle singole nazioni rivelano percorsi di crescita in Germania, Italia, Spagna e Irlanda, anche se hanno tutte perduto lo slancio. La Francia, invece, ha registrato una nuova contrazione dell’attività economica, ribaltando il modesto miglioramento di settembre.Nuovi ordini vicini alla stagnazione e aspettative in caloA pesare sull’attività economica è stato l’indebolimento della crescita delle vendite. Il volume di nuovi ordini ricevuti ad ottobre dalle aziende del settore privato dell’eurozona è cresciuto marginalmente, registrando un leggero calo della domanda di servizi compensata solo lievemente dall’aumento di ordini ricevuti dal manifatturiero. Le condizioni delle esportazioni (incluso il commercio intraeurozona) hanno ancora dato supporto grazie al terzo rialzo consecutivo mensile dei nuovi ordini dall’estero, anche se tale incremento ha perso slancio.In ultimo, ad inizio di quest’ultimo trimestre dell’anno, le aziende dell’eurozona nutrono aspettative meno fiduciose per l’anno a venire, segnando quindi il terzo mese consecutivo di indebolimento del livello di ottimismo. Nel complesso il valore resta dimesso rispetto alla serie storica, scendendo al di sotto della media di lungo termine.Terziario, PMI in calo a 51,4 puntiAd ottobre, l’indice S&P Global PMI sull’Attività Economica del Terziario dell’Eurozona si è posizionato al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0 per il quarto mese consecutivo, registrando un forte incremento della produzione terziaria. Tuttavia, scendendo da 53.0 di settembre a 51.4, l’indice di ottobre segnala un rallentamento della crescita.Il flusso di nuovi ordini ricevuti all’inizio di questo quarto trimestre è lievemente diminuito, deviando notevolmente dalla solida crescita osservata nel terzo trimestre su base mensile. Per alimentare l’attività le aziende hanno ridotto il lavoro rimasto in giacenza, registrando l’undicesimo calo mensile degli ordini inevasi negli ultimi 12 mesi.I dati di ottobre hanno segnalato un nuovo calo degli organici del terziario che, anche se marginale, è il primo da maggio scorso.La pressione dei prezzi applicati dai servizi è lievemente diminuita nel corso dell’ultimo mese di indagine. I tassi di inflazione per i prezzi di vendita e di acquisto si sono ridotti per la prima volta da luglio.Chris Williamson: "L'economia dell'eurozona cresce, ma perde slancio""I dati dell’indagine PMI di ottobre indicano che l’economia dell’eurozona sta crescendo al tasso rispettabile ma poco entusiasmante dello 0.3% ad inizio del quarto trimestre, mostrando una prestazione robusta cui abbiamo assistito in tutto il terzo trimestre, ha dichiarato Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence. Ci sono però preoccupanti segnali che il recente slancio di crescita potrebbe perdere vigore. Il flusso dei nuovi ordini è rallentato fino quasi alla stagnazione dopo tre mesi di elevati incrementi crescita delle vendite, e le aspettative di crescita sono scivolate ai minimi da maggio.Le aziende sono state sballottate dai venti contrari dell’inflazione, dell’incertezza politica e da alti costi di indebitamento.A ottobre vengono inoltre riportate ulteriori pressioni al rialzo, largamente legate ai maggiori costi energetici, che abbassano i fondi dei clienti e scoraggiano la spesa. Allo stesso tempo, l’incertezza politica sta frenando la spesa e l’investimento, con le turbolenze geopolitiche relative all’Ucraina e al Medio Oriente unite ai tumulti politici francesi, dove la situazione delle aziende è peggiorata maggiormente. Un terzo fattore sfavorevole viene dai maggiori costi dei prestiti sia aziendali che privati, dovuti a politiche più restrittive delle banche e maggiori tassi di interesse del mercato.Procedendo verso il 2027, con i mercati che hanno gestito i prezzi nella quasi certezza di un ulteriore aumento dei tassi a dicembre della BCE, nuovi rallentamenti della crescita potrebbero mettere in dubbio la necessità di maggiori restrizioni."(Foto: © iloveotto/123RF)
Fonte: Teleborsa