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12 minuti fa

Mercato obbligazionario: come funziona, strumenti trattati e differenza tra investment grade e high yield

(Teleborsa) - Il mercato obbligazionario è il sistema attraverso cui soggetti pubblici e privati (Stati, banche, imprese, enti sovranazionali) raccolgono capitali emettendo titoli di debito. Chi acquista un’obbligazione presta denaro all’emittente e riceve in cambio gli interessi, di solito sotto forma di cedole, insieme al rimborso del capitale alla scadenza. I rendimenti dei bond risentono delle decisioni della BCE, dell’inflazione e della percezione del rischio sui singoli emittenti.Che cos’è il mercato obbligazionarioQuando un soggetto ha bisogno di finanziarsi può chiedere denaro al mercato. Nel caso delle azioni, l’investitore diventa socio dell’azienda. Nel caso delle obbligazioni, invece, diventa creditore. Il rapporto è quindi basato su tre elementi:Capitale prestato;Interessi;Rimborso.Il mercato obbligazionario si divide in mercato primario e mercato secondario.Sul primario vengono collocate le nuove emissioni, per esempio un nuovo BTP o un bond societario appena lanciato.Sul secondario gli investitori comprano e vendono titoli già emessi, con i prezzi che cambiano ogni giorno.In Italia, ci sono tre mercati dedicati ai prodotti a reddito fisso: MOT, Euronext Access Milan ed EuroTLX Bond-X. Il MOT è il mercato regolamentato di Borsa Italiana dove si negoziano BTP, titoli di Stato europei, obbligazioni bancarie e bond societari.Accanto al MOT esistono anche altri segmenti, come Euronext Access Milan ed EuroTLX Bond-X, pensati soprattutto per ampliare l’accesso alla quotazione e alla negoziazione di strumenti obbligazionari. Euronext Access Milan è un sistema multilaterale dedicato in particolare a obbligazioni societarie, finanziarie, private placement, minibond e strumenti rivolti a investitori professionali. EuroTLX Bond-X è invece un mercato specializzato nella negoziazione di obbligazioni già ammesse agli scambi, con un’offerta ampia di titoli di debito.Come funziona un’obbligazioneOgni obbligazione si costruisce attorno ad alcuni elementi essenziali: il capitale da rimborsare, il prezzo a cui il titolo viene scambiato, gli interessi riconosciuti all’investitore e la data di scadenza. Ognuno di questi dati incide sul rendimento finale e sul comportamento del titolo durante la sua vita.ELEMENTOCOSA SIGNIFICAEFFETTIValore nominaleÈ la somma su cui vengono calcolati le cedole e il rimborso finale. Di solito il riferimento è 100 o 1.000 euro per singolo titoloServe a capire quanto capitale verrà restituito alla scadenza, salvo problemi dell’emittentePrezzo di mercatoÈ il prezzo a cui l’obbligazione viene comprata o venduta dopo l’emissione. Può essere sopra o sotto il valore nominaleIncide sul rendimento effettivo: comprare sotto 100 aumenta il rendimento, comprare sopra 100 lo riduceCedolaÈ l’interesse pagato dall’emittente, con frequenza annuale, semestrale o diversa in base al titoloDetermina il flusso di incassi durante la vita dell’obbligazioneScadenzaÈ la data in cui l’emittente deve rimborsare il capitalePiù la scadenza è lontana, più il prezzo può risentire delle variazioni dei tassiModalità di remunerazioneStabilisce come viene pagato il rendimento: tasso fisso, tasso variabile, indicizzazione all’inflazione o zero couponAiuta a capire se il titolo offre cedole periodiche, rendimento a scadenza o protezione parziale da alcuni scenari di mercatoMessi insieme, questi elementi determinano il rendimento effettivo del bond. Oltre alla cedola, va considerato anche il prezzo pagato per acquistare il titolo e il valore che verrà rimborsato alla scadenza. Un’obbligazione comprata sotto il valore nominale parte da una posizione più favorevole, perché oltre agli interessi può generare una differenza positiva al rimborso. Un titolo comprato sopra il valore nominale incorpora invece un prezzo più alto rispetto al capitale che verrà restituito.Da qui nasce il rapporto inverso tra prezzo e rendimento. Quando i tassi di mercato salgono, le nuove emissioni tendono a offrire condizioni più interessanti e i bond a tasso fisso già in circolazione possono perdere valore. Quando i tassi scendono, accade il contrario: le obbligazioni già emesse con cedole più alte diventano più richieste e il loro prezzo può salire. L’effetto è più marcato sui titoli a lungo termine, perché il capitale resta esposto più a lungo ai cambiamenti dei tassi.Quali strumenti sono trattatiNel mercato obbligazionario si trovano strumenti molto diversi.TIPO DI OBBLIGAZIONECHI LA EMETTECOSA BISOGNA SAPERETitoli di StatoGoverni nazionaliServono a finanziare il debito pubblico. In Italia rientrano in questa categoria strumenti come BOT, BTP, CCTeu e BTP indicizzati all’inflazioneObbligazioni corporateImprese privateSono bond emessi da società che raccolgono capitali sul mercato per finanziare attività, investimenti o rifinanziamento del debitoObbligazioni bancarieIstituti di creditoSono titoli emessi dalle banche. Possono avere caratteristiche diverse in base alla durata, alla cedola e al grado di priorità nel rimborsoBond sovranazionaliOrganismi internazionaliSono obbligazioni emesse da enti come banche di sviluppo o istituzioni sovranazionali, spesso con elevata qualità creditiziaObbligazioni strutturateBanche o intermediari finanziariIl rendimento dipende da formule o parametri collegati a indici, tassi, valute, azioni o altri sottostantiLe varie obbligazioni si distinguono anche per il modo in cui pagano il rendimento.Ad esempio, un bond a tasso fisso riconosce cedole già definite al momento dell’emissione.Un’obbligazione a tasso variabile, invece, aggiorna gli interessi in base a un parametro di riferimento, come l’Euribor o altri tassi di mercato.I titoli indicizzati all’inflazione collegano una parte del rendimento o del capitale all’andamento dei prezzi, con l’obiettivo di proteggere il potere d’acquisto.Negli zero coupon, infine, non ci sono cedole periodiche, perché il guadagno deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore rimborsato alla scadenza.Oltre alla remunerazione, va osservata anche la posizione del titolo nella gerarchia dei rimborsi. La seniority indica proprio questo: l’ordine con cui i creditori vengono pagati se l’emittente entra in difficoltà.Le obbligazioni senior hanno una priorità più alta e vengono rimborsate prima rispetto ad altri titoli più rischiosi. Le obbligazioni subordinate arrivano dopo nella gerarchia dei pagamenti e proprio per questa ragione possono offrire rendimenti più elevati, ma espongono l’investitore a perdite maggiori in caso di crisi.Nei bond bancari questo passaggio pesa ancora di più, perché in caso di crisi dell’istituto alcuni strumenti possono essere coinvolti nelle perdite prima di altri. Le obbligazioni subordinate sono più esposte, mentre le senior hanno una posizione più protetta nella gerarchia dei creditori. Due bond della stessa banca possono quindi offrire rendimenti diversi: quello più generoso può incorporare un rischio maggiore, legato proprio alla posizione del titolo in caso di difficoltà dell’emittente.Oltre alla cedola, quindi, bisogna verificare se il bond è senior, subordinato o appartiene ad altre categorie previste dalle regole bancarie, perché la differenza può pesare sul recupero del capitale nelle situazioni più critiche.Rating: la scala di valutazione del rischioIl rating è una valutazione assegnata da agenzie specializzate alla capacità dell’emittente di pagare interessi e capitale. Aiuta il mercato a classificare il rischio di credito, cioè il rischio che il debitore ritardi o manchi i pagamenti.Le scale più usate sono quelle di S&P, Fitch e Moody’s. S&P considera investment grade i rating da BBB- in su, mentre i giudizi da BB+ a D rientrano nella fascia speculative grade. Moody’s usa una scala diversa: Aaa indica la qualità più alta, Baa chiude l’area investment grade, Ba apre l’area speculativa.Spieghiamo meglio nella seguente tabella.FASCIAS&P / FITCHMOODY'SSIGNIFICATO PRATICOQualità massimaAAAAaaRischio di credito molto bassoQualità altaAA / AAa / ABuona capacità di rimborsoInvestment grade bassaBBB+ / BBB / BBB-Baa1 / Baa2 / Baa3Rischio più alto, ancora area investment gradeHigh yieldBB+ / BB / BB- / B+ / B / B-Ba1 / Ba2 / Ba3 / B1 / B2 / B3Rendimento più alto e rischio più elevatoArea molto speculativaCCC / CC / CCaa / CaRischio di insolvenza significativoDefaultDCPagamento mancato o situazione vicina al defaultIl rating è un giudizio professionale e non una garanzia. Va usato come primo filtro per capire il livello di rischio dell’emittente, ma non basta da solo per valutare un’obbligazione. Un titolo con rating alto può perdere valore se i tassi salgono, se la scadenza è lunga o se il mercato cambia giudizio sul settore. Allo stesso modo, un bond con rating più basso...
Fonte: Teleborsa