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Economia
2 ore fa
BCE, crescita Eurozona rivista al rialzo grazie alla domanda interna
(Teleborsa) - L'economia dell'area euro si avvia verso una fase di stabilizzazione, caratterizzata da una crescita rivista al rialzo e da un'inflazione che punta con decisione verso l'obiettivo del 2%. Secondo l'ultimo Bollettino economico della BCE, il quadro macroeconomico mostra una "buona tenuta" nonostante le incertezze geopolitiche globali. Nel terzo trimestre del 2025, il PIL è cresciuto dello 0,3%, sostenuto in particolare dall'espansione dei consumi e degli investimenti, oltre che da un robusto mercato del lavoro con una disoccupazione al 6,4%, vicina ai minimi storici.Le nuove stime formulate dagli esperti dell'Eurosistema a dicembre 2025 delineano un profilo di crescita più solido rispetto alle precedenti previsioni di settembre. Il PIL è stimato in aumento dell'1,4% per il 2025, dell'1,2% nel 2026 e dell'1,4% nel 2027 e 2028. Questo ottimismo deriva principalmente dalla forza della domanda interna, alimentata dall'incremento dei salari reali e dalla tenuta dell'occupazione. Anche la spesa pubblica per infrastrutture e difesa, specialmente in Germania, e il miglioramento delle condizioni di finanziamento post-tagli dei tassi iniziati a metà 2024, contribuiscono positivamente. Sul fronte esterno, le esportazioni dovrebbero riprendere vigore nel 2026 grazie a una minore incertezza sulle politiche commerciali, nonostante l'ombra dei dazi.L'inflazione complessiva si è attestata al 2,1% a novembre 2025, mantenendosi in un intervallo ristretto dalla primavera dello stesso anno. Le proiezioni indicano che scenderà all'1,9% nel 2026 e all'1,8% nel 2027, per poi risalire esattamente al 2,0% nel 2028. Un elemento di attenzione è l'inflazione dei servizi, che resta elevata (3,5% a novembre) a causa di una crescita salariale superiore alle attese, ora al 4,0%. Tuttavia, gli indicatori prospettici suggeriscono una futura moderazione delle retribuzioni verso il 3% entro la fine del 2026. Un fattore di spinta nel 2028 sarà l'attuazione del nuovo sistema di scambio di quote di emissione (ETS2), che potrebbe aggiungere 0,2 punti percentuali all'indice generale.Sul fronte dei mercati finanziari, i tassi di interesse sono rimasti invariati nell'ultima riunione del 18 dicembre 2025 (2,00% sui depositi). Sebbene i tassi di mercato abbiano registrato un aumento nell'ultimo trimestre, il costo del credito per imprese e famiglie è rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi rispettivamente al 3,5% e al 3,3% per i mutui. I prestiti bancari mostrano una crescita moderata (+2,9% per le imprese), segnalando una trasmissione ordinata della politica monetaria. Tuttavia, la BCE avverte che le incertezze geopolitiche e la guerra in Ucraina restano fonti di volatilità che potrebbero causare improvvise ridefinizioni dei prezzi nei mercati, influenzando gli spread e la stabilità finanziaria dell'area.Tra la fine delle dell'estate l'inizio dell'inverno i differenziali dei tassi (spread) si sono ridotti tra i titoli di Stato dei paesi dell'area Euro, portandosi ai minimi storici a riflesso anche di "una rivalutazione favorevole da parte dei mercati delle prospettive di bilancio di alcuni paesi, come come Spagna e Italia". Inoltre, con l'attenuarsi dell'incertezza politica in Francia, i rendimenti dei relativi titoli di Stato hanno mostrato risultati analoghi a quelli di altri paesi dell'area dell'euro. Nel contempo, il declassamento del merito di credito sovrano francese ha provocato "soltanto una reazione di breve durata sui mercati finanziari. La dispersione fra paesi dei differenziali di rendimento dei titoli sovrani rispetto ai tassi privi di rischio e' diminuita durante tutto il periodo in esame, raggiungendo livelli storicamente bassi", ha aggiunto l'istituzione.Il Consiglio direttivo ha sottolineato l'urgenza di riforme strutturali per elevare il potenziale di crescita europeo. In questo contesto, è ritenuto fondamentale rafforzare l'integrazione dei mercati dei capitali e completare l'unione bancaria. La stabilità della finanza pubblica rimane una priorità, con un invito ai governi a privilegiare investimenti strategici che sostengano la produttività, unico vero antidoto per bilanciare le pressioni inflazionistiche derivanti dal costo del lavoro e garantire la sostenibilità del debito nel medio periodo.
Fonte: Teleborsa